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malattie dell’apparato respiratorio

17 Gennaio 2018 Nessun commento

 

di sinusite, un’infiammazione dei seni paranasali, (batterica, allergica, meccanica) si parlò tempo fa n medicina 33 ed ancor oggi possiamo risentire e rivedere le sue illustrazioni tramite il Video Rai.TV – TG2 – Medicina 33 del 04/06/2014. Vi si parla dei sintomi, che sono soprattutto difficoltà a respirare e sentire gli odori e mal di testa, e delle sue cure. Queste ultime sono o farmacologiche oppure chirurgiche (caso di poliposi), a seconda dei risultati della rinometria, la misura del flusso di aria che passa attraverso le due fosse nasali, e della TAC.
- Il raffreddore non è una malattia pericolosa, ma è molto facile da prendere. La trasmissione avviene per via aerea (tosse, starnuti) oppure per contagio, soprattutto attraverso le mani. L’accurato lavaggio delle mani riduce non solo il rischio di raffreddore. Si calcola infatti che si abbassa del 25% il rischio di tutte le malattie dell’apparato respiratorio. Si ha in particolare  una buona riduzione dell’infezione influenzale. Un adulto soffre mediamente due volte all’anno di raffreddore, un bambino parecchie volte. Antistamminici ed antinfiammatori sono in generale consigliati, ma non bisogna abusarne. Per la prevenzione, data la inesistenza di un vaccino a causa dell’ampia varietà dei ceppi, non si può far altro che evitare il più possibile le persone raffreddate ed i colpi d’aria che favoriscono l’attecchimento del virus.
- Due sono i sintomi più evidenti della bronchite acuta: la tosse ed il muco. Se quest’ultimo è bianco-giallastro è probabile si tratti di un’infezione virale, se è giallo–verdastro è più probabile un’infezione batterica. La febbre si verifica quando la bronchite  è il primo passo della patologia influenzale. Ci sono però anche bronchiti che fanno esordio dopo l’influenza. Il male dovrebbe durare 7-10 giorni. Se dopo questo periodo, nel quale il paziente deve semplicemente stare in riposo a letto usando della Tachipirina (Paracetamolo), non c’è miglioramento, probabilmente il medico che ha in cura il malato ordinerà un antibiotico (consigliata Amoxicillina associata ad Acido clavulanico). Se non vi sono vantaggi sostanziali il medico curante ricorrerà ad un antibiotico di altra struttura chimica, come la Levofloxacina appartenente alla classe dei Fluorochinoloni (che però in rarissimi casi può provocare tendiniti anche in tempi successivi: avviso agli sportivi). Tutte e quattro le  formule dei predetti farmaci sono in figura 1. Può essere anche necessario un giudizio specialistico a cui potrebbe seguire una radiografia. Potrebbe anche essere ordinato un cortisonico, da usare per un periodo limitato.
 - Un altro tipo di affezione bronchiale  è quello della bronchite cronica o Bpco (Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva) caratterizzata da catarro abbondante, persistente e da difficoltà respiratorie croniche con saltuarie riacutizzazioni. Si può intervenire con inalazioni. Vi sono infatti numerosi farmaci broncodilatatori usati specialmente per via inalatoria, in grado di ridurre il rischio delle riacutizzazioni. Essi sono rccolti nella tabella BRONCODILATATORI di figura 1 comprendente i beta2- agonisti [Beta 2 agonisti selettivi - Wikipedia], gli anticolinergici    [Anticolinergico - Wikipedia] e le metilxantine]. Il trattamento della BPCO – Informazioni sui farmaci.htm.

- La tosse è un fenomeno fisiologico che ha lo scopo di allontanare i corpi estranei, con l’ausilio di una rete sofisticata di ciglia vibratili (cioè percorse da onde) che servono a tenere puliti da impurità i piccoli condotti che dai bronchi portano l’aria pulita ai polmoni. Viste al microscopio queste ciglia sembrano un campo d’orzo battuto dal vento con un movimento avente la velocità di 3-12 mm al minuto. Vedere in figura 1 FUNZIONALITÀ DELLE CIGLIA BRONCHIALI, dove insieme alle ciglie sono visibili anche altre cellule protettive. Come si può intuire, tosse e muco costituiscono due meccanismi sinergici il cui scopo è di impedire la sosta sulle superfici di batteri, virus, polline, funghi, polveri e quant’altro presente nell’aria che respiriamo (pulizia delle vie aeree). Tuttavia  in condizioni di normalità la tosse è modesta ed il muco fluido e scarso. Se tuttavia la tosse dovesse diventare difficile da sopportare, come in talune bronchiti, si può utilizzareun sedativo come il Sinecod sotto forma di sciroppo contenente come principio attivo il Butamirato citrato (vedere  in figura 1 la formula (in cui è visibile la catena butanoica sostituita con un arile).
A completamento di quanto illustrato a proposito di bronchi ho posto n figura 1 quei componenti che interessano il meccanismo di espulsione del muco e che prende il nome di  ascensore muco-cigliare. Vedere peranto le quattro immagini LE VIE AEREE SUPERIORI. Vi si osservi che la lamina cartilaginea detta epiglottide è chiusa solo durante la deglutizione così come vista in posizione ravvicinata in uno dei disegni. Essa è estremamente importante perché ci permette di respirare e di mangiare.
- Ma ora tparliamo dell’influenza, quella virale s’intende. Ma come si riconosce la vera influenza? In primo luogo temperatura corporea oltre i 38 gradi centigradi, poi tosse, ed infine eventuali altri sintomi come “naso che cola”, mal di gola, dolori muscolari. ll picco arriva generalmente tra gennaio e febbraio, anche se nel 2009 arrivò in primavera col virus H1N1. A tranquillizzare chi è stato prudente nel vaccinarsi c’è l’informazione che i virus circolanti nei tempi recenti sono del tipo H1N1 che è normalmente presente attenuato nel vaccino. La vaccinazione si può fare anche in extremis prima che l’epidemia si affermi dando il tempo perché si sviluppi la reazione anticorpale. L’antibiotico nella cura dell’influenza si dà al paziente per prevenire infezioni batteriche gravi. Il Para-acetamolo (Tachipirina) nella dose di 500 milligrammi riduce la febbre, in quella di 1000 i dolori muscolari.
- Il fiato corto corrisponde alla dispnea della Scienza medica e può avere varie cause. La descrizione è piuttosto lunga, ma, fermandoci ai soli titoli, possiamo avere un’idea: trattasi di problemi provenienti dall’apparato respiratorio, quali lo pneumotorace,Il’asma, la polmonite ,  la pleurite, l’inalazione di corpo estraneo, oppure di stati di ansia, ovvero di infarto, scompenso cardiaco, angina, anemia. Visita medica con esame dei sintomi, esami del sangue e strumentali, successive più possibilmente rapide cure mirate sono il più delle volte in grado non solo di superare il disturbo, ma anche di arrestare processi pericolosi per l’organismo.
- L’abbassamento della voce si ha quando LE CORDE VOCALI (vedi figura 1 e Le Corde Vocali – Piero Angela – YouTube) si ingrossano e viene disturbato il movimento che produce il suono. Il disturbo più frequente nei fumatori. Spesso è il postumo di un raffreddore o di un eccessivo parlare ad alta voce. Si cura con riposo, antistaminici, cortisonici. Si può avere anche una degenerazione che conduce a polipi che richiedono intervento chirurgico.
- Come il tono di voce è diverso tra uomo e donna in quel sofisticatissimo sistema neuromotorio che forma la parola, così pure nei due sessi sono diverse le patologie. I noduli delle corde vocali sono caratteristici delle giovani donne. Trattasi di un ispessimento calloso delle corde che talvolta sfocia in polipi. È la mancanza di coordinazione tra respirazione ed emissione della voce che genera il malanno. Ne soffrono soprattutto le cantanti e le attrici. Dopo un esame videolaringoscopico l’otorino userà una metodologia riabilitativa (esercizi respiratori in connessione con l’emissione vocale) per i noduli ed un intervento chirurgico per i polipi.  
-  Il russamento non è di per sé una malattia,, ma può dar luogo a seri disturbi che vanno dall’abbassamento della memoria, alla scarsa ossigenazione del sangue, alla riduzione della funzione erettile, alla sonnolenza diurna, fino all’aumento della frequenza dei battiti cardiaci.  Esso è dovuto nella maggior parte dei casi alla parziale ostruzione delle vie respiratorie provocata dal rilassamento dei muscoli della lingua o del palato molle o di tutti e due. Vedere in figura 1 LINGUA E PALATO MOLLE IN EVIDENZA e MECCANISMO DEL RUSSAMENTO. Talvolta la causa è da attribuire al setto nasale deviato od alla presenza di polipi. l russamento è spesso accompagnato da apnee. Oltre alle raccomandazioni di non mangiar troppo e bere vino di sera, ed evitare i sonniferi, gli specialisti suggeriscono, in particolare nei casi di apnea, un apparecchietto da tenere quando si dorme detto Mad (dispostivo di avanzamento mandibolare) oppure una mascherina detta Cpap che insuffla aria nelle vie respiratorie.
- Per quanto riguarda la polmonite, la prevenzione più sicura, in particolare per i soggetti a rischio, è quella dei vaccini coniugati. Ad esempio il vaccino polisaccaridico 23-valente, utilizzabile nei bambini sopra i due anni e negli adulti, che protegge contro 23 ceppi di cocco.
- La pleurite è un’ infiammazione della membrana a due foglietti uno rivestente i polmoni e l’altro la gabbia toracica, come nell’immagine PLEURA EPOLMONI di figura 2. Tra i due foglietti vi è uno spazio ridotto contenente un liquido. Il tipo più frequente di pleurite è quello essudativo caratterizzato da versamento anomalo di liquido tra i due foglietti (versamento pleurico). Si manifesta con un improvviso dolore alla schiena che si acutizza tossendo. Si nota, tra vari altri sintomi, anche respiro più frequente e, spesso, febbre. Le cause vanno dai traumi, ad una successiva complicazione della polmonite, alle infezioni ed all’embolia polmonare. Oltre alla toracentesi (prelievo ed esame del liquido del versamento pleurico) si effettuano esami strumentali e si passa alle cure che possono essere, a seconda del tipo individuato, l’uso di antibiotici, od il drenaggio del liquido se purulento, l’impiego di antinfiammatori e di cortisonici.
- Lo pneumotorace è una malattia che si verifica quando l’aria penetra nella cavità pleurica formata, come sopra accennato, da due membrane. Vedere in figura 2  PNEUMOTORACE. Ciò provoca una compressione sui polmoni che non possono espandersi nella maniera normale durante la respirazione. Le cause sono molte. In alcuni casi è dovuto alle bolle sottopleuriche che permettono la fuoruscita di aria dal polmone, oppure ad un ferimento con un’arma da taglio. Può essere provocato anche da un’altra malattia polmonare, l’enfisema (dal greco  “physao” = io soffio  ed “”en”= dentro, “la dilatazione permanente degli spazi aerei più periferici del tessuto polmonare”, come definito da Enfisema: Malattie – Pneumologia | Pazienti.it). Nelle donne giovani è conseguenza dell’endometriosi. Le cure consistono nello sfiato mediante tubicino introdotto chirurgicamente tra una costola e l’altra, unitamente ad una cicatrizzazione dei due foglietti pleurici in modo da impedire l’ingresso di aria. Specie in passato è stato usato lo pneumotorace terapeutico per la cura della tubercolosi.
- I noduli al polmone, sono solitamente benigni e piuttosto raramente maligni. Di solito vengono svelati da una  radiografia o da una TAC. I benigni possono derivare da infiammazioni o da tubercolosi, i maligni da metastasi o da linfomi.  Se son piccoli di solito si attende. Altrimenti si procede con Pet, broncoscopia, biopsia mininvasiva. In caso di noduli non benigni bisogna intervenire chirurgicamente.
- La tubercolosi non è del tutto debellata, specialmente nelle aree povere a scarsa igiene. Il batterio vive allo stato latente e si risveglia anche nei Paesi progrediti quando si abbassano le difese immunitarie. Quando si devono usare farmaci immunosoppressivi occorre prima indagare se il paziente è a rischio. Per saperne di più aprire il video tubercolosi (TBC) nel quale a Medicima 33 il prof. Blasi fa il punto sulla tubercolosi oggi. Nel decennio 2004-2014 i casi in Italia sono stati circa 5.000  all’anno. La metà di essi era costituito da migranti sbarcati nel nostro Paese. La tubercolosi oggi è caratterizzata da molti ceppi, più diversificati rispetto ad una volta, ma anche le cure sono più efficaci. La tubercolosi può essere latente quando l’individuo infetto non ha sintomi. I batteri (che in tal caso non si trasmettono) dimorano nell’organismo senza che si evidenzi la malattia. Può essere attiva quando i sintomi, illustrati in I SINTOMI DELLA TUBERCOLOSI in figura 2, sono evidenti e molteplici: Ne citiamo alcuni tipici della TBC polmonare: tosse accanita della durata di più settimane, accompagnata anche da espettorato sanguigno, dolore al petto, catarro, debolezza o stanchezza, perdita di peso, febbre, sudorazione notturna. Oggi è possibile con un’analisi  molecolare (Real-Time PCR) stabilire con una eccellente accuratezza se la TBC è attiva o latente (ma il metodo,almeno er ora, non è di routine). Nel primo caso si interviene con una cura basata su un cocktail di antibiotici per 6-9 mesi: è la soluzione giusta a patto che una preventiva verifica abbia stabilito la sensibilità dei batteri a tali farmaci. Nel caso di tubercolosi latente si interviene con un trattamento preventivo di altri farmaci. Nei bambini e nelle persone infette dal virus HIV è consigliato un singolo farmaco, la isoniazide TB (formula in figura 2) con assunzioni prolungate spesso quotidiane.
- La mancanza di respiro insieme all’affaticamento fanno pensare ad una malattia esclusiva dell’apparato respiratorio. Invece trattasi di ipertensione polmonare che è una malattia delle arterie polmonari (quelle che portano il sangue ricco di anidride carbonica all’atrio sinistro del cuore) che si restringono, i cui effetti si hanno sul cuore. La diagnosi non è facile e si basa su indagini di tre livelli con elettrocardiogramma, ecocardiogramma, TAC toracico ed ecocardiogramma transesofageo.
- La FIBROSI CISTICA (in figura 2) è una malattia genetica rara dovuta all’eredità da entrambi i genitori di un gene sbagliato. Essa agisce soprattutto sui polmoni, ma anche su pancreas, intestino e fegato. Il muco degli affetti da tale malanno è più denso del normale. Per molti casi è possibile il trapianto di polmone. La tecnica più avanzata è quella del professor Franco Valenza del Policlinico di Milano che prepara l’organo del donatore con un ricondizionamento ex-vivo (EVLP). Video Rai.TV – TG2 – Tg2 Medicina 33 del 12/03/2015. Per la fibrosi cistica non vi sono farmaci risolutivi (pur usandosene taluni di mantenimento, come antibiotici ed enzimi); ma  si prospetta la possibilità di testarne molti con una tecnica innovativa, quella dei mini-guts consistente nel far crescere cellule staminali dal retto dell’intestino del paziente e provare su tali mini-guts gli effetti del medicinale prescelto come possibile. Il lavoro è stato pubblicato in Science Translational Medicine, da Jeffery Beekman, del Wilhelmina Children’s Hospital di Utrecht.  Mini-guts Aid Cystic Fibrosis Therapy – Science News _ The Naked Scientists.docx.
Ricordo che si è parlato di fibrosi cistica nei miei articoli le cellule staminali del 25 Maggio 2007, il DNA del 2011 del 14 Febbraio 2012, il DNA del 2015 del 28 Ottobre 2015.
-  Finora per la Fibrosi Polmonare Idiopatica l’unica possibilità era il trapianto di polmone; ma oggi non è più così: c’è una speranza, un medicinale, il Pirfenidone (formula in figura 2), prodotto da InterMune disponibile presso 13 centri ospedalieri italiani, alcuni anche del Sud, ad es., tra altri, a Benevento e Palermo. Esso è capace di lenire tosse e difficoltà respiratorie provocate dal tessuto cicatriziale che si forma nei polmoni e ne impedisce il normale funzionamento.     MEDICINA 33 – Fibrosi Polmonare Idiopatica – Video Dailymotion      Osservatorio Malattie Rare – Fibrosi Polmonare Idiopatica, crescono i centri che forniscono Pirfenidone_ ora sono 20.htm
 - Il 90% dei tumori cancerosi del polmone è dovuto al fumo. Una loro classificazione è data in figura 2 con I DIVERSI TIPI DI TUMORE AL POLMONE. Molto spesso i sintomi (dolore al torace, sangue nel catarro, fiato corto, etc.) sono evidenti solo quando il tumore è allo stato avanzato. Gli esami sono basati su PET, biopsia percutanea, broncoscopia. Le cure consistono principalmente nell’asportazione chirurgica del tumore se si interviene nelle fasi precoci, radioterapia, chemioterapia con farmaci  a bersaglio molecolare detti anche farmaci biologici.      

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malattie dell’apparato urogenitale

25 Dicembre 2017 Nessun commento

 

 

(per i calcoli urinari vedere anche il mio articolo i calcoli biliari ed urinari del 25 Maggio 2013 visibile in Archivi)

                             

 

la stenosi delle vie urinarie è spesso provocata da un intervento mal riuscito di estirpazione di un calcolo. Per tale stenosi oggi si interviene preferibilmente con la chirurgia robotica che permette al chirurgo una manipolazione molto precisa con ingrandimenti da 10 a 15 volte. È inoltre possibile con la stessa tecnica la ricostruzione dell’uretere, il canale che va dai reni alla vescica, senza grandi ferite sull’addome. Vedere anche AUTOMAZIONE DELLA BIOPSIA PROSTATICA, etc.in figura 1 .  Uno specialista della nuova branca della chirurgia è il professore Vito Pansadoro, urologo del Centro di urologia robotica di Roma. Con lo stesso tipo di chirurgia mininvasiva si interviene anche sul tumore prostatico. medicina 33 28.05.2015.
Vedere in figura 1 STENOSI URETRALE,  un tipo di stenosi dell’uretra, accompagnata da uretrocele (dal greco “kele” = ernia, dilatazione). Chirurgia robotica, la fantascienza incontra la medicina – ItaliaSalute.
Un altro disturbo, piuttosto comune soprattutto nelle donne, costituito da perdita di urina può presentarsi in maniera diversa. Può essere da sforzo, per esempio causato da colpi di tosse o starnuti, o da urgenza, essendo uno stimolo incontrollabile che produce fuoriuscita. Il primo caso è generalmente dovuto a rilassamento dei tessuti nella zona pelvica per cause diverse, tra cui menopausa, obesità ed invecchiamento; il secondo è determinato da vescica iperattiva, cosa causata da problemi neurologici o da interventi chirurgici in zone prossime alla vescica. Vedere in figura 1 INCONTINENZA DA SFORZO ED INCONTINENZA DA URGENZA. Gli urologi fanno diversi test per assicurarsi da quale evenienza è colpito il paziente. Trattasi di misure di flussometria, di cistometria (registrazione grafica della pressione all’interno della vescica ripiena di un fluido, durante la minzione, dal greco “kystis” = vescica e [mano]metria),
di valutazione della tenuta dello sfintere uretrale (quello tra vescica ed uretra), nonché di valutazione della tenuta dell’uretra.  Il paziente che perde urina – Libero.
Per l’incontinenza da sforzo si pratica spesso una chirurgia mininvasiva con bendarelle sottouretrali di tessuto artificiale (polipropilene). Vedere STRISCIA DI TESSUTO,etc. in figura 1.
Per l’incontinenza da urgenza si usano in primo luogo i farmaci antimuscarinici, capaci di inibire certi recettori (quelli tipici della muscarina, un alcaloide dei funghi capace di rafforzare l’acetilcolina nella sua capacità di stimolazione dei nervi colinergici). Gli antimuscarinici riducono la capacità contrattile dei muscoli detrusori (dal lat. scient. “detrusor”, der. dal verbo “detrudere” = cacciar giù) deputati ad espellere l’urina dalla vescica. Si può ricorrere anche alla neuromodulazione sacrale per rendere meno attivo il nervo sacrale agente sulla vescica (in figura 1 INSERIMENTO DI UN ELETTRODO ALL’ALTEZZA DELLA TERZA VERTEBRA SACRALE,etc.
ovvero ad infiltrazioni di tossina botulinica, che vengono effettate in dosi terapeutiche sotto controllo medico cistoscopico, la cui azione di rilassamento si prolunga per 6-9 mesi. vescica iperattiva – edizioni scripta manent planet.
L’incontinenza urinaria maschile a seguito di asportazione della prostata o per indebolimento dello sfintere, il rubinetto che si apre e si chiude, può essere  curato chirurgicamente  con un recupero dello sfintere interno. Tumore alla prostata: nuova tecnica chirurgica per la conservazione dello sfintere interno. Raidue – “Medicina33” intervista al prof_ Roggia e filmato RAI 2 Medicina 33.
A proposito di prostata (in figura 1), tenuto conto che un maschio su due ha problemi di prostata, occorre fare la massima attenzione nella gestione di una prostatite alla sua comparsa caratterizzata soprattutto da disturbi alla minzione. Occorre intervenire subito, in concomitanza con le analisi strumentali e chimiche delle urine, con una terapia antibiotica, trattandosi quasi sempre di un’infezione batterica. Gli antibiotici usati nella suddetta prostatite sono i Chinolonici e le Cefalosporine (vedere in figura 1 ANTIBIOTICI CHINOLONICI e NUCLEO DELLE CEFALOSPORINE, etc.).

Sempre nel tema prostata, vediamo qual è la validità del test PSA (antigene prostatico) oggi. Diciamo oggi perché importanti studi hanno potuto chiarire quale è la sua correlazione con il tumore prostatico. La positività del test è valida per la conoscenza anticipata dell’esistenza  di un tumore prostatico: il tumore che si svilupperà potrà essere sia benigno che maligno, sia aggressivo o che non aggressivo. Pertanto il paziente dovrà solo preoccuparsi di farlo tenere sotto accurata osservazione medica e, nel caso, subire l’intervento più idoneo.
 Il dolore pelvico (dal lat. “pelvi(m)” = conca, bacino). è diffuso soprattutto tra le donne. Lo inseriamo nelle malattie dell’apparato urogenitale, ma può trattarsi anche di un’affezione cronica intestinale.  Si riferisce a dolori che hanno luogo negli organi inseriti dentro la cavità del bacino osseo (che è diverso tra uomo e donna).
La cistite (dal latino medioev. “cystis” = vescica) è un’infezione (infiammazione) della parete vescicale, provocata spesso dal batterio Escherichia coli, molto più frequente nelle donne che negli uomini a causa sella maggiore facilità di passaggio del batterio dall’intestino. Un’urinocoltura svela la presenza dell’infezione dopo che la paziente si è recata  dal medico a cui ha comunicato i disturbi. Oltre alla cura antibiotica si raccomanda di non usare cibi piccanti, bere molto, evitare bevande gassate.  Mentre la cistite, assieme all’uretrite, è un’affezione delle basse vie urinarie, la pielonefrite è un’infezione delle alte vie urinarie. La pielonefrite (dal lat. “pyelum” = pelvi renale) infatti è un processo infiammatorio, temporaneo o cronico, che coinvolge le pelvi (dette anche bacinetti) renali ed i tessuti interstiziali del rene. Vedere in figura 1 INFEZIONI DELLE VIE URINARIE.

La menopausa è in evento del tutto naturale nella donna; ma pur non essendo una malattia dell’apparato genitale femminile, può essere collocato in questa sede perché è la cessazione delle funzioni riproduttive della donna che genera una serie di disturbi che vanno dalle vampate ai battiti cardiaci irregolari, agli arrossamenti al viso ed al collo.  Circa le vampate delle donne in menopausa, il guasto si verifica perché col calo degli ORMONI ESTROGENI (formule raccolte in figura 2), viene a mancare il meccanismo di termoregolazione a cui presiede un centro di regolazione che si trova nell’ipotalamo.
La dismenorrea è un disturbo della mestruazione che provoca spesso intensi dolori. Si verifica allorché l’uovo giunge nell’utero e, non essendo fecondato, determina un drastico calo della quantità degli ormoni estrogeni e del progesterone, vedere SCHIZZO DI APPARATO GENITALE FEMMINILE,etc. in figiura 2), provocante a sua volta lo sfaldamento dell’endometrio (cosa del tutto fisiologica), ma il fenomeno può essere accompagnato da forte aumento della produzione di prostaglandine. Sarebbe il forte aumento di queste ultime a provocare i disturbi, per lo più dovuto ad un difetto costituzionale della donna, L’UTERO RETROVERSO (ancora in figura 2).

L’endometriosi è una condizione per la quale si forma fuori dell’utero della donna in aree anomale un tessuto che normalmente è presente come rivestimento dell’utero (in figura 2 LA CAUSA DELL’ENDOMETRIOSI). Si rinviene soprattutto nell’ovaio, ma anche nell’intestino e nella vescica. Il tessuto migrato risponde, come quello uterino normale, alle vicissitudini ormonali dando luogo a dolori diffusi. Si impiega, per lenire il dolore, o la pillola anticoncezionale od il progesterone con varie modalità temporali. La chirurgia laparoscopia tendente ad eliminare tessuti estranei, in particolare gli endometriosici, non sempre raggiunge l’obiettivo prefissato.
Il varicocele (dovuto ad un’eccessiva dilatazione delle vene spermatiche che si verifica quasi sempre al testicolo sinistro) di solito non va operato. Se però si presentano dolori è necessario intervento chirurgico. Vedere in figura 2 IL VARICOCELE.
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l’esplorazione di Marte

3 Dicembre 2017 1 commento

( segue da splorazione dei pianeti del sistema solare del 18 novembre 2017 visibile in Archivi).

riassumiamo quanto di più siicuro sappiamo su Marte e quanto appare ancora incerto. È il pianeta più simile alla Terra, ci è immediatamente vicino essendo noi il terzo pianeta distante dal Sole ed esso il quarto. È notevolmente più piccolo della nostra Terra avendo un diametro equatoriale di circa 6.805 km mentre la Terra lo ha di circa        12.757 km. Ha una massa che è solo l’11% di quella terrestre. La sua gravità è meno di 1/3 di quella della Terra. (Un uomo di 70 kg ne peserebbe su Marte 26,3 kg).
Le calotte polari di Marte contengono ghiaccio d’acqua e ghiaccio di anidride carbonica (CO2) o ghiaccio secco. La superficie del pianeta è fredda e secca, ma miliardi di anni fa era stata forse calda ed umida. La sua atmosfera consiste essenzialmente di anidride carbonica.                 Marte è detto il pianeta rosso per le immense distese di ossido di ferro che lo ricoprono.  Pare che i venti non                                                                                                                                                                                        

producano i raffreddamenti tipici degli ambienti terrestri, tanto che ci si aspetta di avere su Marte pomeriggi estivi in zone ventose simili come temperatura a quelli invernali delle regioni inglesi meridionali. Ciò perché l’atmosfera sul pianeta rosso è molto rarefatta (1% della terrestre a livello del mare, uguale a quella esistente da noi a 32 km di altezza, pari a 2,5 volte l’altezza di crociera di un jet). Tuttavia gli astronauti marziani dovranno indossare tute spaziali appositamente studiate per la perdita di calore da radiazione che è notevole. Marte è visibile dalla Terra anche ad occhio nudo. Il giorno è un po’ più lungo che da noi (25 ore). Il periodo di rivoluzione del pianeta è di circa 687 giorni. La temperatura media della superficie è -63 gradi centigradi, quella di certe zone siberiane d’inverno.    Le più interessanti (da leggere) storie e vedute di Marte sono della bbc.

Nell’atmosfera è stato trovato il metano (CH4). Questo semplicissimo prodotto chimico potrebbe essere di origine inorganica, ad es. per reazione di un minerale detto olivina (un silicato di magnesio e ferro) presente anche in molte rocce magmatiche intrusive ed effusive terrestri, con l’acqua di cui ne fissa l’ossigeno, e  con materiali organici possibilmente trasportati da comete scontratesi con il pianeta. IL MINERALE OLIVINA è in figura 2.
Vedere anche in figura 2 POSSIBILI  FONTI, etc. Ma non si può escludere che derivi dal metabolismo di batteri.  
Ormai si dà per certa la presenza di ghiaccio d’acqua seppellito a poca profondità sull’equatore del pianeta. La NASA ha pure spiegato con la presenza di acqua superficiale l’esistenza sul pianeta di certe misteriose strisce nerastre che appaiono nelle stagioni calde e scompaiono  nelle stagioni fredde. Esse contengono perclorato di sodio Na+ClO4- e magnesio Mg+(ClO4-)2 (vedere IONE PERCLORATO in figura 2), nonché clorato di sodio Na+ClO3 e di magnesio Mg+(ClO3-)2, cosa rivelata dal Mars Reconnaissance Orbiter (MRO). LE STRISCE DI MARTE sono visibili nella figura 2. La constatazione della presenza dei sali è importante perché spiega l’abbassamento del punto di congelamento dell’acqua; quella dei perclorati offre indizi di un’ossidazione dei cloruri sciolti in fiumi o laghi, avvenuta nei tempi andati in presenza di raggi UV. (Attenzione, I perclorati sono velenosi per l’uomo!). in L’acqua su Marte a Domande e Risposte – Focus.pdf.
Eppure, una recentissima pubblicazione di McEwen, un geologo planetario della Università di Arizona di Tucson, che fu uno dei primi ad esaminare le strisce, ha fatto una chiarificazione: le strisce sono sabbia! La pubblicazione relativa è stata fatta online da lui e coll. sulla rivista Nature Geoscience del novembre 2017. Rimarrebbe tuttavia aperta la possibilità di un  film sottile di acqua che attornia i granuli del sale (dovrebbe intendersi ancora costituto, almeno in parte, da perclorato e clorato?). Tutta la vicenda avrà sicuramente un seguito, e siamo ansiosi di sapere la verità.          This scientist is quashing a leading theory for liquid water on Mars—but he still thinks life could exist _ Science _ AAAS.htm.
L’uomo su Marte è un sogno almeno per ora di difficile realizzazione. Se è vero che il viaggio d’andata potrebbe essere assicurato da un motore elettrico azionato da combustibile atomico [Nuclear Electric Propulsion (NEP)] in luogo del classico combustibile chimico, cosa che permetterebbe di avere più spazio per il trasporto di piante produttrici di ossigeno e per gli strumenti scientifici, i problemi aperti sono il propellente chimico per il ritorno e, soprattutto, le emissioni di particelle penetranti durante le eruzioni solari. Sarà possibile prevedere queste ultime? L’Agenzia Spaziale Europea sta studiando i problemi col progetto Democrito.
In figura 1 è visibile l’immagine ECCO COME SARÀ L’ARRIVO,etc. C’è un progetto olandese con un corso dalla durata di esa’ssette anni per preparare studenti a diventare coloni di Marte.
Potrebbe interessare  il sito della CNN che fornisce una veduta dell’’avventuroso progetto del miliardario americano  Elon Musk che con la sua Società SpaceX si propone di inviare almeno due cargo sul pianeta rosso nel 2022 onde porre le basi per una successiva colonizzazione. Elon Musk is aiming to land spaceships on Mars in 2022 – Sep. 29, 2017.htm e Spaceflight’s Next Big Leap_ SpaceX Cargo Mission Offers a Glimpse.
La Lockheed Martin ha annunciato che spedirà su Marte il lander MADV (Mars Ascent/Descent Vehicle) con quattro astronauti a bordo entro il 2030. Lockheed Martin punta a un volo umano su Marte prima del 2030 – AstronautiNEWS.
Si potrebbe immaginare che, essendo l’atmosfera  di Marte costituita per la massima parte da anidride carbonica (CO2), si possa produrre ossigeno (O2) tramite l’impiego di vegetali, in un processo di terraformazione (terraforming in inglese).Ma detta atmosfera è tropo rarefatta e la temperatura troppo bassa; tuttavia, anche se a prima vista tutto ciò sembra molto fantasioso, è possibile pensare ad un’iniziale crescita della concentrazione di anidride carbonica a seguito della fusione indotta dai colonizzatori di parti della calotte polari ricche di tale sostanza allo stato solido. Anche la concentrazione dell’acqua nell’atmosfera aumenterebbe essendovi sulla superficie del pianeta ghiaccio d’acqua, per cui sarebbe possibile la funzione clorofilliana dei vegetali ed una loro massiccia coltivazione. Potenti ausili della fusione dei ghiacci sarebbero gli specchi che concentrerebbero la luce solare od, in alternativa, il carbone in polvere che la assorbirebbe meglio. In ogni caso sarebbe un processo assai lento (moltissimi secoli!).
Per chiarire se vi è vita o molecole organiche sotto il suolo di Marte, nel maggio 2018 prenderà il via exoMars 2018 con un rover destinato ad esplorare il suolo marziano. Italiana è l’attrezzatura costituita da un trapano ad altissima tecnologia che perforerà il suolo fino a due metri di profondità e la strumentazione accessoria capace di individuare le sostanze chimiche eventualmente presenti.  Audio Rai.TV – Radio3 Scienza – Destinazione pianeta rosso  (è del 14.03.2016).

Diamo il seguito della prima missione,purtroppo fallita, che fu in contemporanea con la precedente trasmissione RAI. Per analizzare approfonditamente l’atmosfera di Marte e studiare il problema di discesa sul pianeta fu lanciato nel 2016 dalla Agenzia spaziale europea  (ESA) in collaborazione con l’ Agenzia spaziale russa (Roscosmos), il lander Schiaparelli che, sfortunatamente, si schiantò sul suolo del pianeta nell’ottobre 2016. Schiaparelli Mars probe’s parachute ‘jettisoned too early’ – BBC News.htm.
La spedizione del secondo rover europeo era stata fissata al 2018, ma ora la data è stata spostata al 2020 per problemi di disponibilità del cosmodromo russo e perché, dato che il landing di ESA’s MARS 2016 non è andato a buon fine, una dilazione di due anni può servire a studiare meglio le cause del fallimento e tentare di rimediare con il lancio futuro (vedere in figura 1 IL ROVERR ESA’s MARS 2020).  Mars lander crash complicates follow-up rover in 2020 _ Science _ AAAS.htm. Circa i future sviluppi  della missione europea dopo il fallimento del 2016, è sta ribadita la volontà degli Stati che partecipano all’impresa riuniti a Lucerna di devolvere altri 436 milioni di euro per portare il rover di cui alla figura 3 (ROVER DI CUI, etc.) entro il 2021 sul pianeta. Europe presses ahead with Mars rover – BBC News.htm del 2 dicembre 2016. Questa impresa rappresenta un seguito della missione Curiosity che ha stabilito che nelle ere geologiche passate ci furono laghi su Marte, come quello ricostruito in figura 3 con l’immagine ricostruita con l’aggiunta del bacino liquido IL ROVER MARZIANO CURIOSITY TROVA LE TRACCE, etc. Curiosity Finds Geological Evidence of Ancient Lakes, Streams on Mars _ Space Exploration _ Sci-News.com.htm. La foto del DEPOSITO DI CLORURI SU MARTE reale è pure nella figura 3. Salt flat indicates some of the last vestiges of surface water on Mars, CU-Boulder study finds _ News Center.htm.
La NASA ha per il 2020 un ambizioso progetto da due miliardi di dollari col quale si propone di portare su Marte un rover con cui raccogliere 30 campioni di terreno sotterraneo del suolo del pianeta, probabilmente nel cratere Jezero in una zona dove nelle ere trascorse sfociava un fiume. Tracce di vita vissuta potrebbero essere presenti, così come avviene nelle viscere della Terra. Per portare I campioni sulla Terra occorrerà un’altra spedizione.
È quindi possibile trovare batteri anaerobici resistenti alle radiazioni nel sottosuolo marziano? A sperare (e forse anche credere) in tale possibilità  i sono alcuni scienziati che hanno fatto esperimenti su tali batteri nelle proibitive condizioni marziane ed hanno ottenuto risultati incoraggianti. La vita nelle condizioni estreme di Marte – Focus.it.htm.
Se c’è vita nel sottosuolo e non in superficie  è perché sulla superficie, che è arida, arrivano le micidiali radiazioni solari pressoché assenti sulla Terra a causa della presenza del campo magnetico. Quest’ultimo è assente nel pianeta rosso perché esso non ha il “cuore” metallico, che invece c’è nel nostro pianeta.  Sembra che la vita possibile sia quella delle condizioni estreme, come quella degli estremofili terrestri (vedere il mio articolo gli estremofili visibile in Archivi del novembre 2008).
Supponendo di trovar vita su Marte, non sapremo stabilire se essa si sviluppò indipendentemente dalla nostra oppure vi arrivò dalla Terra in un pezzo di roccia meteoritica staccatasi da quest’ultima. Ma sarebbe possibile anche il viceversa. Allora, in entrambi i casi, avremmo a che fare con una grossa famiglia interplanetaria!
Una prima colonia umana ideale per iniziare l’avventura della conquista di Marte, quando il nostro pianeta sarà superaffollato, dovrebbe essere di 40.000 persone: la figliolanza avrebbe difetti genetici se i coloni fossero pochi. Ma è quasi impossibile inviare tante astronavi sul pianeta, con durate di 9 mesi, in tempi ravvicinati (di astronavi necessarie se ne calcolano 2.000!). Ma c’è una soluzione al problema: la Luna, e più precisamente il suo cratere Shackeleton provvisto di ghiaccio ed ermeticamente ricopribile. Squadre di robot potrebbero costruire una fantastica città lunare da 10.000 abitanti. Il viaggio per la Luna durerebbe solo qualche giorno e si potrebbero accumulare i mezzi per il viaggio su Marte che avverrebbe dopo alcuni decenni, ma tale viaggio sarebbe enormemente più facile a causa della scarsa gravità lunare. Ma le scarse gravità lunare e marziana costituiscono un grave handicap per la stabilità delle ossa dei coloni a causa alla perdita dei minerali loro costituenti. La bassa gravità di Marte è molto dannosa per l’apparato scheletrico. Sarà sufficiente un trattamento giornaliero in centrifuga per evitare il danno? È difficile immaginare oggi con la nostra mentalità una vita intera in ambienti pressurizzati (quelli che ci sono negli aerei d’alta quota, tanto per intenderci), preferibilmente sotterranei. Il problema degli ambienti ermetici si presenterà sempre anche se si riuscirà con la terraformazione a realizzare zone abitate, con l’azoto e l’ossigeno come quelli terrestri, illuminate artificialmente e con piante, negozi, strade, etc. L’uomo tornerebbe nelle caverne in chiave moderna!
Tra le più recenti missioni di osservazione da orbita effettuate su Marte c’è quella realizzata alla fine del 2013 (in orbita nel 2014) dall’india con l’Agenzia Indian Space Research Organisation (ISRO) denominata MANGALYAAN (dal sanscrito “nave marziana”) che ha destato compiacimento nel mondo perché l’India è un paese emergente che così diventa il quarto interessato all’esplorazione di Marte dopo USA (con la NASA), Russia (con la RKA), ed Europa(con la ESA). Osservare im figura 4 IL MARS ORBITER INDIANO. India launches spacecraft to Mars – BBC News.htm.
Nel 2020 anche gli Emirati Arabi  lanceranno un veicolo chiamato Hope che orbiterà attorno al pianeta per 7 mesi studiando soprattutto la bassa atmosfera.
Pure la Cina parteciperà a questa singolare gara spaziale, si prevede alla fine del 2020, in base a quanto dichiarato dalla Agenzia spaziale cinese.
Dopo le osservazioni dei due piccoli satelliti di Marte Deimos e Phobos da parte della sonda europea Mars Express e del Mars Reconnaissance Orbiter e dopo i fallimenti di atterraggio russi del 1988 – 2011, non pare siano previste, almeno per ora, specifiche missioni. Se si vuol sapere qualcosa emerso più recentemente su questi due piccoli oggetti celesti non resta che leggere Phobos, Deimos e gli anelli di Marte _ MEDIA INAF.                                                                  

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esplorazione dei pianeti del sistema solare

18 Novembre 2017 Nessun commento

 

 il prediletto è Marte, a cui dedicheremo un articolo a parte. Ma intensa è l’attività di esplorazione anchedegli altri pianeti del nostro sistema.
Il più vicino al Sole è Mercurio, che si racconta fosse stato chiamato così per il suo rapido girare attorno all’astro, un po’ somigliante all’affaccendato dio greco, “il messaggero degli dei”, Il dio Mercurio dei  Romani. In epoca recente (anno 2011) entrò in orbita attorno ad esso il Messenger della NASA, finito con il pianificato crash landing del  2015. La sonda mappò tutto il pianeta, in particolare i crateri (vedere in figura 1 I CRATERI DI MERCURIO). Svelò anche la “faccia nascosta”. Bisognerà aspettare al 2018 per avere un’altra missione, la BepiColombo detta così per onorare lo scienziato che si occupò molto del pianeta più interno del sistema solare (Mercury Mission: BepiColombo gets ready to launch raggiungibile dal video di testa di Mercury completes journey across Sun – BBC News con successiva apertura dell’icona qui accanto indicata.
La piccolezza di Mercurio rispetto al Sole ed anche rispetto alla Terra (che possiede un diametro tre volte più grande) è evidenziata dall’immagine TRANSITO DI MERCURIO SUL SOLE di figura 1. Solo con opportuni ingrandimenti è visibile bene tale transito, avvenuto l’ultima volta nel 2016. Fu previsto dagli astronomi anche se l’evento è raro (dipende da inclinazione, eccentricità, periodo di rivoluzione sia del corpo celeste che effettua iltransito sia del corpo celeste sul quale trovasi l’osservatore). Il suo periodo di rivoluzione attorno al Sole è di 88 giorni terrestri. Quello di rotazione è di 58 giorni e 15 ore. La mancanza di atmosfera e la grande vicinanza con il Sole rendono  la temperatura molto diversa al sole oppure all’ombra, rispettivamente +350°C e  -170°C.  Ha un campo magnetico dipolare, circa l’1% del terrestre.

Nella sequenza dei pianeti che girano attorno al Sole dopo Mercurio ci siamo noi con la nostra Terra. Anche se tanto esaminata dagli esploratori nei secoli passati, non tutto di essa è noto per cui tra i tantissimi satelliti artificiali che le girano attorno ci sono anche quelli che fanno il telerilevamento (ad es della gravità), la cartografia e l’osservazione sistematica della superficie, oppure esaminano il clima. Tutti i satelliti, sia naturali che artificiali, si tengono nella loro orbita perché la velocità che è stata loro impressa dalla Natura o dall’uomo produce una forza centrifuga che uguaglia in intensità la gravitazionale. Tale velocità si calcola con una formula matematica tenendo conto della massa del pianeta attorno a cui il satellite ruota e del raggio dell’orbita.
È per quanto riguarda il nostro satellite naturale, la Luna, quali sono le novità? Adesso sappiamo che ci sarà un ritorno della NASA che ha annunciato ufficialmente un ritorno lassù come illustrato sul Wall Street Journal con il  titolo “L’America tornerà sulla Luna, e andrà oltre”. Sarebbe un passo avanti per l’agognato “uomo su Marte”.
Ha destato sorpresa la notizia dell’inizio del 2017 che su Venere , il secondo pianeta della sequenza, con dimensioni e massa simili a quelle della Terra, è stata osservata dalla sonda giapponese Akatsuki un’onda di gravità, un arco estendentesi per circa 10.000 km, dal polo nord al polo sud del pianeta (di cui all’immagine LA SRANA ONDA, etc di figura 1), durato parecchi giorni, che non è del tipo onde gravitazionali, ma è in un certo qual modo misteriosa. Si ipotizza che sia provocata dalla densa atmosfera del pianeta fluente sulle montagne venusiane (Nature Geoscience). Venus wave may be Solar System’s biggest – BBC News.htm.
Ma, che strano pianeta è Venere! Gira su se stesso in circa 244 giorni, più lentamente che intorno al Sole (circa 225 giorni) , ha una temperatura di 467°C, più  che sufficiente a fondere il piombo, la sua atmosfera, che è 93 volte più densa della terrestre, è composta in gran parte di CO2, un vero inferno!
La causa dell’alta temperatura: l’effetto serra.
Giove è studiato con la sonda Juno della Nasa , provvista di nove strumenti, due dei quali italiani, che raggiunse il suo obiettivo nel luglio del 2016. Vedere in figura 1 LA SONDA JUNO DELLA NASA ESPLORA GIOVE.       La sonda Juno è nell’orbita di Giove – Spazio & Astronomia – Scienza&Tecnica – ANSA.pdf.
Un documentario ci aiuta a capire tante cose del pianeta; che ha un’atmosfera soprattutto di idrogeno (H2) ed elio (He), con tracce di metano (CH4), acido solfidrico (H2S), azoto (N2) ed ossigeno (O2). Notizie di Science del 25 maggio 2017 aggiungono altre informazioni, tra l’altro che all’equatore l’atmosfera è ricca di ammoniaca (NH3), cosa inattesa dagli scienziati che la ritenevano presente solo in tracce. Jupiter’s skies are peppered with electron streams, ammonia plumes, and massive storms  Science  AAAS.htm. Un’altra osservazione importante evidenziata è la presenza permanente, frutto dell’intenso campo magnetico, di un’aurora pulsante ogni pochi minuti al polo nord del gigante gassoso, grande centinaia di volte quella occasionale terrestre, visibile col telescopio a spaziale a aggi X. Un’altra aurora pulsante di recente avvistata da Juno, visibile all’infrarosso al polo sud , è descritta in Nature Astronomy del 30 ottobre 2017.

Vedere ancora I misteri di Giove svelati da Juno.
Di grande interesse è anche un satellite di Giove, Europa, di dimensioni leggermente più piccole della Luna, con i suoi geyser di acqua, come quello in figura 2 (GEYSER DI EUROPA). Provvederà a studiare più approfonditamente tali geyser la missione della Nasa Europa Clipper dopo il 2020. Chi vuole conoscere altri interessanti dati su  Europa deve visionare la tabella di Boost for Odds of Life? Jupiter Moon Europa May Have Plate Tectonics.htm
La sonda interplanetaria Cassini, lanciata nell’ottobre 1997 per opera della NASA americana, dell’ESA europea e dell’ASI italiana, è stata per 13 anni nell’orbita di Saturno, il secondo pianeta per massa dopo Giove. Nel 2017 ha terminato il suo compito di osservazione di tale pianeta. Si è trattato del GRAN FINALE DI CASSINI (in figura 1). Se si vuol avere una visione chiara dell’avventura di Cassini  bisogna vedere il video scopetre e fine di cassini dell’articolo Cassini_ Saturn probe dives to destruction – BBC News.htm.
La sonda doveva decidere, tra le altre cose relative al pianeta, della massa degli anelli di ghiaccio e dirci se questi anelli avessero l’età dell’Universo (14,5 miliardi di anni) oppure fossero più giovani. Essi sono risultati giovani di un centinaio di milioni di anni e forse anche meno. La loro origine fu probabilmente causata da una cometa che si scontrò con Saturno. Cassini è finito male ben lungi da Saturno e dalle sue lune, quando non ha avuto più carburante. 
La sonda madre sganciò nel gennaio 2005 sulla superficie del satellite Titano il lander Huygens che cadde in una zona solida apparentemente asciutta che era di tipo sabbioso. Sappiamo tuttavia che su Titano sono anche presenti laghi e fiumi di metano   ( NOTA 1) e sassi di ghiaccio d’acqua. Oltre alle scoperte di Huygens, molte cose ha potuto stabilire la sonda madre in volo ravvicinato nel giugno 2010. La massa del satellite è 44 volte inferiore a quella terrestre.
Per quanto riguarda la sua struttura interna si può dire quanto segue: il nucleo è probabilmente roccioso, ma attorno ad esso vi sarebbero acqua liquida con ammoniaca disciolta e stratificazioni di ghiaccio. Si parla anche di un oceano sotto la sua superficie ricco di sali contenenti zolfo, sodio e potassio, del tipo Mar Morto terrestre. L’atmosfera contiene il 95% di azoto e quantità modeste di metano (CH4) ed ancora minori di etano (C2H6). Data la temperatura esistente n superficie (intorno a -180°C) vi si verificano piogge di metano.
Nel luglio 2017 gli scienziati della NASA hanno rivelato la presenza nell’atmosfera di Titano di cianuro di vinile (CH2=CH-CN), detto più comunemente acrilonitrile. Essi hanno fatto anche illazioni sul collegamento possibile di tale molecola con la vita su questa  luna di Saturno. Ma quanto è lontano il giorno in cui sarà possibile provarlo, se mai lo sarà!
Per un uomo che fosse su Titano non ci sarebbe  bisogno di una tuta pressurizzata, ma solo protettiva dal freddo (temperatura superficiale -179°C). L’esploratore avrebbe bisogno però di una maschera e di una bombola di ossigeno per respirare. Saturno gli sarebbe così vicino che egli lo vedrebbe riempire il cielo da 1/3 a metà. Il periodo di rotazione corrisponde a circa 16 giorni terrestri, e così pure il periodo orbitale attorno a Saturno.
La scoperta nell’altra luna di Saturno, Encelado, dell’oceano di acqua che lo circonda tutto, fa ipotizzare che in esso sia possibile qualche cosa che vive. Sul suo polo sud sono stato avvistati dei geyser emergenti dalle acque. Questo satellite, il cui nome deriva da quello omonimo di un gigante greco figlio di Urano,  mantiene l’acqua allo stato liquido forse per effetto del calore del nucleo di silicati e di maree indotte dalla vicinanza di Saturno (immagini in figura 2 ELABORAZIONE DELLA SUPERFICIE GHIACCIATA, etc. e STRUTTURA DI ENCELADO | NASA)CNN10 – 04/27/17 – CNN Video – CNN.com.         Indizi di vita su Encelado, altri geyser su Europa – Focus.it.htm.
È consigliabile vedere anche Saturno ed i suoi satellitii nel video Youtube.
Per Urano e Nettuno non ci sono grandi novità dopo le osservazioni a distanza di Voyager 2 del 1986 (Urano) e del  1989 (Nettuno). Sono previste però negli anni venturi missioni da parte della NATO con sonde capaci di trasportare un carico di strumenti di 50 kg per studi più approfonditi sui due pianeti e sui loro numerosi satelliti.
Plutone
, il pianeta nano, è stato visitato un’unica volta il i14 luglio del 2015 in sorvolo ravvicinato (fly-by) con la sonda NATO New Horizons. Vedere IL PIANETA NANO PLUTONE in fogura 2. La partenza era avvenuta il 19 gennaio 2006.                SEGNALA UN ERRORE OD UN’INESATTEZZA.

(segue con l‘esploraione di Marte del 3 dicembre 2017)———————————————————————–
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NOTA 1dicembre 2017 – La NASA  s è già impegnata per la missione spaziale robotica Dragonfly, il cui quad-copter (un elicottero a 4 motori) avrà come obiettivo lo studio dei fiumi di metano di Titano. Il lancio avverrebbe nel 2025.            NASA picks missions to Titan and a comet as finalists for billion-dollar mission _ Science _ AAAS.htm 

 

energie alternative e risparmio energetico, a che punto siamo (anno 2017)

14 Ottobre 2017 6 commenti

 

 

 

(vedere anche l’articolo precedente le energie alternative ed il risparmio energetico del giugno 2011 cliccando in Archivi).

 

nel precedente articolo del 2011, oltre al rischio del cambiamento climatico (dovuto soprattutto all’accumulo dell’anidride carbonica (CO2) nell’atmosfera terrestre, si parlava anche di fine del petrolio. Oggi sappiamo che la seconda preoccupazione è ingiustificata, mentre la prima è risultata ancora più stringente a causa dell’aumento rapido della temperatura che comincia a far sentire i suoi deleteri effetti sui costi sanitari ed ambientali. L’eta’ della pietra non è finita per mancanza di pietre.htm. La soluzione al problema èdata dalle energie rinnovabili che non solo sono considerate inesauribili, ma soprattutto  non fanno male all’ambiente. Qual è la situazione delle energie rinnovabili a casa nostra? In Italia nel 2016 raggiunsero, con 91,2 TWh, il 35,2I% della domanda totale. Il solo fotovoltaico nel 2017 è al 9%i tale domanda. Domanda elettrica in calo, con le rinnovabili al 35,4% _ QualEnergia.pdf.  Il 26% di rinnovabili è previsto per la direttiva comunitaria per il 2020. Quindi l’obiettivo assegnato è pienamente raggiunto. Anzi siamo avanti rispetto ai maggiori Paesi industrializzati dell’Europa occidentale. al governo chiediamo certezze sugli incentivi per le rinnovabili, settegreen, supplemento corriere della sera, 22.03.2012, 41.
Con il decreto del 27 agosto 2012 furono ridimensionati i contributi statali per il fotovoltaico (che noi consumatori paghiamo con la bolletta).     Da settembre il Quinto conto energia – Il Sole 24 ORE.htm.                                                                                                   Dopo che gli incentivi per chi voglia realizzare impianti fotovoltaici senza autoconsumo proprio (o senza incentivi, terminati nel 2013),  sono diventati appetibili I SEU (Sistemi Efficienti di Utenza), ovvero sistemi di produzione e consumo elettrico che mettono in collegamento diretto il produttore ed il consumatore finale. Cosa sono i SEU Sistemi Efficienti di Utenza.htm.
Si presume che, entro i prossimi cinque anni, il prezzo dell’energia fotovoltaica sarà così vicino a quello convenzionale da non essere più necessari i contributi delle nostre bollette, anzi, (sembra) i contributi non verranno più dati dopo il 31.12.2017. Per chi avesse interesse ad entrare nel mondo della burocrazia relativa a questo argomento, esiste un sito che permette, dopo essersi iscritti, di avere tutte le informazioni: https://applicazioni.gse.it/   (la sigla GSE è l’acronimo di Gestione Servizi Energetici).
Uno dei problemi delle fonti rinnovabili (ed in particolare del fotovoltaico)  è l’interruzione imprevista della fonte di energia nel corso della giornata, ad esempio si verifica  oscuramento del cielo nel caso del fotovoltaico. Il sistema elettrico è infatti basato sull’equilibrio produzione/consumo, per cui nelle ore di buio si deve sopperire con altre fonti: idroelettriche, termiche a metano. È vantaggioso il fatto che oggi tutti i fotovoltaici europei siano connessi. radio 3 scienza 02.03.2015     Market Coupling  il nuovo scenario dell’energia elettrica in Europa.htm.
- Qual è la situazione attuale del pianeta? La conferenza di Doha del 2012 (la “Kyoto 2”) sancì la necessità di trovare una soluzione al problema dell’effetto serra entro il 2014: Ma il 2014 passò senza far nulla. Se non si fosse intervenuti con decisione su scala planetaria evitando le scappatoie dei Paesi firmatari della Kyoto 1  (per la quale si rimanda a Protocollo_Kyoto.pdf) e facendo firmare anche i grandi inquinatori (USA, Cina, Giappone), si rischiava un catastrofico aumento della temperatura media entro il 2100 (di 4,5 gradi per l’Italia!). Che bisognasse far presto a ridurre le emissioni che danno luogo all’effetto serra lo dimostrava uno studio, quello sulla riduzione  dell’estensione dei ghiacci nell’Oceano Artico (-14% per decennio). Questo fenomeno stimola l’aumento di metano (che dà luogo ad un formidabile effetto serra) da parte di microrganismi nei terreni artici. Melting Arctic sea ice accelerates methane emissions _ Lund University.htm. Altra notizia negativa molto recente: l’aumento di un solo grado centigrado della temperatura delle acque oceaniche, aumento previsto per il 2050, scompaginerà l’ecosistema marino (studi di Gail Ashton e coll., un ecologista marino dello Smithsonian Environmental Research Center di Tiburon, California, pubblicato in Current Biology del 31.08.2017. What changes when you warm the Antarctic Ocean just 1 degree_ Lots – ScienceDaily.htm. Inoltre, si calcola che un clima anormale provocato dal suo cambiamento potrebbe produrre nella sola Europa 50 volte più morti entro il 2100 se nulla si facesse: è quanto afferma uno studio pubblicato su The Lancet Planetary Health journal. Extreme weather ‘could kill up to 152,000 a year’ in Europe by 2100 – BBC News.htm.
Oggi con la conferenza di Parigi (2015) siamo più tranquilli della sorte dei nostri figli e dei nostri nipoti e pronipoti. I rappresentanti di 195 Stati + l’Unione Europea si sono impegnati a non far salire la temperatura media del pianeta più di 2 gradi centigradi (preferibilmente 1,5) entro il 2050. Il trattato sarà operativo dopo il 2020 a seguito della ratifica da parte degli Stati responsabili del 55% delle emissioni. Sarà possibile ridurre del 40-70% le emissioni di gas serra rispetto al 2010 per l’obiettivo “2 gradi centigradi” (od, ancora meglio, del 70-95% per l’obiettivo ”1,5 gradi centigradi”). Ma vi sono anche delle ombre in quell’accordo. Ad esempio, il finanziamento di 100 miliardi di dollari all’anno (ed anche degli ulteriori fondi previsti, da stabilire nel 2025) come verrà ripartito tra i vari Paesi industrializzati? Cop21, ecco di cosa parla l’accordo di Parigi sul clima – Wired.htm.
All’accordo di Parigi è seguito nell’aprile 2016 la firma di accettazione presso l’ONU di 175 Paesi, tra cui Cina ed USA. (accordo COP21). Simbolicamente importante è stata la presenza del giovane nipote del Segretario di Stato americano Kerry. Parigi, COP21_ ancora lontani da un accordo sul clima.htm      Europe pushes Paris climate deal over the top _ Science _ AAAS.htm.
Anche se il protocollo di Kyoto non fu mai ratificato dagli USA, nel 2015 una road map da 72 milioni di dollari fu decisa dall’Amministrazione del presidente Obama nel campo dell’agricoltura. Si ritiene infatti che le aziende agricole siano responsabili di circa il 13% del totale delle emissioni globali, la seconda più grande fonte mondiale dopo la produzione di energia elettrica. Trattasi dell’espansione di tecniche che riducono l’impiego di fertilizzanti e l’aratura (no-till management), ad esempio con copertura del terreno da parte dei residui colturali (cover crop); migliore gestione dell’allevamento del bestiame bovino ed ovino per ridurre l’emissione di metano, potente gas serra (con l’uso di additivi nei mangimi, idonei a ridurre le emissioni , e con nuove razze a bassa emissione). Non si esclude neanche la possibilità di influenzare il gusto delle persone che dovrebbero essere convinte sulla necessità di ridurre il consumo di carne bovina ed ovina. Anche la coltura del riso potrà essere modificata nelle tecniche di irrigazione e di essiccamento dei terreni in modo da ridurre l‘emissione di metano provocata da batteri. As U.S. moves to cut greenhouse emissions from farms, new study finds big global challenge _ Science _ AAAS.htm.
Purtroppo Trump, il nuovo presidente americano, che forse non ha letto l’articolo Climate change could cost U.S. coasts $1 trillion by 2100   Science AAAS   News.htmnon crede all’evidenza scientifica del cambiamento climatico ed è diventato il capo dei cosiddetti “negazionisti”. Vedremo come andrà a finire. Una delle prime reazioni è stata: Donald Trump accused of ignoring scientific evidence of climate change by George W Bush’s environment chief _ The Independent. Anche il Dipartimento dell’Energia americano (il DOE ) si guarda bene di cancellare dal suo vocabolario le parole “cambiamento climatico” (“climate change”)., come vorrebbe Trump. Vigorose sono le proteste degli ambientalisti statunitensi per la politica di Trump che vuole cancellare il piano di Obama per l’energia pulita.
A prescindere dal negazionismo di Trump, forse passeggero, come è passeggero un Presidente americano, non tutti sono d’accordo sull’ottimismo di salvataggio del pianeta con le misure ventilate dagli scienziati. Qualcuno, ad esempio Vaclav Smil, professore di Geografia Ambientale all’Università di Manitoba, Winnipeg, arriva ad affermare che “un completo cambiamento dell’auto, munendola di motore elettrico, farà crescere nell’Unione Europea il consumo di elettricità del 15%, ma non abbasserà la CO2″. Vaclav Smil’s “Energy Myths and Realities” – A review  Energy Bulletin.htm. Perplessità sono espresse anche da Energia: l’illusione delle soluzioni, le scienze, settembre 2012,44 per la proposta del sequestro dell’anidride carbonica e la sua sepoltura nel sottosuolo, oppure per l’altra dell’impiego del ferro negli oceani per stimolare la crescita del fitoplancton, per cui la concentrazione delle parti per milione di CO2 nell’atmosfera non si potrà arrestare a 450 (come sperato, che nel 2010 era 390).
Tra coloro che credono alla possibilità di bloccare l’aumento della CO2 nell’atmosfera a valori accettabili ci sono quei ricercatori che propongono di sottrarre selettivamente la CO2 dai gas combusti degli impianti produttori di elettricità da idrocarburi grazie ad un materiale spugnoso che assorbe a caldo ed ad alta pressione un certo numero di gas, ma quando la pressione è rilasciata solo la CO2 è trattenuta. Gli studi sono stati segnalati dalla BBC in una trasmissione del 12 giugno 2012 in cui si fa riferimento  al materiale metallorganico spugnoso dal nome di NOTT-202 per il quale si rimanda a BBC News – New holey material soaks up CO2.htm, al link di tale articolo A partially interpenetrated metal–organic framework for selective hysteretic sorption of carbon dioxide   Nature Materials   Nature Publishing Group.htm ed, in particolare, alle Figures and tables index di questo secondo articolo.
Per certi industriali del Texas il  recupero dell’anidride carbonica sembra un fatto compiuto: frutto del processo EOR, che stocca la CO2 nel sottosuolo. Sa di miracoloso la combustione di un materiale fossile senza emission!. Goodbye smokestacks Startup invents zero-emission fossil fuel power  Science  AAAS.htm.
Una ricerca del 2015 da parte della Rice University, di grande interesse per i petrolieri che non vogliono inquinare, ha trovato la soluzione per catturare l’anidride carbonica che fuoriesce in pressione dalla testa dei pozzi metaniferi. Trattasi di un asfalto poroso che trattiene la CO2 per il 114% del suo peso. Cheap asphalt provides ‘green’ carbon capture chemweb 14.01.2015.htm.
Il metodo di assorbimento dell’anidride carbonica più antico del mondo esiste già: è quello realizzato dalle piante. Quindi basterebbe bruciare la legna per produrre l’energia necessaria a tutto il pianeta e le piante “penserebbero” a riassorbirla. Ma, attenzione, questo ragionamento della “neutralità del carbonio della legna” non è giusto se le foreste da cui essa si ricava non vengono gestite in modo da far crescere nuovi alberi in sostituzione di quelli tagliati. Occorrerebbero legislazioni rigorose di difficile attuazione. Proposal to define wood-burning as ‘carbon neutral’ fuels debate _ Science _ AAAS.htm. Il problema è che al ritmo in cui si brucia la legna negli impianti industriali si stima che occorrano 100 anni per aver il riassorbimento del carbonio, cioè la neutralità. È  un tempo troppo lungo. A che servirebbe la neutralità di qui a 100 anni se l’Artico sarà fuso entro i prossimi 20 anni? Meglio l’energia del sole e del vento, neutre subito.  Is wood a green source of energy  Scientists are divided _ Science _ AAAS.htm.
Alcuni ricercatori di Singapore assieme ad altri finlandesi, con una pubblicazione su RCS Advances  citata nella segnalazione di le scienze, luglio 2013, p. 31, propongono un’altra soluzione: la CO2 può essere efficacemente mineralizzata nel sottosuolo in certe rocce contenenti magnesio dette serpentiniti (dette così perché somiglianti alla pelle di un serpente) se sono contemporaneamente presenti sali di ammonio. come  accelerare la rimozione di CO2, le scienze, luglio 2013, 31. Per chiarire meglio il fenomeno

del confinamento geologico dal punto di vista chimico, riporto quanto segue: La serpentinite (vederne DUE ESEMPLARI in figura 1) che in Italia abbonda soprattutto in Toscana, è costituita principalmente da silicati di magnesio che hanno la proprietà di reagire esotermicamente con l’anidride carbonica a temperature minori di 200°C trasformandosi in magnesite (carbonato di magnesio, MgCO3). CNR, eliminare anidride carbonica, gas serra, cambiamenti clima – Encanta.it.htm. Ovviamente la mineralizzazione della C02 presenta grossi vantaggi rispetto al semplice stoccaggio sotterraneo per il fatto che risulta chimicamente fissata.
Un processo del futuro che ha del fantastico è quello di iniettare l’anidride carbonica nelle rocce vulcaniche: rimarrebbe fissata permanentemente come minerale di calcio. Lo ha rivelato come progetto CarbFix la rivista Science del giugno 2016.
Fa certamente effetto anche il fatto che è stato trovato un metodo efficiente anche dal punto di vista costi per trasformare l’anidride carbonica in metano (un combustibile senz’altro migliore del carbone sia per quanto riguarda gli inquinanti sottoprodotti della combustione sia per quanto riguarda l’entità di produzione di CO2), e senza dar luogo ad idrogeno. La pubblicazione è a nome del professore Marc Koper e del PhD Jing Shen su Nature Communications, 463, 25 agosto 2015. Si fa gorgogliare CO2 in una soluzione acida contenente un elettrodo di grafite a cui viene applicato un piccolo voltaggio negativo ed un  un catalizzatore a base di cobalto-porfina. Cost-effective catalyst converts CO2 into natural gas.htm.
Un altro processo trasforma l’anidride carbonica in un combustibile liquido dando prima luogo con H2O ad ossido di carbonio (CO) ed idrogeno (H2) e poi all’idrocarburo. Si utilizza l’energia fornita da un reattore solare. Il processo è quello di Stuart licht  e colleghi installato in un laboratorio dell’Università George Washington di Washington, D.C. much carbon dioxide in the air. Why not turn it back into fuel_ _ Science _ AAAS.htm.
Una notizia interessante che viene dal Giappone che  si può sintetizzare così: La CO2 può costituire fonte di idrocarburi attraverso una fotoriduzione con idrato di idrazina  (N2H4.H2O) in presenza di un opportuno catalizzatore (fatto di nanoparticelle di una lega oro-rame depositate su nanotubi di stronzio titanato/biosido di titanio (la cui sigla è STO/TiO2) coassialmente allineati. Ne parla un articolo di Angewandte Chemie International Edition – - Wiley Online Library doi: 10.1002/anie.201409183  Nr. 41/2014  che fa riferimento a scienziati giapponesi e cinesi  e che riporta anche uno schema che dettaglia i componenti del processo. Faccio osservare che in tale schema NTA = nitrilotriacetato N(COO)3Na+, NPs  =  nanoparticelle e che l’immaginetta dell’estrema destra vuole rappresentare l’energia solare. Vedere in figura 1 AVREMO UN COMBUSTIBILE, etc. Faccio osservare inoltre che il processo, anche se fattibile, non è detto sia economico, ma si spera che lo sarà. Ricordo ancora che l’idrazina si prepara industrialmente facendo reagire a 180-2000C e sotto pressione (40-50 bar) una soluzione di ipoclorito con ammoniaca in eccesso secondo lo schema: 2NH3+NaClO  <===>  N2H4+NaCl+H2O. idrazina nell’EnciclopediaTreccani.htm.
In un altro articolo di ricercatori della Cornell University pubblicato nel luglio 2016 sulla rivista Science Advances si descrive un procedimento elettrochimico col quale, usando un anodo di alluminio ed un catodo di carbone poroso ed i cui ingredienti attivi sono la CO2 e l’ossigeno, le emissioni di anidride carbonica vengono catturate e convertite in un prodotto C2 (ossalato) avente valore commerciale, generando nel contempo energia elettrica (in figura  1 Al/CO2  ELECTROCHEMICAL CELL).  Cornell scientists convert carbon dioxide, create electricity _ EurekAlert! Science News.pdf.
Una scoperta sorprendente frutto della buona sorte: in un processo elettrochimico la CO2 può essere trasformata direttamente in etanolo usando un catalizzatore costituito da  (nanospikes) di carbonio e rame in luogo del costoso platino. Resa 63%. (Department of Energy’s Oak Ridge National Laboratory, OAK RIDGE, Tenn., anno 2016).
- Per puntualizzare quali saranno le preferite tra le energie del futuro, riporto quanto segue: “Non abbiamo bisogno dell’energia nucleare, del carbone o dei biocombustibili. Possiamo ricavare il 100% della nostra energia dalla potenza del vento, del sole e delle acque. E possiamo farlo oggi in modo efficiente, affidabile, sicuro, sostenibile ed economico”. Così cominciava un articolo presentato nel settembre 2011 online sulla rivista IEEE Spectrum illustrante nelle linee generali un ambizioso piano energetico globale del professore Mark Z. Jacobson.  la grande sfida delle rinnovabili, sapere, dicembre 2011, 64 e 65.
- I progressi nel campo del fotovoltaico sono stati enormi in 60 anni, cioè da quando nel 1954 comparvero le prime celle. Nel quadro della ricerca, il progresso più grande si è avuto grazie ad un modulo semitrasparente che usa in luogo del platno grafene od un’antocianina (quest’ultima, con funzione analoga a qiuella del grafene, allo stesso modo della clorofilla converte le onde luminose in elettroni. Trattasi di uno studio dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) e dell’Università di Roma/Tor Vergata. Si osservi qui di seguito l’immagine GRAFENE ed ANTOCIANINE.

Articoli interessanti :
Le celle fotovoltaiche che avvicinano il Sole – Corriere.it
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Greenreport_ economia ecologica e sviluppo sostenibile.htm 
 Grafene nei pannelli solari e la luce diventa energia.htm.
 Elettricità dalle finestre grazie al primo modulo FV in grafene, made in Italy _ QualEnergia.it.htm.  Sarà al grafene il fotovoltaico del futuro_ _ QualEnergia.it.htm.
energia solare EXPERIMENTA 3.pdf.
Si presume che entro i prossimi 5 anni il prezzo dell’energia fotovoltaica sarà così vicino a quello convenzionale da non essere più necessari i contributi delle nostre bollette, anzi, (sembra) contributi non verranno più dati dopo il 31.12.2017.
Purtroppo, il solare ha dei limiti dovuti agli spazi estesi necessari per la produzione ed al fatto che nelle ore notturne non si ha produzione e l’elettricità delle ore diurne è difficilmente accumulabile. Ciò spiega perché oggi (2016) in Italia è solo l’8%, pur essendo la prima nel mondo. Italia prima al mondo per l’uso energia solare_ ora copre l’8% del fabbisogno – Repubblica.pdf.
Ma le difficoltà di cui sopra sarebbero vere solo in parte perché sul pianeta ci sono immensi spazi inutilizzati anche se lontani dai luoghi dove l’energia si consuma. Infatti, un’immensa solar farm fatta di centinaia di specchi, ognuno grande quanto un autobus, in numero tale da coprire 1.400.000 metri quadrati di un deserto è sorto in Marocco. Vedere in figura 1 UNA SOLAR FARM, etc. È destinata, una volta in produzione, ad inondare di energia l’Europa. BBC – Future – The colossal African solar farm that could power Europe.htm.
Nel campo della ricerca sul fotovoltaico, ha fatto notizia la comparsa di un articolo su Advanced Materials nel settembre 2012 secondo cui celle solari fatte con una proteina (la Ps1 ovvero Photosystem1) estraibile dai vegetali su supporto di silicio dopato sono in grado di convertire la radiazione luminosa con altissime rese. Si spera che si possa migliorare la produzione di energia elettrica per metro quadrato fino a valori industrialmente accettabili. le celle solari del futuro, sapere, dicembre 2012, 82 ed 83.
La tecnologia delle fotovoltaiche ha fatto passi da giganti anche con il Solar Print. Infatti oggi le celle sono fatte anche di plastica e si stampano come i giornali. Lo speciale inchiostro, contenente un polimero Invece del silicio e  nanoparticelle di argento, ha la proprietà di trasformare la luce in energia elettrica. I manufatti sono idonei oltre che per coperture di parcheggi e stadi anche per abiti intelligenti, smartphone, etc. Le celle fotovoltaiche sono di plastica. E si stampano come un giornale – Repubblica pdf.    .
Altra notizia viene dal MIT di Cambridge (Massachusetts) che assieme all’ENI ha messo su un centro di ricerca sulle energie alternative che sta studiando la carta stampata con coloranti che trasformano l’energia luminosa in energia elettrica. La carta ha il vantaggio di essere  molto più leggera dei pannelli solari tradizionali. Il principio è sempre lo stesso (vedere l’immagine EFFETTO FOTOELETTRICO nella figura 1, salvo che cambiano i materiali). La resa per ora è bassissima (1,5-2%), ma si ritiene che verrà il momento della commercializzazione, anche se lontana di anni. MIT researchers print solar cell on paper   Green Tech – CNET News.htm.
Uno studio cinese illustra la scoperta di celle solari aventi un’efficienza dell’11,6%. Highly Efficient Organic Solar Cells with Improved Operation StabilityUNIST News Center _ UNIST News Center.pdf.
Può anche darsi che si concretizzi la Stazione solare orbitante (Solar space farm), il sogno di Asimov, che ha tutte le caratteristiche per essere la fonte di energia del futuro; ma c’è il problema dell’impegno finanziario, da capogiro. rivista fortune, 16 gennaio 2012, 46. Se c’è da attendere per i progetti faraonici, la tecnologia va avanti per i progetti del mini, ad esempio solare per imbarcazioni, baite in zone montagnose, camper e lampade per giardino.  calore ed energia dai raggi del sole,corriere della sera (corriere milano), 24.06.2012, 16.
Installare un piccolo impianto fotovoltaico oggi è cosa facile (vedere IL FOTOVOLTAICO A CASA in figura 1). Si può fare la richiesta tramite Internet. L’impianto viene ripagato col risparmio della bolletta in circa 4 anni    Valutazione Fotovoltaico .
. Nelle celle solari basate sul solo silicio tende ad essere assorbita in prevalenza la radiazione rossa. Se però esso viene ricoperto con un materiale naturale cristallino detto perovskite vengono assorbiti in maggior misura anche fotoni blu e verdi. Si può realizzare così una resa di trasformazione del 23,6%! È quanto ha riportato al meeting MRS uno scienziato studioso di materiali all’Università Stanford di Palo Alto, California (anno 2016), Michael McGehee.
Celle solari del futuro leggere e invisibili potranno essere indossate (ricerche del MIT). È quanto dice l’articolo vi daremo la carica, focus, aprile 2013, 94 e seguenti.
Celle solari dallo spessore di 1 micrometro, 100 volte  più sottili di un capello, sono quelle inventate da scienziati sudcoreani del Gwangju Institute of Science and Technology, come illustrato in un articolo di Applied Physics Letters del giugno 2016. Possono essere avvolte attorno ad una matita e serviranno per gadget  ortatili ed anche per le auto dove gli aggeggi elettronici hanno spazio limitato. These ultra-thin solar cells can be bent around a pencil _ Computerworld.pdf.
- L’energia estraibile dal vento in USA fu calcolata nel rapporto  Quadrennial Technology Review del Department of Energy (DOE) del 2015 al tempo dell’Amministrazione Obama prima della conferenza di Parigi, in un buon 35% del fabbisogno di elettricità degli USA.
Una novità viene dalla Germania: l’eolico a spirale lanciato dalla Società di R&D The Archimedes con il nome Liam F1 Urban Wind Turbine. Può generare 1.500 kWh di energia con vento a 5m/s. La spirale rotante è più compatibile con l’ambiente e meglio bilanciata di quella a pale. Tecnologia e ricerca_ l’eolico a spirale.htm.
L’energia dal vento presenta il grosso problema della discrepanza tra produzione e consumo. La rivista le scienze del maggio 2012, 56 nell’articolo Imbrigliare il vento di Davide Castelvecchi mostra un caso singolare: quello della Danimarca che vende energia eolica ai Paesi confonanti quando ne ha in sovrappiù per poi ricomprarla da essi a prezzo superiore quando ne è carente. Una soluzione conveniente potrebbe essere quella di immagazzinare energia in bacini idroelettrici quando c’è sovrappiù per poi recuperarla quando c’è scarsità.
- La fusione nucleare presenta qualche novità: la Società americana Lockheed cerca partner per un suo reattore che sembra “avere un diametro di soli 7 metri”. Lockheed looks for partners on its proposed fusion reactor   Science AAAS   News.htm.
Circa ITER (di cui avevamo già parlato in le reazioni di iter e quelle del sole dell’ottobre 2006), è forte il contributo dell’Italia attraverso l’ENEA anche tramite commesse ai privati (900 milioni di dollari assegnati ad imprese italiane). Progetto ITER  la ricerca sulla fusione per la competitività e lo sviluppo industriale.htm. Vedere inoltre iter amgelantoni DOC_0177.pdf e iter rai news 24 1.,03.2015 Report TROPPO BELLO PER ESSERE VERO.htm.
- Le batterie sono studiate intensamente in tutto il mondo e vi sono notizie di avanzamenti nella ricerca dell’oggetto ideale che dovrebbe costar poco, immagazzinare grandi quantità di energia quando c’è sole per la centrale solare e vento per le apparecchiature eoliche, e cedere questa energia  quando è buio o quando il vento si esaurisce. Ecco una delle invenzioni dovuta a Michael Aziz e collaboratori della Università di Harvard (Science, 24.09.2015). Trattasi delle batterie a flusso (flow batteries). I due elettrodi non sono immersi staticamente nei due elettroliti utilizzati, ma questi elettroliti sono situati in recipienti a parte e pompati sia nella fase di carica che di scarica sugli elettrodi impilati in un sandwich, tra di loro separati da membrane conduttrici di ioni. Durante la fase di scarica (di utilizzazione) della batteria l’elettrodo negativo è bagnato dal fluido contenente l’elettrolita (idrochinone) che cede elettroni diventando chinone. L’altra estremità della batteria è costituita da bromo Br2. Il primo elettrodo è collegato al secondo elettrodo accettore di carica tramite un circuito elettrico esterno. Durante la fase di carica il processo è invertito, per cui il deflusso prende la direzione opposta e gli

elettroni arrivano nel primo elettrolita diventato chinone durante la scarica. Vedere in figura 2 L’ANODO (L’ELETTRODO NEGATIVO), etc. e L’ANODO REAGISCE CON I PROTONI, etc. Sembra per diversi motivi più efficiente una coppia di elettrodi fatta da un idrochinone  diverso dall’esemplificato nell’immagine e dal ferricianuro, entrambi lavoranti in soluzione alcalina. Ordine Regionale dei Chimici del Trentino Alto Adige – Batterie elettriche a chinoni.htm.  UNA BATTERIA CHE ACCUMULA ENERGIA ELETTRICA ?PER MEZZO DI MATERIALI ORGANICI BIODEGRADABILI _ Green Energy Storage.htm     Alkaline quinone flow battery _ Science.htm.                       
Il Santo Grail: così è stato definita la nuova batteria al litio studiata dall’IBM che userà l’aria al posto dell’esteso e pesante catodo metallico. Questa scoperta permetterà di realizzare per l’auto elettrica di domani un’autonomia di 800 km al posto dei 160 attuali. Vedere in figura 2 l’immagine LA BATTERIA A LTIO COL CATODO AD ARIA.  Building a 500-mile carbattery, fortune, 16 gennaio 2012, 44.
Un’altra novità sulle batterie al litio, per ora limitata alla scoperta, è quella dell’anodo di materiale grafenico che dovrebbe, secondo la Grabat Energia, azienda spagnola controllata da Graphenano, pur essa consentire alle auto elettriche il fatidico obiettivo dell’autonomia di 800 km. (Per quanto riguarda il grafene, vedere anche il mio articolo il grafene ed il mondo in 2D vin Archivi del 25.11.2012).       RPI  News & Events – Batteries Made From World’s Thinnest Material Could Power Tomorrow’s Electric Cars.htm      Auto elettriche_ batteria al grafene con autonomia 800 km dalla Spagna – GreenStyle.htm.
La Volkswagen ha in progetto un grande investimento sulle auto elettriche in vista del fatto che nel 2025 in Germania il 25% delle auto si prevede che saranno mosse dalle batterie. VW plans huge investment to become electric cars leader – BBC News.htm.
Sempre nel campo delle batterie al litio progressi sono stati fatti alla Rice University ed alla Lockheed Martin con l’anodo in spugna silicio in luogo della grafite. Toughened silicon sponges may make tenacious batteries.htm.
Un’altra batteria di cui si è cominciato a parlare negli anni scorsi è quella sodio/anidride carbonica basata sulle seguenti reazioni: All’anodo: 4Na <<——->>  4Na+   4e-                                Al catodo:  4Na+ + 3CO2  4e-  <<——->> 2Na2CO3 + C                      Reazione complessiva: 4Na + 3CO2 <<——->> 2Na2CO3 + C     Gli elettroni fluiscono nel circuito esterno dal polo negativo (anodo) al polo positivo (catodo). Oltre alla possibilità teorica di produrre a parità di peso 10 volte l’energia prodotta da quella  al litio, questa nuova batteria ha il vantaggio di essere basata su materie prime enormemente diffuse in natura.  La batteria è ricaricabile perché il catodo è fatto con nanotubi di carbonio porosi (la comune grafite non permette la ricarica e neppure il carbone attivo). Lo studio è dell’Univesità di Nanchino in Cina. Ma gli specialisti ritengono che molta strada è da farsi prima di poter utilizzare questa batteria per l’auto. Oggi è solo capace di dare corrente ad un LED (vedere immagine BATTERIA SODIO/ANIDRIDE CARBONICA in figura 2). Rechargeable first for promising battery tech _ Chemistry World.htm.
Una notizia importante del 2015: l’entrata in produzionei della batteria Powerwall che immagazzina molta energia dai pannelli solari per poterla poi rendere disponibile nelle ore di buio. È una batteria al litio  (imprenditore Elon Musk ed ingegnere Simone Franzò dell’Energy & Strategy Group al Politecnico di Milano). trasmissione di radio3 scienza dello 09.11.2015.
 Nel 2017 è giunta ancora notizia di una Tesla battery entrata in produzione in Australia. Si tratta di un’installazione da 100-megawatt. Ne parla l’articolo  Tesla to build titanic battery facility  Science  AAAS.htm.
Ma come stiamo con le auto elettriche? Le auto elettriche non sono nate ieri. La loro storia è infatti cominciata 180 anni fa, ma solo oggi esse sono diventate sufficientemente autonome, affidabili e finanziariamente accessibili. C’è però polemica sugli interventi statali per tali auto (che sono ancora di là da venire in misura massiccia proprio perché il loro destino è legato agli incentivi statali. Sembra che la Cina sia all’avanguardia nel far diventare il suo parco macchine tutto elettrico. Già nel luglio 2017 la Volvo cinese ha dichiarato che tutti i suoi nuovi modelli saranno elettrici. China looks at plans to ban petrol and diesel cars – BBC News.htm.
Alla fine di questa carrellata sull’auto elettrica vorrei chiudere con una notizia a sorprendente: Per il 2020 l’auto elettrica potrebbe diventare più economica della convenzionale!    Falling green energy costs ‘to stop’ fossil fuel growth _ News _ Al Jazeera.htm.          Tra Genova e Mentone le colonnine per auto elettriche di Abb – Industria Italiana.htm.
  - Una notizia di grande interesse (anno 2017) è quella che si riferisce all’auto ad idrogeno che, ovviamente, nella combustione non rilascia anidride carbonica. La Honda Clarity è la prima automobile di questo tipo ad essere prodotta su vasta scala. Ora può viaggiare solo in California dove sono state installate 26 stazioni di rifornimento del combustibile. Un’esperienza vasta su strada dimostrerà quanto conveniente potrà essere questo tipo di auto. Honda Clarity is one the first production cars powered by hydrogen CNN 10.

- Circa le biomasse, siamo presenti soprattutto nel campo della bioenergia da microalghe, un settore molto ampio che può vedersi compendiato in figura 3 nell’immagine BIOENERGIA DALLE ALGHE tratta da Bioenergia e prodotti ad alto valore da microalghe.htm. Non solo le alghe però servono per la bioenergia: un altro esempio è quello del cardo che oggi per qualche centinaio di ettari viene coltivato in terreni abbandonati perché improduttivi. Dai suoi semi viene estratto un olio che serve per produrre acido azelaico,  acido pelargonico e glicerina, formule in figura 3, prodotti industriali di valore. Il resto della pianta è ricco di proteine. Materia Rinnovabile numero 3 _ aprile – In Sardegna nasce l’alleanza tra coltivatori e chimica verde.pdf.
La separazione dei prodotti della fermentazione ABE (Acetone-Butanolo-Etanolo), ottenibile da biomasse lignocellulosiche di scarto è stata affrontata con un lavoro di tesi al Politecnico di Milano dal laureando Aessandro Boffa (anno 2015). Leggere a tale proposito impianto separazione solventi da ermentazione di biomasse lignocellulosiche di scarto    (tesi sulla separazione  di solventi da biomasse di Alessandro BOFFA.pdf) e vedere in figura 3 IMPIANTO DI SEPARAZIONE DI ABE, etc.
Energia solare e Biomasse sono due attività a cui si dedica in Italia il famoso Centro Ricerche per le Energie Non Convenzionali – Istituto Eni Donegani. Centro Ricerche di Energie   Concentratori solari luminescenti   Eni.htm.
Nell’intestino delle capre, dei cavalli e delle pecore si trovano funghi capaci di produrre anaerobicamente zuccheri a loro volta trasformabili in biocombustibili. Gli scienziati hanno a disposizione un grande repertorio di enzimi capaci di demolire i più svariati materiali vegetali. PNNL_ News – Biofuel tech straight from the farm.pdf.
- Nel 2012 si è avuta l’autorizzazione a scavare un pozzo di 500 m di profondità nella caldara dei campi Flegrei (il residuo di un vulcano che esplose circa 39.000 anni fa). Oltre a quello di studiare il bradisismo risultante dai movimenti del magma sottostante, lo scopo è anche quello di raccogliere informazioni sulla possibilità di estrarre energia dal sottosuolo (Campi Flegrei Deep Drilling Project, coordinatore Giuseppe De Natale dell’Istituto Nazionale di Geofisica e  Vulcanologia). Supervolcano Drilling Plan Gets Go-Ahead – ScienceInsider.htm  t    Naples Supervolcano  Drilling to commence soon « Rajaten’ s Blog.htm.
- L’energia da vibrazioni è studiata attivamente e sembra stia fornendo risultati applicativi se la giapponese Soundpower Corporation lancia il rivoluzionario PowerGenerating FloorTM che trasforma la pressione meccanica (ad esempio dei piedi) in energia elettrica. Vedere IL POWERGENERATING FLOORTM IN PROVA ALLA STAZIONE DI SHIBUYA in figura 3. The Power Beneath Your Feet _ Sci-tech _ Trends in Japan _ Web Japan.pdf. Il tappeto è fatto di due strati. Il movimento tra di essi fornisca l’energia per far smuovere gli elettroni di uno strato dalla loro posizione di riposo e condurli sull’altro strato. Vedere in figura 3 CONVERSIONE DELL’ENERGIA VIBRAZIONALE IN ENERGIA ELETTRICA.  New technique for generating electricity from mechanical vibrations.pdf.
Altra novità strabiliante: un opportuno congegno che, posto sui binari, trasforma le vibrazioni di un treno in energia elettrica (studi della Stony Brook University, USA). Energie Rinnovate   Nuove soluzioni per un futuro migliore.htm.
Non si contano le proposte e gli studi tendenti a ricavare elettricità dalle fonti di energia anche minuscole, come il vento prodotto dai camion circolanti sulle autostrade, per cui un giorno, se gli studi di ATEA, una piccola Società creata da tre inventori e finanziata dall’ENEL, andranno per il verso giusto, potremmo vedere tante pale eoliche lungo le nostre autostrade.  autostrade come centrali l, la repubblica, 13.05.2013, articolo online.
- Con un assorbitore solare ed un condensatore non solo è poggi possibile farsi acqua dall’aria nei climi temperati, ma anche procurarsi da bere in pieno deserto. This new solar-powered device can pull water straight from the desert air _ Science _ AAAS.htm.
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L’energia da maree è in fase di sviluppo nel Regno Unito (anno 2015). Sostituirà l’8% dell’energia elettrica consumata nel Paese. Sei stazioni saranno adibite a catturarla in o da gigantesche lagune artificiali, sia in entrata che in uscita del mare. Vedere ELETTIRCITÀ DA MAREE IN INGHILTERRA in figura 4. BBC Learning English – Words in the News _ British sea power.htm.
Una novità nella cattura dell’energia dalle maree è l’uso dei nanotubi di carbonio.  These tangled carbon nanotubes can harvest energy directly from breathing and ocean waves _ Science _ AAAS.htm
- Un’altra novità degna di rilievo: l’idrogeno da rifiuti di plastica provenienti da apparecchiature elettroniche, passante attraverso un processo di gasificazione. Electronic waste has energy value – EN-Content – The University of the Basque Country – UPV EHU.htm.
- La demolizione dei rifiuti è stata studiata con successo da Guan Zhang e coll. usando resine resorcinolo-formaldeide, come riferisce l’Abstract Macro-mesoporous resorcinol–formaldehyde polymer resins as amorphous metal-free visible light photocatalysts – Journal of Materials Chemistry A (RSC Publishing).htm. Gli Autori mettono in evidenza la possibilità di realizzare con il loro processo “ lo sviluppo di “prodotti commerciali ecologici”. oxidative removal of organic pollutants under visible light. oxidative removal of organic pollutants under visible light.
- Un’altra novità sulla più diffusa delle plastiche, il polietilene,  è quella annunciata da ricercatori cinesi dell’Accademia delle Scienze di Shanghai. Per convertirlo in idrocarburi llquidi tipo Diesel si usano due catalizzatori sviluppati in USA all’Università della Nord Carolina.  Scientists have found a way to turn trash bags into fuel _ Science _ AAAS.htm.
- Della produzione di idrogeno dall’acqua si sta occupando con successo anche un team di ricercatori della  Missouri Università di Scienze e Tecnologia e la Nationale e Capodistriana Università di Atene in Grecia. Si tratterebbe di un sistema economico ed affidabile per fare idrogeno, combustibile non inquinante, ed ossigeno, da acqua usando un catalizzatore a base di nichel e selenio, evitando così la dispendiosa elettrolisi (pubblicazione di Manashi Nath e collaboratori sul journal ChemSusChem (Chemistry & Sustainability Energy & Materials, n. 22 del 2016).       New approach to water splitting could improve hydrogen production.htm.
- Sul lato del risparmio energetico segnalo la scoperta da parte di ricercatori dell’Università di Tel Aviv facenti capo al professore Kol ed al suo team di un polipropilene resistente come l’acciaio. I benefici  del nuovo materiale usabile nell’industria automobilistica sono il minor consumo di energia sia nella fase di preparazione sia nella fase di locomozione del mezzo, in questo secondo caso per la sua leggerezza. American Friends of Tel Aviv University Steel-Strength Plastics — and Green, Too!.htm.
Nel campo del risparmio energetico una possibilità è quella di produrre, per un determinato impiego tecnico,  meno CO2. È quanto stanno facendo, o tentando di fare, le Case automobilistiche. Ad esempio, la Lamborghini per una sua vettura ha avuto una riduzione del 20% di produzione di CO2, ed in generale prevede per le proprie vetture di lusso una riduzione del 35% per il 2020 (riducendo l’attrito e migliorando la combustione). lamborghini lotta al CO2.htm.
Molta attenzione viene posta dalle Ditte costruttrici alle lampade LED (Light Emitting Diode) costituite da cristalli semiconduttori. Ecco la sorpresa: La Società Cree ha rivelato di essere riuscita a fare LED che durano 25 volte in più di quelle ad incandescenza ed consumano l’84% meno di elettricità. long live of the kightbulb, Time ed. europa 20.05.2013, 12 .
Per l’utilizzo delle lampade Led Milano è all’avanguardia in ItaliaIlluminazione a led in tutta Milano entro agosto 2015  investiti 38 milioni – Corriere.it.htm.
Vediamo come è fatto un Led, dal greco “díodos” = ,passaggio, (vi avevamo già accennato in precedenza). Esso è chiamato appunto così perché la corrente (flusso di eletroni) passa da uno strato a polarità negativa (ricco di elettroni) ad uno strato a polarità positiva con lacune (povero di elettroni). I due strati sono riuniti in un wafer. La combinazione tra eccesso di elettroni e lacune nella “zona di svuotamento” rilascia energia che viene trasformata in luce. Vedere in figura 4 SCHEMA DI GIUNZIONE P-N, etc. Il Led è grossolanamente assimilabile ad una caduta d’acqua da una diga che genera elettricità  e quindi radiazione. 
Nel 2014 hanno vinto il premio Nobel per la Fisica ai tre scienziati giapponesi (vedere in figura 4 ITRE NOBEL GIAPPONESI) etc per il Led a luce blu che ha permesso negli anni ’90 di ottenere la luce bianca nei Led a lunga durata ed a basso consumo energetico. Il verde ed il rosso erano già noti da parecchio tempo. Il Nobel per la Fisica 2014 agli inventori dei LED a luce blu – Focus.it.htm.          radio 3 scienze 08.10.2014.
-Progressi nel campo del riciclo e del riuso dei prodotti industriali si dovrebbero avere dagli studi di A STAR Research del Singapore Institute of Manufacturing Technology che ne stanno scoprendo I benefici finanziari connessi. Increasing global consumer   Manufacturing  Closing the loop for greener production – A STAR Research.htm.              

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le malattie infettive più temute

15 Agosto 2017 Nessun commento

adesso sembra proprio il momento giusto di parlare di malattie infettive preoccupanti perché, oltre a quelle dei Paesi tropicali a cui siamo abituati, negli ultimi anni, a partire dal 2015, anche in Italia se n’è avuta una, in Toscana, principalmente nella valle dell’Arno. Si è trattato di  una classica malattia infettiva, la meningite. Si sono avuti 50 casi con 9 decessi nel solo 2015. Trattasi di numeri fuori norma. Fuori norma è pure il fatto che vengono colpiti soprattutto adulti sopra i 50 anni. Si è intervenuti con una estesa vaccinazione ai bambini, allargata anche agli adulti. La meningite (infiammazione delle membrane che ricoprono il cervello ed il midollo spinale) può essere di tipo batterico o virale. La virale è la più comune. Si trasmette da un individuo all’altro attraverso l’aria ed interessa indistintamente maschi o femmine, bambini od adulti. Quella toscana è batterica ed è più comune nei paesi tropicali, causata spesso dalla tubercolosi ivi diffusa. Ho posto in figura 1 BATTERIO DELLA MENINGITE TOSCANA. Esso appartiene al sierogruppo C. Meningite  perché la Toscana.pdf  con il video Cos’è la meningite. Il batterio può anche trasmettersi attraverso l’aria, ma è talmente fragile che in genere solo il contatto diretto tra le persone causa l’infezione. Dato lo scarso pericolo di contatto che si ha per gli adulti, non sembra necessaria una vaccinazione estesa anche in altre regioni, a meno che i soggetti non abbaiano anche altre maattie che aumentano i fattori di rischio. Tuttavia in Lombardia, dove si sono avuti tre casi mortali tra gli adulti, è stata data la possibilità per chi volesse di vaccinarsi contro il meningococco con la modica spesa di 30 euro. Anche se il timore è diffuso, non sembra si possa parlare di epidemia. Vedremo i futuri sviluppi.
- Passiamo ora a parlare di malaria. Di essa ci eravamo già occupati nell’articolo un antimalarico a basso costo del 3 dicembre 2009[G1]  visibile in Archivi. Oggi aggiungiamo alcune considerazioni sulla diffusione della malaria. Secondo la WHO nel 2015 vi sono stati 438.000 morti per malaria. Il 91% di essi si è avuto nell’Africa subsahariana Una volta la malaria era molto diffusa el Mediterraneo quanto in  Africa adesso. Lo dimostra uno studio effettuato sul genoma mitocondriale di frammenti di denti di 58 adulti e 10 bambini esumati da cimiteri italiani dell’epoca imperiale romana dal genetista Hendrik Poinar, direttore dell’Ancient DNA Center alla McMaster University di Hamilton, Ontario.
- Nel 2014 si è diffuso, nell’Africa occidentale, partendo dalla Nuova Guinea, il virus Ebola (in figura 1), un’infezione ad altissima mortalità e molto contagiosa. Sebbene a tutt’oggi non esista un farmaco specifico, si cerca di attivare le difese immunitarie evitando complicanze con l’uso di antibiotici ed antimalarici.
Un vaccino contro Ebola potrebbe entrare in funzione nella Repubblica democratica del Congo dove nel 2017 si è è avuto un inizio di epidemia nel nord est del Paese. La WHO è in attesa di ulteriori dati dalla Merck per dare il definitivo assenso. Vaccine could soon be enlisted in the fight against Ebola in the DRC  Science  AAAS.htm. Probabilmente entrerà in funzione nel 2018 secondo Successful Ebola vaccine will be fast-tracked for use – BBC News.htm.
- Nel 2015 si è avuta in Brasile la diffusione del virus Zika. Esso è veicolato da una zanzara (la Aedes aegypti, vedere in figura 2 ZANZARA, etc).  L’infezione nelle donne incinte può provocare microcefalia del nascituro, per cui il neonato i presenterà con la testa piccola e con disturbi psico-motori. Nel 2015 i casi di microencefalia in Brasile sono stati 2.782 mentre nel 2014 erano stati di 147 e nel 2013 di 167
Si è trovato anche il virus Zika nel cervello di un bambino abortito che era stato concepito da una donna slovena ritornata in Slovenia dal Brasile (Journal of Medicine dell’11 febbraio 2016) rafforzando l’idea che il virus è associabile alla microcefalia. Vedere immagine INDIVIDUAZIONE DI ZIKA, etc. in figura 2. Preoccupa per noi europei il fatto  che non sarebbe solo la Aedes aegpti capace di trasmettere l’infezione, ma anche la zanzara tigre o Aedes albopictus, ormai diffusa anche da noi.
La migliore prevenzione è quella di evitare la riproduzione delle zanzare cercando di eliminare il più possibile l’acqua stagnante, per esempio quella dei vasi di fiori, delle bottiglie e dei pneumatici abbandonati.Si è in attesa dei risultati sull’uomo di tre vaccini sperimentati sulle scimmie dallo Harvard Medical School di Boston con risultati positivi (anno 2016).
In attesa del vaccino, seguendo i suggerimenti del Journal of Experimental Medicine, Washington University, St Louis, un trattamento con l’antimalarico Idrossiclorochina (in figura 2) dovrebbe riuscire a proteggere il nascituro dalla microencefalia. Malaria drug protects babies from Zika infection in pregnant women _ Science Articles _ Naked Scientists.htm. Conforta il fatto che negli ultimi mesi del 2016 è stata dichiarata dalla WHO la fine dell’emergenza Zika.
- Il colera è comparso negli ultimi anni nello Yemen tormentato dalla guerra civile ed ha raggiunto nel 2017 300.000 casi. I sintomi della malattia sono quasi nulli e la morte si verifica entro poche ore se non si interviene. L’infezione, accompagnata da diarrea acuta, è causata dal batterio Vibrio cholera (in figura 2) e si trasmette con l’ingestione di cibi od acqua contaminati. In generale, soprattutto nel caso di un paziente a cui non era stata praticata la vaccinazione, un intervento il più possibilmente rapido con un idoneo antibiotico, insieme alla somministrazione di sali minerali e di frutta, può riuscire a salvare una vita.  Yemen cholera cases pass 300,000 as outbreak spirals – ICRC – BBC News                 http://www.my-personaltrainer.it/salute/colera.html

- Grandi passi avanti si sono fatti nella prevenzione e cura delle malattie tropicali. E molto si deve all’opera di Bill Gates e di Aziende farmaceutiche che hanno realizzato fenomenali” progressi nella riduzione del numero degli ammalati. Sono passati questi, ad esempio, nel mondo da 1,5 miliardi  ad un miliardo nel caso della Filariasi linfatica (Lymphatic filariasis), un’infezione provocata da una zanzara veicolata da un verme he produce gonfiore agli arti. ‘Phenomenal’ progress in fighting tropical diseases – BBC News.htm.
- Una volta l’infezione diffusa circolante nel sangue si chiamava setticemia  (dal greco ”septikòs”, deriv. di sépsis”‘ = putrefazione,  una grave infezione limitata alla batterica che è la più grave; oggi si preferisce la parola sepsi. Varie sono le cause dell’aumento della mortalità da sepsi. In primo luogo l’invecchiamento della popolazione. In secondo luogo vi è in tutto il mondo un aumento degli interventi chirurgici. In terzo luogo è chiamata in causa la resistenza dei batteri agli antibiotici. Dato che gli eventi mortali sono più frequenti nelle strutture ospedaliere, si potrebbe sicuramente ridurre il numero delle vittime se si obbligassero i ricoverati a fare un lavaggio frequente delle mani, e se si vaccinassero tutti i bambini ricoverati con un vaccino contro lo pneumococco, dato che è lo pneumococco ad essere maggiormente presente nella sepsi (ne guadagnerebbero anche gli adulti per la diminuita circolazione dei germi).
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Una delle malattie più diffuse al mondo ed anche delle più mortali è la tubercolosi (TBC). Vedere l’immagine IL BACILLO DELLA TUBERCOLOSI in figura 3. Nel mondo 2 miliardi sono i portatori del Microbacterium tubercolosis, ed 1,5 milioni all’anno i morti. Sapere in anticipo chi ha alta probabilità di ammalarsi prima che l’epidemia si diffonda in una certa zona del pianeta è di estrema importanza perché si possono iniziare le cure con apposito farmaco (adatta è la Isoniazide, vedere in figura 3).
Si prevede un forte aumento della malattia per il 2040 nel mondo (particolarmente in Russia, Sudafrica , India e Filippine, 40% del totale mondiale) a causa dei trattamenti inefficaci dovuti alla resistenza agli antibiotici da parte del Mycrobacterium tuberculosi (previsioni della rivista Lancet). Ma, anche se la predizione non è per ora molto precisa, un gruppo di ricercatori della Bill & Melinda Gates Foundation di Seattle, Washington è riuscito ad individuare dei geni coinvolti (per la precisione 16, tra cui alcuni tipici delle infiammazioni) che possono mettere in allarme con anticipo un individuo per la malattia che verrà permettendogli di anticipare le cure, e ciò potrebbe ridurre le nere previsioni per il 2040.
 
- La mononucleosi è una malattia contagiosa  molto diffusa (nel 90% della popolazione mondiale ha gli anticorpi) provocata dal virus di Epstein e Barr (vedere in figura 3 VIRUS DELLA MONONUCLEOSI INFETTIVA). La malattia spesso viene scambiata per una mezza influenza. È detta anche “malattia del bacio” a causa della più frequente causa del contagio perché il virus è presente nella saliva. Si cura con antipiretici, antibiotici o cortisonici (quest’ultimi somministrati non troppo a lungo), a seconda dei casi .
- Il Citomegalovirus (CMV), appartenete alla famiglia degli Herpes virus non sarebbe molto pericoloso se non presentasse problemi per le donne in gravidanza, potendo provocare danni anche assai gravi al nascituro. Si moltiplica soprattutto nei nuclei delle cellule ospiti che hanno subito l’infezione e che appaiono ingrandite (di qui deriva il nome del virus) L’infezione guarita non lascia immunità, per cui può verificarsi anche una seconda infezione. Si parla allora di infezione secondaria. È un virus a doppio filamento (il genoma di altri virus è a filamento singolo) Vedere l’immagine IL CITOMEGALOVIRUS in figura 3. La trasmissione ha luogo da persona a persona attraverso i fluidi corporei (sangue, in particolare durante le operazioni chirurgiche, saliva, contatti sessuali, allattamento, etc.) . Se ne fa la diagnosi con la ricerca degli anticorpi e, se necessario, anche con colture. Il più delle volte la malattia non manifesta particolari sintomi, salvo nel caso di persone immunodepresse nelle quali essa conduce ad altri malanni (al fegato, con l’epatite, od agli occhi, con la retinite). Negli adolescenti i sintomi si rassomigliano a quelli della mononucleosi, soprattutto per la febbre di lungo periodo, per l’ingrossamento della milza, e per i linfociti più grandi della norma. Donne in gravidanza ed immunodepressi dovrebbero evitare contatti con bambini e cercar di lavare spesso le mani. La terapia con immunoglobuline. per le donne infette gravide, riduce del 50% il rischio dl infettare il feto. Per i pazienti immunodepressi infetti si impiegano antivirali come il GANCICLOVIR (in figura 3).
- Una delle infezioni più comuni, ed anche più temuta per le sue conseguenze, è l’influenza che è stata già descritta per una certa versione nel mio articolo il ritorno del virus visibile in Archivi del 27.12.2006. L’influenza è così diffusa che per una stagione invernale si prevedono solitamente da 3,5 a 4 milioni di casi in Italia con una mortalità intorno alle 8 mila persone. L’arma principale che possediamo è un vaccino ormai entrato nell’uso comune che si pratica annualmente tra ottobre e novembre. È una vera fortuna per l’umanità, se gli sviluppi saranno come si spera, il fatto che per il virus influenzale gli scienziati hanno trovato una proteina che impedisce  ai topi ammalarsi di influenza perché calza a pennello con la proteina virale (l’Emoagglutinina, già considerata in il ritorno del virus). La combinazione  delle due proteine è visibile in figura 3 in LA NUOVA PROTEINA CONTRO L’INFLUENZA,etc. Designer protein halts flu  Science  AAAS.htm.
- Il tetano è presente soprattutto sugli oggetti arrugginiti che sono stati in contatto con le feci degli animali portatori del batterio. L’incubazione va da 3 a 21 giorni. La tossina quando perviene nel cervello determina le caratteristiche  contrazioni muscolari involontarie tipiche della malattia. Talvolta il tetano si diffonde attraverso il circolo sanguigno e diventa generalizzato (la forma più grave). Vedere l’immagine IL BATTERIO DEL TETANO. Il nome scientifico è Clostridium tetani. L’infezione si previene mediante la vaccinazione. È una malattia infettiva, ma non si trasmette da uomo ad uomo, quindi non è contagiosa. Per prevenire l’infezione si pratica la vaccinazione dei bambini che oggi è obbligatoria. Si fa in 3 dosi. C’è un richiamo a 5 anni. Ogni dieci anni andrebbe fatto un richiamo. In caso di ferita, specialmente in campagna laddove sono presenti animali da allevamento o cavalli, e nel caso di morsi di cani, farsi trasportare al pronto soccorso ed iniziare una cura di post-esposizione ad hoc (somministrazione di immunoglobuline, vaccino entro 3 giorni, antibiotico).
- La poliomielite, la terribile malattia che sembrava scomparsa con le vaccinazioni di massa in Nigeria torna a far parlare di sé con alcuni nuovi casi (anno 2016).Trattasi di individui viventi nello Stato di Borno dove sono attivi i terroristi di Boko Haram. Tuttavia per 3 anni in Nigeria non vi è stato neanche un caso..
- Tra le malattie sessualmente trasmesse c’è una recrudescenza della diffusione della sifilide e della gonorrea. Per la prima, che ha registrato in Italia 91.000 casi (30% donne) tra il 1991 ed il 2011, i farmaci più idonei dopo che si è accertata la malattia sono la penicillina e la benzilpenicillina. (La struttura chimica della penicillina si può osservare in Wikipedia, quella della benzilpenicillina, oltre che in Wikipedia, anche  in derivati della penicillina nell’articolo Practica-III-2, A LABORATORY COURSE IN MEDICINAL CHEMISTRY INTRODUCING).
Per la gonorrea gli antibiotici non sono molto efficienti, per cui se ne stanno studiando di nuovi. Si sta studiando anche un vaccino. Per evitare queste malattie basterebbe l’uso del condom, se i contatti sono di tipo occasionale. Per sintomi, suggerimenti, consigli consultare l’articolo di medicina 33  on line (ed i rispettivi link) dal titolo Malattie sessualmente trasmissibili, malattie veneree come Aids, sifilide, gonorrea, epatite. Malattie veneree trasmesse attraverso i rapporti sessuali.pdf  ed il video Youtube sufilide e gonorrea pure di medicina 33.
- Ci sono anche microbi misteriosi. Uno di essi sta venendo alla luce in un approfondito studio pubblicato su Lancet del 12.07.2017 da Böttger e coll. Ci riferiamo ad un batterio, il Mycrobacterium chimaera, un lontano cugino del batterio che provoca la tubercolosi, che ha fatto la sua comparsa in varie parti del mondo in operazioni sul cuore infettando 49 persone e provocando la morte della metà di esse. Si era già pensato che il batterio proliferasse perché c’era una contaminazione degli attrezzi impiegati. Ma come è stato possibile? Ebbene, si è scoperto che la contaminazione traeva origine nella fabbrica in Germania presso Monaco, e che ai pazienti durante l’intervento veniva raffreddato il sangue facendolo circolare in un apparecchio di raffreddamento  di tale Ditta per regolare la temperatura corporea. Quanto sia complesso il fenomeno lo dimostra il fatto che un’analoga apparecchiatura prodotta pure in Germania (a Rastatt) dimostrava la presenza di un altro ceppo dello stesso batterio M. chaera che non aveva infettato mai nessuno.
- Cerchiamo di capire le cause di un grave fenomeno che impedisce spesso la l guarigione: la resistenza dei batteri agli antibiotici. L’origine è da attribuire principalmente al loro uso negli animali da allevamento in basse dosi, alla contaminazione dei cibi con batteri resistenti già presenti nei terreni agricoli, alla selezione di ceppi resistenti avente luogo nelle strutture sanitarie con trasmissione da un paziente all’altro, all’uso di basse dosi per lunghi periodi.
Un batterio, un Escherichia coli mutato, resistente a tutti gli antibiotici conosciuti, anche a quello che rappresenta l’ultima chance, la Colistina, è stato isolato in USA. La notizia è stata pubblicata ai primi di maggio 2016 sulla rivista Science.  Vedere in figura 3 IL SUPERBATTERIO. A dreaded superbug found for the first time in a U.S. woman – CNN.com. Conforta però il fatto che nel 2015 è stata scoperta in un terreno del Maine da  ricercatori della Northeastern University e della Società  farmaceutica NovoBiotic Pharmaceuticals una rivoluzionaria classe di antibiotici un rappresentante della quale ha preso il nome di Teixobactina su cui sono appuntate molte speranze. PHARMASTAR __ Scoperta nuova classe di antibiotici, la prima dopo 30 anni.pdf.
Altra novità viene dalla sintesi di antibiotici della classe dei Macrolidi (a cui appartiene l’Eritromicina). Trattasi di 300 nuove molecole ottenute per demolizione di tre strutture basilari di macrolidi in otto nuove strutture e successiva ricostruzione di queste ultime. Il lavoro è di Andrew Myers e suoi colleghi della Università di Harvard con una pubblicazione su Nature del 18 maggio 2016. A new way to make powerful antibiotics _ Science _ AAAS.htm      Antibiotici sintetici contro la resistenza batterica- Scienze.htm.
Nuovi antibiotici  emergono anche dagli studi sul sangue del dragone di Komodo    Lizard laboratory  The 48 uses of dragon’s blood _ The Economist.htm, nonché dalla pelle delle rane. Learning English – Words in the News – Frog antibiotics.htm. Altro miracoloso antibiotico sarebbe una nuova versione della ancomicina, migliaia di volte più potente del vecchio farmaco. Ultra-tough antibiotic to fight superbugs – BBC News.htm..            Superantibiotic is 25,000 times more potent than its predecessor  Science  AAAS.htm.

SEGNALA UN ERRORE OD UN’INESATTEZZA

 


 [G1]

malattie dell’apparato circolatorio

15 Luglio 2017 Nessun commento


(segue da i problemi del cuore – terza parte del dicembre 2010 visibile in Archivi)

la circolazione sanguigna somiglia a quella di un fiume ad alta portata che scorre sotto un ponte avente poco sbocco. Per vedere come è fatta LA CIRCOLAZIONE osservare la figura 1 ed il video  circolazione del sangue. Studi e risultati molto interessanti sono quelli per ridurre il rischio di occlusione delle arterie, anche se per ora si parla solo di topi sperimentali disposti all’aterosclerosi. Ci riferiamo ad un articolo pubblicato su Nature nell’agosto 2016 da ricercatori USA che dimostra che è possibile sbloccare le arterie in fase di restringimento (vedere in figura 1 ARTERIA RISTRETTA) mediante anticorpi che agiscono su di una molecola nota con la sigla CD47, neutralizzandola. Per le correlazioni intercorrenti tra questa molecola ed il sistema immunitario vedere Chemical Key To Unclogging Arteries – Science News _ The Naked Scientists.pdf.
- Di ipertensione soffre in Italia il 40% della popolazione, ma molti non sanno di essere ipertesi. Valori similari si hanno in altri Paesi occidentali. L’ipertensione concorre, assieme all’eccesso di  colesterolo LDL,  all’occlusione dei vasi.
Il 60% degli infarti è dovuto alla ipertensione. Tra le varie cause della patologia, si aggiunge oggi l’uso degli smartphone e dei computer. Per ridurre i valori della pressione occorre fare lunghe passeggiate, evitare il sale nei cibi in particolare gli insaccati, perché troppo ione sodio (Na+) impedisce al rene di eliminarlo e la ritenzione provoca dilatazione delle arterie. Ed infine, se necessario, usare le pillole, anche più di un tipo. Trattasi di ACE inibitori, sartani associati a diuretici, beta bloccanti, calcio antagonisti, a molti dei quali si è accennato in problemi del cuore- seconda parte del novembre 2010.
Certe volte (10% dei casi) l’ipertensione non è curabile con i normali farmaci preposti all’abbassamento della pressione perché è dovuta ad una disfunzione ormonale, per esempio ad ipertiroidismo o morbo di Basedow (che fa salire soprattutto la massima). Tale ipertensione che non dipende dallo stile di vita o dall’ereditarietà si chiama ipertensione secondaria. Questa patologia o si cura in certi casi con farmaci specifici, come nel caso della iperproduzione di noradrenalina e di aldosterone da parte delle ghiandole surrenali, oppure mediante operazioni chirurgiche spesso effettuate per via laparoscopica (ad esempio nel caso dell’adenoma di Plummer (una neoplasia con uno o pù noduli, simile al morbo di Basedow). Per il Basedow l’intervento può essere chirurgico o farmacologico. La pressione massima ottimale è tra 130 e 140 mm e la minima tra 85 e 90. Questi dati che in realtà sono un po’ più alti di quelli finora proposti: sono il frutto di uno studio su 40 mila ipertesi in trattamento pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology.
- Negli ultimi tempi ricercatori del Dallas heart study hanno individuato nel sangue di una donna di 40 anni un livello bassissimo di colesterolo LDL, quello cattivo, tanto per intenderci (14mg/dl contro i valori normali che sono attorno a 100 mg/dl). Il prosieguo dello studio è stato rivolto ad individuare eventuali mutazioni (vedere mutazioni del DNA in generale).
La fortuna ha voluto che i ricercatori abbiano trovato due mutazioni appartenenti al gene Pcsk9 che codifica una proteina necessaria per la produzione dell’LDL da parte dell’organismo. Come è facile immaginare, molte industrie farmaceutiche hanno mostrato interesse all’argomento che dovrebbe portare allo sviluppo di un anticorpo monoclonale in grado di bloccare selettivamente, se dato in opportune dosi, la proteinache favorisce il colesterolo LDL.  l’anticopro anticolesterolo, corriere della sera, 05.05.2013, 49
Se è vero che esistono persone con bassissimo livello di colesterolo, bisogna ricordare che ne esistono molte altre con elevati livelli sin dalla nascita. Trattasi di un difetto generico rilevabile già nei bambini di 2 anni, che comporterà  un livello fino ad 8 volte il normale di LDl/decilitro  (Ipercolesterolemia familiare). Colpisce una persona su di un milione. ipercolesterolemia familiare da medicina 33 del  22.10.2014.
Apriamo una parentesi per definire i vari tipi di colesterolo. Il complesso formato da colesterolo, apolipoproteine, trigliceridi e fosfolipidi detto liporoteina LDL, noto anche come “cattivo”, è quello che circola nel sangue fornendo grassi ai tessuti, il cui percorso va dal fegato verso la periferia. Esso tende a depositarsi, al contrario dell’analogo complesso ad alta densità o liporoteina HDL (valore ideale = 50-60 mg/dl), comunemente noto come “colesterolo buono” il cui percorso va dalla periferia al fegato.  C’è anche ll VLDL, molto leggero, metabolizzato dal fegato, ed un intermedio IDL. La somma di tutti e chiamasi totale (valore ideale = 200 mg/dl). Il valore  ideale del colesreolo LDL sarebbe di 130 mg/ dl; ma, se la persona ha qualche problema cardiaco la soglia  dovrebbe abbassarsi al di sotto di 100. Vedere nella figura 2 la formula di struttura del COLESTEROLO nonché METABOLISMO DEL COLESTEROLO. Se il colesterolo LDL raggiunge 8-10 volte il normale, cioè (8-10) x(130 mg/dl), talvolta con deposito anche nelle parti grasse del corpo, si ha a che fare con una disfunzione di origine genetica con genitori omozigotici e non c’è altro da fare che trapiantare il fegato. Nel caso di genitori eterozigotici si hanno livelli più bassi e si può intervenire  con la terapia delle statine a partire dagli 8 anni. L’ipercolesterolemia ereditaria è caratterizzata da un disturbo della combustione dei grassi o degli zuccheri.
 - Spesso l’aneurisma aortico, cioè la dilatazione, in greco “anéurysma”, ‘di un suo tratto, causa di rottura della stessa arteria, passa inosservato e si scopre solo in occasione di un controllo strumentale. È provocato soprattutto dal colesterolo LDL che tende a ridurre il lume del vaso e quindi lo fa rigonfiare. Oggigiorno, oltre all’intervento classico della protesi applicata dall’esterno, si interviene anche per via endovascolare copo aver introdotto una sonda. Vedere immagine CHIRURGIA ENDOVASCOLARE DELL’ANEURISMA AORTICO in figura 2. L’aneurisma  aortico è più frequente a livello addominale (circa 80%). L’intervento va fatto il più presto possibile se il diametro dell’aneurisma è maggiore di 5 cm. Occorre monitoraggio con TAC ed ecografie dopo l’operazione.
Il rischio di rottura di un aneurisma analogo dalle dimensioni molto piccole (intorno al mezzo cm), quello cerebrale, è piuttosto basso, ma quando ciò accade le conseguenze sono frequentemente gravi. Pertanto, se si ha improvvisamente un forte mal di testa accompagnato da nausea e vomito, nuca irrigidita (con possibile svenimento) significa che si è avuta rottura dell’aneurisma ed il sangue è andato a finire nei cosiddetti spazi subaracnoidei (entro le meningi che avvolgono il cervello) e che bisogna farsi trasportare senza indugio al pronto soccorso. Qui l’intervento consiste nella chiusura del collo del’aneurisma, che si presenta generalmente a forma di sacca, con un clip di titanio, allo scopo di isolarlo. Osservare TAGLIO DELL’ANEURISMA CEREBRALE in figura 2. Dopo l’intervento, i rischi della rottura dell’aneurisma cerebrale non sono finiti perché si può essersi verificata la formazione di un edema che comprime parti del cervello oppure un vasospasmo che riduce l’afflusso di sangue, oppure ancora un idrocefalo causato dalla riduzione della circolazione del liquor cerebrale.
- Un nuovo farmaco viene segnalato per lo scompenso cardiaco, la complessa sindrome per cui il cuore diviene insufficiente per le normali attività del nostro organismo, dal nome commerciale Entresto (farmaco LCZ696), la cui composizione è data dalle formule qui accanto,  essendo esso una miscela di due prodotti cocristallizzati. Del farmaco si è parlato al Congresso della Società europea di cardiologia (Esc) tenutosi a Barcellona in agosto- settembre 2014

- Il profano spesso si chiede talvolta qual è la differenza tra ischemia ed infarto. La risposta è che la prima è una sofferenza dovuta ad un ridotto apporto di sangue al muscolo cardiaco, il secondo un’interruzione del flusso stesso a causa di un’occlusione. La prima è reversibile, il secondo no.
È una buona ragione perché ci fermiamo sull’infarto e sulle possibili maniere per prevenirlo. Le arrabbiature, come quella che esageratamente manifesta in figura 2 un UOMO ARRABBIATO, pare siano la causa più frequente di aritmie e di infarto. Una collera furiosa secondo le statistiche fa moltiplicare per nove la probabilità di essere colpiti dal pericoloso accidente. La causa scatenante è l’aumento della pressione che è in grado di provocare il distacco di qualche placca aterosclerotica che va così a tappare un vaso. Occorre far molta attenzione alla cosiddette aritmie da stress piuttosto frequenti nelle persone avanti negli anni che possono condurre dritte dritte all’infarto. Concludendo: Mantenersi  calmi e controllarsi periodicamente con l’elettrocardiogramma e con le analisi, soprattutto per la  pressione e per il colesterolo. La più moderna visualizzazione di un infarto è realizzata tramite la CORONAROGRAFTA OCT (Tomografia a coerenza ottica) a raggi infrarossi (in figura 2. Altri moderni metodi di indagine per aritmie ed  infarto sono state illustrate dal corriere della sera del 12.03.2017
- A proposito di aritmie, è da osservare che la più pericolosa è la fibrillazione ventricolare, che può essere risolta, se lo specialista è veramente bravo, con un’ablazione, tramite l’uso di un elettrocatetere, introdotto da una vena inguinale, che brucia a 48 gradi centigradi i punti da cui partono i battiti anomali.
- Se si posseggono nella corretta misura i valori di IMC (indice di massa corporea = rapporto tra peso in kg e quadrato dell’altezza in metri), gli anni di vita guadagnati risultano da un diagramma riportato in figura 2 (GRAFICO COLLEGANTE, etc.). Si può vedere che un indice di 30 riduce la vita di quasi due anni (l’optimum è intorno a 25). Ancora più importante dell’IMC è il WHR (= Waist to Hip Ratio), terminologia indicante il rapporto tra la misura del girovita e quella dei fianchi espressa in cm (vedere immagine LE MISURE, etc. pure nella figura 2). Con un WHR minore di 0,95 nell’uomo il rischio è basso, con WHR maggiore di 1 il rischio di infarto comincia a salire. Per la donna il valore di transizione è 0,85 International Journal of Obesity..  Il rischio aumenta se vi sono apnee notturne.
In i problemi del cuore – terza parte del 26 Dicembre 2010 avevamo parlato di stent, strumenti a struttura metallica cilindrica a maglie che è possibile introdurre nei vasi sanguigni, farli scorrere e farli espandere fino al l diametro naturale degli stessi vasi per renderli pervi. Continuiamo a parlarne.
La soluzione dei problemi dell’ischemia e la prevenzione dell’infarto possono essere risolti da operatori esperti con lo stent SYNERGY® per la sua capacità di allargare efficientemente  il lume dellvaso. Con l’immagine di figura 2 segnaliamo questo “device” coronarico (cioè adatto anche al diametro luminale coronarico) in lega cromo-platino a caratteristiche avanzate, che può rilasciare anche medicinali ed intervenire anche sulle coronarie (vedere in figura 1 ARTERIE CORONARIE) .
- Anche un eccesso di acido urico (figura 2) nel sangue costituisce un rischio per il sistema cardiovascolare. Anzi, sembra che la soglia ritenuta corretta debba essere abbassata da 6 a 5,5 mg/dl, specialmente quando si hanno altri fattori di rischio, come, ad esempio, l’iperglicemia. Il rischio di avere l’aterosclerosi cresce al di sopra di questo secondo limite (5,5), quello della gotta al di sopra del primo limite (6). Per abbassare il valore uricemico bisogna usare l’allopurinolo (in grado di inibire gli enzimi che metabolizzano l’ipoxantina o 6-ossipurinolo (formula in figura 2 confrontata con quella dell’allopurinolo), passando progressivamente da 100 a 200, a 300 mg/die fino a trovare il valore analitico di 5,5 mg/dl.
- Parliamo ora di extrasistoli sovraventricolari (SVEB, sopraventricular ectopic beat) e ventricolari (VEB). Di extrasistoli avevamo già parlato in problemi del cuore – prima parte  (vedere in Archivi dell’ottobre 2010), ed avevamo scritto che trattasi di battiti prematuri. Vi ritorniamo perché spesso sono fonte di preoccupazioni per individui che non hanno sintomi clinici. In tal caso non sono pericolose, soprattutto se l’Holter (ECG di 24 ore) ne rivela una bassa percentuale. Vengono combattute dai beta bloccanti, ma spesso vanno via variando lo stile di vita (che deve essere sereno), oppure  con una perdita di peso, o con una cura per il mal di stomaco. Solo nei casi in cui si nota perdita di battiti od una sensazione strana al torace bisogna sottoporsi a controlli medici perché potrebbe trattarsi di un evento più grave, oppure semplicemente di un’infezione.
- La visualizzazione di un cuore in azione, oggi possibile, potrebbe aiutare un medico a predire l’infarto di un paziente. Come ci si accorge di un infarto? Caratteristico è il dolore  iniziale al torace dalla parte sinistra ovvero alla bocca dello stomaco, che tende poi ad espandersi verso braccia, soprattutto quello sinistro, e verso le spalle. Se il dolore passa dopo qualche minuto è molto probabile che si è trattato di un’angina, che è un’ostruzione passeggera delle coronarie. Dopo l’interevento favorevole  che segue un infarto spesso si continua ad avere paura. Errore madornale! Fiducia ci vuole. Ed ottimismo: il brutto evento è da dimenticare. Non bisogna però dimenticarsi dei controlli.

- Farmaci così popolari quali l’ibuprofene ed il diclorofenac sono da considerare fattori di rischio specie per fumatori e persone che hanno già avuto un infarto. more pain for painkillers da Time ediz. europa 24.06.2013, 12.
- Continuiamo a parlare di fibrillazione atriale, sintetizzata nell’immagine omonima di di figura 2.  Di essa ci eravamo già occupasti nell’articolo i problemi del cuore – seconda parte visibile in Archivi del novembre 2010. È pericolosissima perché in molti casi conduce all’ictus. La novità è che ora anche in Italia col 24 giugno 2014 è stato approvata da parte dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) la rimborsabilità dell’antitrombotico Dabigatran etexilato nei soggetti che vanno incontro a fibrillazione atriale, anche occasionale. Il farmaco non richiede monitoraggio continuo, a differenza del Coumadin (Warfarin) finora usato. fibrillazione atriale. L’AIFA approva la rimborsabilità di dabigatran etexilato – Quotidiano Sanità. L’uso dell’anticoagulante è necessario perché la variabilità della conduzione degli impulsi crea ristagno di sangue che può generare trombi.
- La stenosi aortica è la disfunzione di una valvola a  tre lembi che permette al sangue ossigenato di passare dal ventricolo sinistro all’aorta e poi di irrorare tutto il corpo (in figura 3 VALVOLA AORTICA NORMALE E STENOTICA). Il 4-5% delle persone sopra i 75 anni ha problemi importanti di stenosi aortica.
Un moderno  intervento chirurgico è visibile sui Web.  Nel 25% dei casi di stenosi classica, non da vizio congenito, l’individuo non sente disturbi, cioè la stenosi è asintomatica. Operare o non operare? Gli studi fanno propendere per il sì, ma la cosa non è ancora del tutto sicura, perché occorrono altre statistiche più perfezionate di quelle note. L’altro tipo di stenosi è quello dovuto alla valvola bicuspide congenita, cioè a due lembi, presente dalla nascita, la cui prognosi è di solito favorevole, sebbene a volte nell’età adulta bisogna intervenire chirurgicamente. Per prudenza si evitino sport che comportano aumenti anomali della pressione, come sollevamento pesi ed arrampicate.
Le protesi sostituenti le valvole cardiache, in generale, possono essere di tipo meccanico. Hanno il vantaggio di essere di lunga durata, ma lo svantaggio di sottoporre il paziente ad usare per tutta la vita un anticoagulante dato che il contatto del sangue con il metallo produce facilmente trombi. Le valvole possono anche essere biologiche di origine bovina o suina od umana, decellullarizzate (mediante trattamento con un detergente, l’Sds (sodio dodecil fosfato), effettuato all’interno del cuore donato, per cui rimane solo la matrice extracellulare che verrà poi occupata dalle cellule del paziente. Il metodo, ora non più sperimentale, è vantaggioso per non dover far uso dell’antitrombotico vita natural durante.
- Di carotidi, le arterie che portano il il sangue al cervello, ne abbiamo due ai lati del collo. La stenosi carotidea è la riduzione, a causa di una placca aterosclerotica, del lume di una delle due biforcazioni in cui si divide la carotide (o di entrambe). Se si ostruisce una carotide interna a causa del distacco di un frammento di placca (embolo), si può avere l’ictus ischemico. Se la stenosi è moderata si interviene variando lo stile di vita e con farmaci. Se la stenosi è  superiore al 70% si interviene con la chirurgia tradizionale o con la chirurgia endovascolare mininvasiva (immagine in figura 3).  - Altra disfunzione cardiaca, talvolta presente,soprattutto  nelle persone sopra i 75 anni, è l’insufficienza mitralica, per la quale è possibile fare interventi di sostituzione della valvola mitralica (quella che separa l’atrio ed il ventricolo sinistro). L’immagine VALVOLE CARDIACHE in figura 3 dà un’idea di come sono fatte lqueste valvole. Gli interventi sono analoghi a quelli precedentemente descritti.

Per quanto riguarda varie operazioni effettuate sul cuore vedere cuore nuovo di Focus.  VALVOLA BOVINA MITRALE INSERITA CON STENT  è visibile in figura 3. Specialista per l’inserimento ai bambini di 12-14 anni con malformazione congenita della valvola mitralica è il prof. Alessandro Frigiola, cardiochirurgo pediatrico del Policlinico San Donato  di Milano.  La valvola mitralica che «cresce» con i bambini – Corriere.it

- I disturbi cardiaci toccano una persona su tre, ma sono più frequenti negli uomini che nelle donne. È colpa è del testerone. Così afferma il ricercatore Vicky MacRae con i suoi colleghi dell’Università di Edinburgo in una pubblicazione fatta online su Journal Scientific Reports del 20. 05 .2016. Gli esperimenti hanno dimostrato che il testosterone favorisce la calcificazione delle cellule muscolari facendole rassomigliare a quelle delle ossa. Quello che i ricercatori ancora non sanno è come possa essere possibile impedire tale calcificazione.
- La morte improvvisa per arresto cardiaco si verifica più frequentemente negli sportivi. È provocata da fibrillazione ventricolare. Un’indagine promossa dal Centro Cardiologico Monzino di Milano ha mostrato che il 78% egli sportivi esaminati non aveva problemi, ma nel rimanente gruppo il 44% aveva già la fibrillazione ventricolare ed il 18% l’atriale. Il riconoscimento anticipato di cardiopatie silenti nei giovani sportivi è pertanto essenziale.». Arresto cardiaco_ come tenere il cuore al sicuro quando si fa sport – Corriere.it
Cosa si può fare in caso di arresto cardiaco? È importante  chiamare subito il 112, iniziare il massaggio cardiaco (se qualcuno dei presenti lo sa fare),  attendere l’arrivo dell’autoambulanza che provvederà ad usare il defibrillatore (che non comporta nessun rischio):
- Le pericarditi sono affezioni del pericardio, una membrana che avvolge il cuore costituita da un foglietto viscerale interno ed uno parietale esterno. La pericardite ostruttiva è quasi sempre provocata dalla tubercolosi, ed è caratterizzata da edema (gonfiore) alle caviglie e da stanchezza, quella essudariva è frequentemente dovuta ad attacchi virali, ed è caratterizzata da dolore al torace che si allevia quando ci si piega in avanti. Per la cura, nel caso dell’essudativa bastano di solito gli antinfiammatori non steroidei (FANS).
Bisogna però evitare di prendere dosi massicce e prolungate  di tali farmaci che , come la stessa aspirina, sono di per sé fonti di altre alterazioni del sistema cardiovascolare. Per la pericardite essudativa è necessario intervenire chirurgicamente per effettuare una decorticazione del pericardio.
- L’endocardite, un’infezione provocata da microbi portati in circolo nel sangue e contrassegnata da febbre abbastanza alta, ha una diagnosi piuttosto difficile; ma svelabile soprattutto per i sintomi. Essi sono di solito: comparsa di petecche (punti rossi)  negli occhi, sulla pelle ed in bocca, noduli di OSLER sulla punta delle dita sia delle mani che dei piedi, dolenti, come pure soffi al cuore all’atto dell’auscultazione. L’ecocardiogramma (se necessario, transesofageo) fornisce importanti Indicazioni sullo stato delle valvole cardiache, perché è nei lembi di esse che si localizza l’infezione. Se la terapia antibiotica ad alte dosi, effettuata preferibilmente dopo i risultati dell’emocultura, non dovesse dare i risultati sperati, è obbligatorio un intervento chirurgico per rimuovere il tessuto infetto. Eventualmente sostituire chirurgicamente  la valvola.
- Perché talvolta le caviglie si gonfiano? Il più delle volte il gonfiore (od edema), un accumulo di liquido negli spazi intercellulari, è da attribuirsi all’insufficienza venosa, I n alcuni casi l’edema è dovuto a trombosi venosa profonda. L’esercizio fisico, le calze elastiche, il tenere le gambe alquanto sollevate durante il riposo notturno, ed anche eventuale diurno, contrastano efficacemente l’insufficienza venosa. La trombosi venosa profonda è favorita dallo stare troppo a lungo in piedi senza camminare, dalla permanenza a letto per malattie di lunga durata, dalla guida troppo prolungata dell’auto. Per evitare recidive occorre cambiare stile di vita ed, in caso di necessità, prendere anticoagulanti.
L’artrite ed i disturbi epatici sono accompagnati da una sintomatologia alquanto differente, come, oltre al gonfiore,  la comparsa di dolore e rossore nel caso dell’artrite, gonfiore anche nell’addome nei disturbi epatici. Ovviamente in tali casi bisogna intervenire con le cure tipiche contrastanti il male alla sua origine.
Altro tipo di edema, che si verifica oltre che alle gambe anche nell’addome e nei glutei, è dovuto alla ritenzione idrica avente luogo nello spazio interstiziale tra una cellula e l’altra e che è spesso provocato dall’uso eccessivo di sale nell’alimentazione. Per la cura si consiglia l’eliminazione dell’aggiunta del sale nei cibi, l’esercizio fisico e l’impiego delle calze elastiche. Quando parliamo di flebite (vedere immagine FLEBITE E TROMBOSI n figura 3) parliamo a di un’infiammazione delle vene superficiali che di solito non desta preoccupazione per il suo esito, a differenza della trombosi profonda, che se non si interviene in tempo potrebbe portare all’embolia polmonare  con conseguenze fatali. Spesso sono le vene varicose, vene dilatate e con disfunzione valvolare (cioè disfunzione delle valvole nelle vene che permettono  il flusso in un solo senso), nelle quali il sangue ha un decorso rallentato, a sfociare in flebite. Caratteristico per la flebite è il dolore percepito lungo la vena di una gamba, talvolta anche di un braccio. Può anche capitare di sentire la vena indurita. L’ecocolordoppler è in grado di stabilire se si tratta di una vena superficiale, escludendo così la vena profonda. La flebite viene curata con iniezioni sottocutanee di eparina a basso peso molecolare. Trattasi di un  glicosaminoglicano altamente solfatato (formula generale HEPARIN im figura 3).  Si deve intervenire in tempo per impedire che il danno si propaghi ai vasi profondi.
- L’ictus e l’infarto sono più frequenti nelle persone che mangiamo troppi dolci ed aggiungono troppo sale ai cibi e possono essere prevenuti se si abituano i bambini a mangiare piuttosto insipido (con aggiunta di spezie). In particolare, per quanto riguarda il sale da cucina (NaCl), l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda un consumo non superiore a  5 g al giorno. I medici raccomandano inoltre il minor uso possibile dei dadi per brodo e degli insaccati, tutti ad alto contenuto di sodio. Un corretto stile di vita (oltre a quanto sopra detto, eliminazione del fumo e moderazione nell’uso di bevande alcoliche) si ritiene che possa ridurre di ben l’80% il rischio di ictus.
Esaminiamo i tipi di ictus (in inglese stroke). Esso può essere ischemico quando in un certo punto dell’arteria si forma (o vi arriva) un trombo ostruttivo, oppure può essere emorragico quando si rompe la parete del vaso. Vedere ICTUS ISCHEMICO ed ICTUS EMORRAGICO di Figura 4. Se si è fortunati, l’evento in questo secondo caso può essere anche temporaneo. Si parla allora di TIA (attacco ischemico transitorio), essendovi una retrogradazione del rischio. Tuttavia c’è da impegnarsi a fondo dato che esso è foriero di un secondo attacco più pericoloso del primo. Quali sono i sintomi di un ictus? Sono tanti. Nella maggior parte dei casi, oltre all’intorpidimento degli arti, per lo più da un solo lato, si accusa forte mal di testa, vertigini, mancanza di equilibrio, difficoltà a capire ed a parlare, abbassamento repentino della vista. È ovvio che l’arrivo del paziente al pronto soccorso dev’essere accelerato al massimo, essendo la prontezza dell’intervento l’unica possibilità di salvezza. L’attacco ischemico transitorio (con perdita momentanea di qualche funzione, per esempio impossibilità a parlare per qualche ora, è spesso provocato dal passaggio nel cervello di minuscoli trombi provenienti da un forellino altrettanto minuscolo detto forame ovale pervio che si trova sulla parete del cuore che separa i due atri, per cui, in caso di necessità, e cioè se non funziona l’anticoagulante, è anche possibile chiudere con un intervento ad hoc detto forellino raggiungendolo con un tubicino introdotto attraverso la vena femorale ed usando un “ombrellino” che viene aperto a cavallo del difetto (come illustrato in figura 3 con CHIUSURA DEL FORAME OVALE PERVIO).. Medicina 33 11.11.2014 e Medicina 33 19.11.2015.
Ma il luogo di origine può essere anche diverso. Se si individua con precisione il punto di partenza si può intervenire chirurgicamente, altrimenti bisogna prendere per tutta la vita anticoagulanti e tenersi sotto controllo, in particolare per la pressione.
- Il sangue circolante può non avere i giusti requisiti. È il caso dell’emofilia, caratterizzata da un difetto della coagulazione del sangue. Può essere di due tipi: A e B. i sintomi sono praticamente uguali. Solo con l’analisi di laboratorio si scopre il tipo: il primo è provocato da deficienza del FATTORE VIII, il secondo del FATTORE IX (vedere in figura 4 la struttura spaziale delle due molecole). Le due proteine agiscono all’interno di un complesso di reazioni costituenti la cosiddetta cascata della coagulazione. La malattia è trasmessa dalla madre genitrice tramite un cromosoma X difettoso. Per quanto riguarda la trasmissione de i due geni di detto cromosoma che codificano le rispettive proteine, possono verificarsi le combinazioni che sono schematizzate nell’immagine COME L’EMOFILIA, etc di figura 4.
A sostegno degli emofiliaci oggi si fa una profilassi per via endovenosa somministrando 2-3 volte alla settimana  il fattore di coagulazione deficitario tramite un concentrato che può essere un semplice plasmaderivato od un ricombinato  (ottenuto con tecniche di ingegneria genetica). Una speranza è riposta in certi farmaci capaci di protrarre a 10-15 giorni la trasfusione nel caso sell’l’emofilia di tipo B. Altri farmaci sono allo studio per tale prolungamento nel caso dell’emofilia A. La soluzione definitiva dell’emofilia sarà quella di Luigi NALDINI dell’Ospedale S. Raffaele di Milano, realizzata “addomesticando” un virus: la terapia genica, a cui avevamo accennato nell’articolo il DNA del 2011 del  febbraio 2012. Tale terapia verrà pronta tra qualche anno (va già bene sul cane). medicina 33 01.04.2015. Vedere le immagini LUIGI NALDINI ed IL VIRUS NAVETTA nella figura 4.

- Una malattia rara del sistema circolatorio è la sindrome di Marfan, che colpisce varie parti del corpo. Oltre all’ingrossamento dell’arteria ascendente si hanno manifestazioni oculari sfocianti in glaucoma e distacco della retina, manifestazioni muscoloscheletriche (tenere presente che gli ammalati sono molto alti, come il paziente in CARATTERISTICHE SCHELETRICHE DELLA SINDROME DI MARFAN di figura 4), manifestazioni polmonari, ed altre ancora. È per il 75% ereditaria ed è trasmessa da un solo genitore. In Italia le persone colpite sono annualmente tra 12.000 e 20.000.  La malattia è provocata da una mutazione del gene FBN1 (cromosoma 1515q21.1 – NOTA 1) che codifica per la proteina fibrillina-1, la cui immagine strutturale è indicata in figura 4 come PROTEINA FIBRILLINA. Essa partecipa alla costruzione dei tessuti elastici. La gestione della malattia, data la molteplicità della sindrome, non può che essere affidata a diversi specialisti. Sindrome di Marfan _ Atlante Medicina htm.
- Il sistema circolatorio linfatico ha la  principale funzione di trasportare liquidi, proteine e lipidi dallo spazio interstiziale dei tessuti al sistema circolatorio sanguigno (vedere qui sopra CORRELAZIONE TRA SANGUE E LINFA e SISTEMA LINFATICO).  Tra le malattie di detto sistema  vi sono le infiammazioni linfonodali causate da una recente infezione. (I linfonodi sono degli organi situati sul sistema linfatico aventi il ruolo di sviluppare la risposta immunitaria). Per debellare un’infiammazione dei linfonodi si può intervenire con una terapia antibiotica, trattandosi frequentemente di un’infezione batterica. Altro discorso è da fare per le tumefazioni denominate linfomi che possono essere originate negli stessi linfonodi od in altri organi. In questi casi  è richiesta la chemioterapia.
– Quando un paziente ha uno scompenso cardiaco così avanzato da non essere più curabile, bisogna intervenire con il trapianto (in figura 4) .Da quando nel 1967 Christian Barnard realizzò il primo trapianto, che fece tanta notizia, il numero di tali trapianti nel mondo è andato sempre più aumentando e solo in Italia nel 2014 se ne sono fatti 220. È tuttavia scarso il numero di donatori, per cui talvolta si ricorre al cuore artificiale che, purtroppo, almeno finora, può esser solo a durata non lunga; ma si spera che in avvenire si possa arrivare a lunghe durate. La sopravvivenza è oggi del 65%- 70% a 5 anni contro il 20-40% per i soggetti in attesa del trapianto. I progressi più significativi si hanno oggi nel campo dei farmaci antirigetto. Un eccellenza nel campo dei trapianti cardiaci è il  professore Francesco Musumeci dell’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini di Roma   edicina 33 del 26.03.2015.

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(NOTA 1) – Cioè subbanda 1 della banda 1 della regione 2 del braccio lungo del cromosoma 15.                                                        

 

problemi di capelli e cute

27 Aprile 2017 2 commenti

 

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la caduta dei capelli (alopecia, termine derivato dal greco “alòpex” = volpe, animale che perde il pelo a chiazze, coinvolge l’80% degli uomini, ed il 40% delle donne (il 70% dopo la menopausa). Negli uomini è provocata principalmente dal testosterone, attraverso il derivato diidrotestosterone (formula in figura 1), ma anche la predisposizione genetica ha la sua importanza. L’influenza della mascolinità sulla perdita dei capelli era già  stata riportata nel IV secolo a. C. da Aristotile che aveva osservato gli eunuchi non soggetti a quella perdita. Piuttosto frequenti sono l’alopecia cicatriziale che comporta la distruzione dei follicoli piliferi e che esiste in diverse forme corrispondenti a diverse cause. La cicatriziale  più frequente è quella detta di Broq che entra nel quadro clinico di una malattia che colpisce anche le unghie e le mucoseUn altro tipo è l’alopecia areata, dovuta ad un’aggressione del sistema immunitario, forse scatenata dalla presenza di un virus, ma con influenza ereditaria (errata combinazione di geni).

La cattiva nutrizione, il diabete, il lupus e l’anemia sono altre cause accertate determinanti la caduta dei capelli.
Per discutere sugli interventi che si fanno per ricostituire più o meno bene le chiome è utile vedere più da vicino dove e come i capelli nascono e spuntano. Il capello nasce sul fondo di un tubicino della pelle detto follicolo. Di follicoli ogni persona ne ha circa 100.000. La parte del capello che è sotto la pelle è la radice. Al disotto di essa vi è una formazione chiamata bulbo che viene alimentata dal circolo sanguigno. Vedere in figura 1 STRUTTURA DI CAPELLI E CUTE. È lì che si forma la cheratina (dal greco “kératos” = corno), una proteina basata sull’amminoacido CISTINA di figura 1,  di consistenza dura del tipo di quella delle unghie. Essa genera il capello che cresce alla velocità di circa 1 cm al mese. Il periodo di crescita detto anagen dura da 2 a 6 anni. Dopo un periodo catagen di 2-3 settimane in cui si ha crescita rallentata si arriva alla telogen che comporta la caduta del 15% dei capelli. Perdiamo normalmente 50-100 capelli al giorno, ma quasi non ce ne accorgiamo. Poi ricomincia la crescita. I periodi di crescita e di caduta sono diversi da persona a persona. Sono i geni che li regolano. Può accadere anche che improvvisamente in alcune aree la crescita cessi del tutto. Come già accennato, per l’alopecia areata può concorrere il sistema immunitario attivo contro le cellule preposte alla crescita.
 Un’interessante panoramica sulla struttura del capello si può trovare nel video YOUTUBE  The Structure of Hair _ CURLY HAIR SCIENCE SERIES Pt.1.mp4.
Studi approfonditi sulla caduta  ei capelli da parte di Angela Christiano, del Medical Center  della Columbia University, fanno prevedere che un bel giorno comparirà una cura radicale, ma per oggi ci sono cure non decisive.
L’areata si combatte oggi con il plasma ricco di piastrine, PRP), ottenuto per centrifugazione del sangue dello stesso soggetto avente caduta di capelli o diradamento. Si ha formazione delle due proteine indicate con le sigle PDGF e FGF, che aiutano alla rimessa in funzione del follicolo che cessa di essere atrofico.
Trattasi di una novità documentata scientificamente dalle riviste British Journal of Dermatology e Dermatologic Surgery. CMEIT – Centro Medico Eudermico Italiano – Tricologia Medica.htm                          Can PRP Cure hairloss  – Wembly Clinic..htm. Durante la cura PRP è  importante anche un’opportuna dieta. Uno degli specialisti più competenti nel campo è il dottor Fabio Rinaldi docente alla Sorbona di Parigi e presidente della IHRF (International Hair Research Foundation).. Ho posto in figura 1 l’immagine PRIMA E DOPO  RATTAMENTO PRP. Altro ben noto specialista del ramo è Pietro Gentile dell’Università di Tor Vergata che ha pubblicato su Stem Cell Translational Medicine Journal un articolo sui favorevoli risultati ottenuti con l’utilizzo del concentrato dei fattori di crescita ricavato dal sangue dello stesso individuo assoggettato al trattamento. Il plasma arricchito fa ricrescere i capelli – Salute – iltempo.pdf. Con la cura i capelli radi e soggetti a caduta diventano più corposi e non cadono più dopo 3 cicli effettuati a distanza di 30 giorni. Medicina 33 del 20’04.2016. Secondo studiosi giapponesi è l’età del soggetto che gioca un ruolo fondamentale nell’assottigliamento e nella caduta dei capelli perché, come afferma Emi Nishimura, un biologo della Tokyo Medical and Dental University, autore col suo team di un articolo su Science del 2016, le cellule staminali dei follicoli perdono la capacità di formare nuovi capelli, diventando cellule della pelle. Essi hanno stabilito che un danno al DNA causato dall’invecchiamento innesca la distruzione della proteina Collagen 17A1, cosa che a sua volta determina una diversa trasformazione delle cellule embrionali che diventano cheratinociti invece che capelli. Non pare che siano fornite anticipazioni su possibili interventi futuri per contrastare il fenomeno. ,One reason your hair is thinning_ Some of it turns into skin  Science _ AAAS. Poiché la caduta lascia indenne la nuca è possibile prelevare strisce posteriori (che però lasciano cicatrice) oppure, più frequentemente al giorno d’oggi, singoli bulbi piliferi (per cui però aumentano le sedute).

L’imbianchirsi dei capelli è un fenomeno dovuto al rallentamento della produzione di melammina. Recenti studi effettuati su 6.000 persone del Sud America di provenienza europea hanno individuato 18 geni che hanno a che fare non solo con l’imbianchimento, ma anche con  la robustezza delle sopracciglia  e della barba (Nature Communications dello 01.03.2016). Potranno questi studi aprire la porta a qualche scoperta contro i capelli bianchi? Per ora non se ne parla neanche.     Study finds first genetic links for gray hair, beard thickness, and unibrows _ Science _ AAAS.htm.
Quando si parla di capelli dei bambini, è inevitabile pensare ai parassiti che li possono infettare, soprattutto ai pidocchi. Non è vero che i pidocchi vanno sulle teste troppo pulite. La trasmissione avviene in primo luogo attraverso oggetti, come cappelli o pettini. La femmina dell’insetto si arrampica lungo il capello e va a depositare alla base di esso le minuscole uova lunghe meno di un millimetro (lendini). I pidocchi si combattono con creme contenenti gli insetticidi Piretrine o Malathion (in figura 1) ovvero con i siliconi, che determinano l’asfissia del parassiti. Utile anche un pettine a denti stretti per l’asportazione meccanica dei parassiti.
La sindrome deI capelli arruffati non pettinabli, quelli del piccolo Struwwelpeter, personaggio di un libro per bambini tedesco (figura 2), è provocata dai tre geni PADI3, TGM3, e TCHH. Basta che uno di essi funzioni male che i capelli diventino secchi, rigidi, impettinabili. Bad hair day  ‘Uncombable hair syndrome’ traced to gene mutations _ Science _ AAAS.htm.
Parliamo ora di cute. È noto che,particolarmente al mare, durante l’estate, si possono avere fenomeni di invecchiamento della pelle con la comparsa di rughe e macchie, e talvolta di tumori. Tali fenomeni sono dovuti ai radicali iberi provocati dalle radiazioni UV che agiscono sul DNA, in particolare gli UVB (lunghezza d’onda da 280 a 315 nm). I più pericolosi sono gli UVC  (da 100 a 280 nm), ma che fortunatamente sono assorbiti quasi del tutto dallo strato di ozono stratosferico. I raggi UV che passano sono più abbondanti tra le undici e le due del pomeriggio, per cui si consiglia di non esporsi al sole in quelle ore, ed usare nelle altre ore, se il sole è senza nuvole, dei ripari all’ombra o delle creme protettive.
Talvolta si pensa che le macchie della pelle siano un retaggio delle  persone anziane. Invece chi pensa questo si sbaglia inquantoché sempre più frequentemente esse si vedono sui volti delle persone giovani, specialmente donne in gravidanza o che usano la pillola, e la causa più frequente è dovuta all’esposizione incontrollata al sole ed all’azione conseguente sui melanociti produttori melammina.
Un problema molto diffuso è la sudorazione eccessiva della pelle. Essa avviene soprattutto laddove più abbondanti sono le ghiandole sudoripare, cioè  sotto le ascelle, sui palmi delle mani, e sulla fronte. Perché sudiamo? Per mantenere la temperatura nei giusti valori, per eliminare i peli superflui, per rendere più grassa la pelle, per combattere i microbi. Un caldo eccessivo  o fattori psichici fanno aumentare la quantità emessa che di norma è intorno ai 350 centimetri cubici. Ma talvolta l’iperidrosi è secondaria essendo causata da ipotiroidismo o da eccesiva obesità. In questi casi ovviamente bisogna intervenire sulla malattia fonte del malessere. Nel caso invece dell’iperidrosi primaria esistono creme contenenti molecole a base di alluminio o di alluminio e zirconio funzionanti da antitraspiranti per il fatto che vanno a depositarsi nei canalicoli da cui proviene il sudore e li tappano. Si usano di notte con risciacquo mattutino. Un altro metodo è quello della ionoforesi basata sull’utilizzo fi una debole corrente elettrica che fa migrare gli ioni riducendo la secrezione. Le parti del corpo interessate, ad es. le mani, vengono poggiate su di una grata collegata ad un generatore di corrente. Buoni risultati si hanno dopo almeno 10 sedute.
La pelle del collo e delle mani è la più sensibile eall’invecchiamento, la prima perché molto sottile, la seconda per l’usura. È un problema, particolarmente per le donne. Sono possibili trattamenti iniettivi di piastrine (PRP) per il collo ed anche per le mani. Del PRP abbiamo parlato anche a proposito dell’alopecia. La PRP prevede un semplice prelievo di una decina di centimetri cubici di sangue venoso della persona sottoposta al trattamento. Poi si centrifuga eliminando i globuli rossi. Il plasma così isolato, conosciuto anche come Platelet Gel, addizionato di uno specifico attivatore, agente sui fattori di crescita presenti, produce il ringiovanimento della pelle.
Vi sono svariati tipi di dermatite (parola del tutto equivalente ad eczema). In generale, è un’infiammazione cronica della pelle con arrossamento. Un tipo è la seborroica, con cause ignote.  Si manifesta con squame untuose sul cuoio capelluto, sui padiglioni auricolari, ed anche sul viso, sul torace, sulla schiena. Si tiene  a bada con creme contenenti corticosteroidi da usare per periodi limitati quando c’è peggioramento, occasionalmente.
La dermatite atopica è un’affezione caratterizzata da una maggiore permeabilità della pelle ad agenti esterni dannosi, come allergeni e microbi. La pelle malata può essere paragonata ad un muro i cui mattoni (cheratinociti) sono piuttosto sconnessi perché la malta (ceramidi ed altro) che li tiene assieme è rovinata. È presente soprattutto nei bambini. Fa prurito e non fa dormire durante la notte. È più localizzata sul viso e sugli arti. Si cura con pomate emollienti idratanti, con antinfiammatori, con cortisonici ed antistaminici.
La dermatite da contatto più frequente è quella causata dall’azione di metalli (per esempio, cinturino dell’orologio) o di sostanze prodotte da piante (come l’edera velenosa). È da notare che l’allergia a certi agenti (spesso i più impensati, come uova, latte, noci) è dovuta al contatto delle mani delle mamme sulla pelle dei bambini che non fa più da barriera agli agenti esterni. Nel 20% dei casi essa permane nell’età adulta. Vedere immagine di DERMATITE ATOPICA DELL’ADULTO in figura 2.
Ricapitolando, In linea generale le dermatiti, che normalmente provocano rossori, prurito, bollicine, si curano con corticosteroidi. Se vi è un peggioramento bisogna ricorrere agli antibiotici. Secondo Angeline Tay ed altri dell’A*STAR Institute of Medical Biology and the Genome Institute of Singapore, la dermatite atopica, la malattia che colpisce una persona su 5 nei Paesi sviluppati, con infiammazioni, pelle secca e pruriti, deriva dal microbioma della pelle  alterato. Si nota in primo luogo l’assenza di certi batteri capaci di ossidare l’ammoniaca. Sono quelli che vengono distrutti da certi saponi modernamente in uso. La malattia sconvolgerebbe quindi l’equilibrio dei batteri residenziali. Link discovered between skin disease and resident bacteria – A STAR Research.htm. 

Se sulla pelle si formano delle croste come farle sparire?  Si possono provare varie creme, soprattutto creme idratanti, da applicare per diverse volte, oppure fare applicazioni di soluzioni di bicarbonato, di sale di Epson, o di allume ferrico.
 L’esperienza dimostra che spesso è molto utile per le croste la crema Ecoval® contenente un cortcosteroide.
Il prurito cutaneo ha molte cause. Una tra le più impensate è  quella psicogena (generata  cioè da ansia, depressione o fobie). Esiste infatti una stretta correlazione tra cute e sistema nervoso. È frequente anche il rossore. Talvolta si hanno  manifestazioni di iperidrosi, alopecia, dermatite topica, acne tardiva   Per tale tipo di affezione cutanea oltre alle cure di uno psicoterapeuta  può essere impiegato un apposito farmaco che è la Capsaicina topica.  La formula di struttura della molecola è in figura 3.

Contro il prurito cutaneo che non rientra in malattie della pelle ben definite, ma caratterizzate da foruncoli e/o piaghe da grattamento si usa in primo luogo un antistaminico, per esempio il Robilas basato sulla Bilastina la cui formula di struttura è in figura 3. Essa contrasta l’istammina, uno dei principali responsabili delle allergie. L’istammina è una molecola prodotta nell’organismo dai basofili ed è coinvolta nelle manifestazioni allergiche, producendo prurito. Vedere formula in figura 3.
Oltre agli antistaminici l’approccio iniziale può essere l’uso di cortisonici topici e di antibiotici, come  la crema FUCIMIXBETA costituita essenzialmente da acido fusidico (antibiotico) e   betametasone (entrambe le formule sono in figura 3).. Per la ristrutturazione dei lipidi e per il mantenimento successivo si usa  il Ceramol 311, una crema  basata sui lipidi (ceramidi, colesterolo, acidi grassi).
Nei  giovani nel periodo della pubertà l’acne è un fenomeno abbastanza diffuso e direi quasi fisiologico. (Il nome deriva dal greco “akmé” = punta’, attraverso la forma “akné”, dovuta all’errore di un copista). Il problema è quando peggiora.
Può manifestare la comparsa dell’acne (pustole giallastre sul viso) non solo la pelle dei giovani nella fase di pubertà, ma anche quella degli adulti tra i 30 e i 60 anni , immagine ACNE in figura 3, (soprattutto se c’è familiarità), in particolare nelle signore attempate con incarichi importanti La seborrea, cioè l’’eccessiva produzione di sebo da parte delle ghiandole dei follicoli piliferi che di solito accompagna l’acne, è in quest’ultimo caso detta “della donna manager”, èd è provocata, come in ogni acne, dagli ormoni maschili (che pure le donne hanno), da stress, da predisposizione genetica.  L’acne si cura con applicazioni topiche di acido retinoico (un derivato della vitamina A) e di perossido di benzoile  (formule in figura 3). Il sole mitiga l’acne perché riduce la produzione di grassi coi suoi raggi UV e uccide i batteri che l’accompagnano. Comunque non bisogna esagerare ed usare sempre pomate. Se si prendono alcuni tipi di antibiotici  bisogna usarli di sera ed al sole mettere sempre creme efficienti.
Un tipo particolare di acne è la rosacea, detta così per un rossore improvviso o costante sul viso o da strisce rosse assieme a vari altri sintomi. Si cura con antibiotici o topici od assunti per via orale, ma anche, con laserterapia, perfezionata, più recente, non lascante tracce.
Sotto la pelle si può avere una neoformazione cistica,  un grumo molle che può essere dolorante e che può anche  infettarsi. Questo grumo si cura con farmaci steroidi associati ad antibiotico che riducono il gonfiore. Se si ingrossa va asportato chirurgicamente ed esaminato con una biopsia.
Un’affezione fastidiosa che compare sulle labbra quando meno la si aspetta prima come eritema con bruciore e prurito e poi con piccole lesioni a grappolo: è la febbre delle labbra o herpes labiale (herpes simplex, HSV). Vedere HERPES LABIALE in figura 4. Il virus rimane latente nelle cellule di alcune strutture nervose del volto e del midollo dopo una prima infezione durante l’infanzia, ma si riattiva in periodi di stress fisico e/o psicologico. Può però rimanere silente anche per tutta la vita. Sono le vescicole ad essere contagiose e l’infezione ha luogo per diretto contatto. Sebbene l’infezione si risolva quasi sempre spontaneamente, può essere utile accelerare la guarigione usando gel astringenti. Il virus ha successo nella sua persistenza nell’individuo affetto per tutta al durata della sua vita per il fatto che ha la forma di un piccolo DNA che si nasconde lungo il nostro DNA in posizioni che non vengono raggiunte dal sistema immunitario, similmente agli altri della famiglia Herpes (ad es. il Varicella zooster). Oggi, in base agli studi di Robert Jan Lebbinkr e colleghi del Medical Centre  dell’Università di Utrecht  sarebbe possibile intervenire sul DNA del virus attivo per sradicarlo, tramite il DNA editing denominato CRISPR/Cas, tecnica di modifica del DNA a cui avevo accennato nell’articolo il DNA del 2015 (visibile in Archivi del 28 ottobre 2015). L’intervento non riesce con il virus dormiente ,ma non si esclude che con il proseguo degli studi si riesca ad agire anche sul virus inattivo nascosto. DNA Editing Techniques Can Combat Herpes – Science News _ The Naked Scientists.pdf.                                                                            

Le piaghe da decubito si formano per pressione continuata delle ossa contro vasi sanguigni e muscoli che a loro volta inducono sfregamento della pelle contro una superficie non morbida  PIAGHE DA DECUBITO in figura 3). Si consiglia di far cambiare posizione ogni paio d’ore al paziente che ne soffre. In caso di lesioni si applichi un unguento cicatrizzante con garza di cotone traspirante.
Affezioni della pelle provocate da agenti esterni, come gli insetti, sono frequenti specialmente d’estate in vacanza (zanzare), ma anche in altre occasioni (zecche). Per lenire il dolore si usano: lavaggio con acqua, applicazione ghiaccio, un disinfettante, creme all’ossido di zinco. Se il ponfo è esteso usare crema cortisonica. In caso di shock anafilattico chiamare pronto soccorso.
Per quanto riguarda le scottature, se esse sono di primo grado, se cioè è interessata solo l’epidermide, per cui il rossore si schiarisce schiacciandolo, è sufficiente strofinare con una crema cortisonica e successivamente con una crema idratante. Se la scottatura è di secondo grado, se cioè è coinvolto il derma con formazione di vescicole piene di liquido, applicare una garza vasellinata e trattata con antibiotici ricoperta da una seconda garza sterile. Coprire infine il tutto con una benda e con una rete elastica. Le ustioni di terzo grado si riferiscono a tutto lo spessore della cute che è in molti casi annerita o imbrunita, dura al tatto, con il dolore quasi sempre assente perché sono andate distrutte le fibre nervose. In questo caso la cosa migliore è chiamare il pronto soccorso o farvisi accompagnare.
Ricordo ancora le seguenti malattie della pelle:
- l’impetigine, l’infezione cutanea più comune nei bambini, dovuta all’attacco dello Staphylococcus aureus che ha sede nel naso e dello Staphylococcus pyogenes che ha sede nella faringe. Si manifesta con bolle sierose sul viso e sul corpo evolventisi in abrasioni e croste giallognole che si allargano a macchia d’olio  e che possono essere anche pruriginose (in figura 4 IMPETIGINE). La cura, che porta generalmente alla guarigione, è fatta con applicazioni di una pomata antibiotica e di una soluzione di bicarbonato di sodio. Bisogna che il bambino si lavi spesso le mani e che non si gratti.
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la vitiligine che consiste nella mancanza di colore della pelle in alcune zone del corpo per assenza della molecola che lo fornisce, la melammina (in figura 4 assieme all’immagine VITILIGINE). Caratteristiche sono le chiazze biancastre come nell’immagine.  Tali chiazze sono forse provocate dall’azione degli anticorpi sui melanociti.  Sono possibili cure, ma esse non sono mai definitive. Parliamo di immunodulatori, fototerapia con raggi UVB stimolanti le staminali melanocitiche, impiego di laser ad eccimeri (cioè a dimeri di gas nobili), pure stimolanti, trapianto autologo di pelle avente colore normale.
- la pitiriasi versicolor prodotta da un fungo, il fungo di mare, che si manifesta con piccole chiazze chiare o scure principalmente sulle parti alte del corpo. La terapia va fatta alla prima comparsa si dette macchie e si fa con preparati antimicotici.
- il fuoco di Sant’Antonio (in inglese shingles). Con questo nome si indica una malattia della pelle che produce prurito e bruciori intensi. Il nome trae origine da Sant’Antonio Abate, l’egiziano vissuto nel III-IV secolo dopo Cristo che fu ritrovato morente dai discepoli ustionato da un terribile malanno: le piaghe sulla pelle. Il fuoco oggi più comune è quello da herpes zooster, una malattia di origine virale. Una volta si intendevano con fuoco di Sant’Antonio anche l’erisipela, un’infezione batterica della pelle, e l’ergotismo, un’intossicazione di origine alimentare dovuta ad un fungo presente nella segala. Oggi si intende con tale nome la malattia provocata dall’attacco alle terminazioni nervose della pelle da parte dell’herpes zooster, lo stesso virus che provoca la varicella, non eliminato del tutto durante la guarigione da essa durante l’infanzia e rimasto latente nell’età adulta. Si manifesta con bruciore, prurito e pizzicore nel lato del corpo innervato dai nervi detti dermatomeri. Dopo 1-3 giorni si hanno le bolle ed infine le croste. La parte mediana del corpo è quella interessata. In figura 4 vi è l’immagine FUOCO DI SANT’ANTONIO (HERPES ZOOSTER). Per lenire il dolore si usano il paracetamolo e la codeina. Per evitare complicazioni e per la guarigione definitiva si usano farmaci antivirali.
- le verruche, che sono causate da un’infezione provocata da un virus  della famiglia Hpv (Human papilloma virus). Si manifestano con escrescenze carnose che vanno dal bianco-grigio al rosa scuro e tendono a fare squame. È da queste squame trovantisi sotto le docce, nell’acqua delle piscine o delle saune che si prende l’infezione. È più facile l’attecchimento sulle persone con sistema immunitario depresso. La terapia più utilizzata è il trattamento con azoto liquido (in più di una seduta) che non lascia cicatrici o con il laser in caso di recidiva (intervento che può lasciare cicatrici o segni). Ho posto in figura 4 VERRUCA AD UN PIEDE.                       – la psoriasi, dal greco “ps?ríasis” = scabbia), un’affezione della pelle che, almeno nelle forme più comuni, preoccupa soprattutto per le implicazioni familiari e sociali (per quella collegata con l’artrite vedere in Archivi il mio articolo artrite ed artrosi del 13 febbraio 2013). Trattasi di una malattia a forte componente ereditaria che fa desquamare la pelle. Si forma soprattutto ai gomiti, alle orecchie, tra i capelli, sulla schiena e sulle ginocchia con squame di color bianco-argenteo. Osservare PSORIASI in figura 4.Trattasi di una disfunzione nella formazione dello strato finale (corneo) della pelle che ha luogo in tempi molto rapidi a partire dallo strato basale (8 giorni invece dei normali 28 giorni). Delle forme più comuni sono affette in Italia circa 2 milioni di persone. Fa la sua comparsa in un periodo della vita che va da 20 a 50 anni. A causa del prurito, le croste conseguenti al grattamento possono anche sanguinare. È per questo che la malattia desta un certo ribrezzo nel partner o nei figli e soprattutto nei colleghi di lavoro. La malattia si tiene a bada con vari medicinali, ma spesso è trascurata, anche perché non è contagiosa. Oltre ai formulati cortisonici usati all’inizio della malattia e per non lunghi periodi, trovano impiego quelli a base di derivati di vitamina D3 e di antralina ed un gel contenente il  retinoide tazarotene.  Degli ultimi due prodotti vedere le formule in figura 4. Qualche stabilimento termale con acque calcio-magnesiache propaganda anche la balneoterapia e la fotobalneoterapia rivendicando miglioramenti importanti per la psoriasi. Le pomate idratanti ed il bere molta acqua sono pure raccomandate. La malattia  non dovrebbe essere considerata di secondaria importanza  e va tenuta sotto controllo medico continuo perché può dar luogo ad altre affezioni, come artrite psoriasica, ipertensione, diabete, patologie cardiovascolari.

- Una grave affezione della pelle, purtroppo oggi in aumento, è il melanoma maligno. Bisogna osservare se un neo congenito cresce, fa prurito e sanguina. Ha un colore che va dal marrone chiaro al blu-nero, come il MELANOMA di figura 4. In tal caso bisogna andare dal medico specialista che fa fare un’analisi che, se positiva, richiede asportazione di un’ampia zona della pelle . Di solito, se le metastasi non sono avanzate (ciò avviene quando il tumore è asportato in tempo) si ha guarigione definitiva, altrimenti è impossibile salvarsi, essendo il melanoma il peggiore propagatore di cellule cancerose. È correlato con l’intensa esposizione al sole. Si presume che la riduzione dello strato di ozono (che riduce l’intensità dei raggi UV), sia una delle cause dell’aumento rispetto al passato. Circa l’insorgenza dei tumori della pelle, altro discorso è da fare con il basalioma più frequente nei marinai, agricoltori, operai edili, che può essere asportato chirurgicamente senza dare complicazioni. La genesi del melanoma, pericolosamente invasivo e molto più impegnativo, è pù complessa: compare anche in zone non esposte di recente al sole, ma probabilmente esposte durante l’infanzia quando si ebbero danneggiamenti ai geni del DNA produttori dei melanociti. Esisterebbe inoltre una tendenza genetica. ome riconoscere nei (o nevi) maligni e Melanomi   SPECCHIO E DINTORNI.htm.

SEGNALA UN ERRORE

 

 

 

 

 

 

passi avanti nella conoscenza del cervello

23 Marzo 2017 2 commenti

 

(vedere il mio precedente articolo il cervello, questo sconosciuto del 2 settembre 2008 visibile in Archivi)

 

è con la moderna tecnologia dell’imaging di risonanza magnetica che oggi come mai prima d’ora si stanno svelando i misteri del cervello. Oggi le tecniche di visualizzazione del cervello sono migliorate immensamente. LA RETE NEURONALE (figura 1) ci è diventata familiare ed è possibile con la tecnica CLARITY finanche vedere il cervello in trasparenza  (ad esempio si evidenziano dei particolari, come in CLARITY, etc. di figura 1).
La tecnica Clarity si basa sulla solubilizzazione dei lipidi  lasciando inalterata l’impalcatura dei neuroni, per cui diventa facilmente penetrabile la luce del microscopio. La mappa della corteccia è oggi totalmente rinnovata, con 180 aree per ciascun emisfero, di cui 100 nuove, come appare da uno studio pubblicato online su Nature il 20.07 2016 (osservare LA NUOVA MAPPA, etc in figura 1). Si è così scoperto che nell’area del linguaggio c’è un gruppo di neuroni che si attivano solo quando sentiamo delle storie e nell’area della corteccia visiva c’è un altro gruppo deputato esclusivamente a determinare l’ampiezza del campo visivo.

Ogni cervello è diverso dall’altro, per cui esiste in ognuno di essi un’impronta, quella dell’identità, simile all’impronta digitale. Secondo H. Gage e collab., questa caratteristica straordinaria è provocata da pezzi di DNA che nel nucleo cellulare si staccano e si riattaccano (geni saltatori) rendendo gli individui uno diverso dall’altro. Stiamo parlando dei retrotrasponi L1 o LINE1, chiamati con questa sigla perché traspongono a distanza (long interspersed nuclear elements) per mezzo di un RNA intermediario a cui segue la replicazione all’interno dello stesso DNA. Quando la retrotrasposizione L1 ha luogo durante la fase di sviluppo dell’embrione si ha il cosiddetto mosaicismo somatico, la condizione secondo la quale le cellule di una persona hanno diversi raggruppamenti ognuno dei quali rappresenta un fenotipo differente derivante da un diverso genotipo. Può l’ambiente  avere influenza sulla plasticità neuronale mediata da L1? Sì,  a retrotrasposizione L1 è influenzata, ad esempio, da nutrizione e stress della madre influenzante a sua volta l’embrione in sviluppo. Gli elementi L1 sono espressi in molti tessuti somatici, ivi compreso il cervello.
Sebbene sia ancora da accettare con sicurezza, è probabile che gli effetti provocati dalla retrotrasposizione L1 siano anche mediati da meccanismi epigenetici od ormonali. Vedere SUPPOSTE IMPLICAZIONI DEL MOSAICISMO SOMATICO etc.  di figura 1.
LINE-1 Retrotransposons  Mediators of Somatic Variation in Neuronal Genomes.htm.
Si trovano oggi spiegazioni anche per sentimenti, come felicità e tristezza, paura e disgusto. È quello che si sta facendo soprattutto all’Università di Amsterdam con il progetto europeo di mappatura del cervello di cui è stata leader fSuzanne Oosterwijk. Where is my mind  _ Horizon  the EU Research & Innovation magazine _ European Commission.htm. Per accennare alle conseguenze pratiche dello studio, immaginiamo che ad un partecipante si chieda di pensare e percepire l’esistenza nel modo che è per lui istintivo, poi in un modo totalmente differente. Si trova che la risposta impressa in seno alla stessa rete neuronale è totalmente diversa nei due casi. In base a queste risultanze, gli individui depressi  possono sfruttare la possibilità di modificare lo stato d’animo soltanto regolando le loro emozioni. Il problema è quello di convincere la gente depressa a cambiare e far loro capire che più si insiste in questo tentativo di cambiamento più è facile la guarigione. Vedere in figura 1 POSSIAMO CAMBIARE, etc con l’intricata rete neuronale modificabile.
Il mosaicismo di cui abbiamo parlato in precedenza indica che le persone sono tutte diverse l’una dall’altra già dalla nascita. Ma cambiano anche da adulte. Come ciò avviene? Questa domanda che si pone l’uomo comune se la pongono ancor più gli scienziati che allo scopo hanno creato un altro termine, il connettoma, che pur imitando foneticamente il genoma, ne è totalmente diverso perché è molto variabile e cambia durante la vita di un individuo. Conoscerlo nei suoi segreti significa tracciare una mappa delle connessioni, che sono miliardi e miliardi, impresa non facile, ma ritenuta possibile. Lo scopo è poi quello di trovare le cure per le malattie mentali (con modifiche delle reti neuronali mediante interventi molecolari). dalla rete di sinapsi alla coscienza, le scienze, luglio 2013, 10.                                                              

La coscienza, secondo una teoria detta darwinismo neuronale (o teoria della selezione dei gruppi neuronali o TSGN, o neurodarwinismo) proposta dal Nobel Gerard Edelman, è formata già nel cervello dei neonati, per cui i loro circuiti nervosi danno già luogo alla consapevolezza di se stessi e del mondo esterno, ma la loro formazione durante lo sviluppo fetale non si non si realizza via via secondo istruzioni programmate, ma attraverso la selezione da un repertorio primario delle mappe funzionali (selezione neurale), che viene poi modificato dalla un’altra selezione neurale dipendente dall’esperienza di vita (repertorio secondario) e dalla percezione del mondo esterno con aggiornamento continuo delle connessioni sinaptiche.
Uno studio pubblicato il 26 maggio 2016 in Current Biology getta nuova luce sulla coscienza, con l’ausilio della PET. Questa tecnica utilizza, come illustrato nel mio articolo i tumori del 2015 – seconda parte dello 08.09.2015, i positroni generati da una sostanza radioattiva immessa nell’organo da indagare. L’immagine è data dai raggi gamma formatisi per annichilazione positroni/elettroni. La sostanza radioattiva è spesso il fluorodeossiglucosio (FDG). Il cervello durante la sua attività cosciente consuma un certo quantitativo di glucosio. Se questo quantitativo si riduce al di sotto di certi limiti ecco che compare lo stato di incoscienza. Ciò hanno scoperto i ricercatori. Basandosi appunto sul consumo del tracciante FDG, Il 38% del consumo del riferimento (individuo pienamente cosciente) indica stato di totale assenza (vita vegetativa totale). Si ha un consumo del 63% se si verifica il risveglio con iniziale ritorno alla coscienza. Molte parti del cervello sono interessate al fenomeno. L’imaging non rivela infatti particolari localizzazioni.
Il passaggio degli impulsi sensoriali attraverso gli strati della corteccia cerebrale è stato studiato da Christine Constantinoble e Randy Bruno dell’Uiversità di New York sui topi (pubblicazione su Science). È stato chiarito il ruolo degli strati, quelli più profondi comuni con i rettili e quelli più recentemente evolutisi. I loro circuiti sono separati ed anche le funzioni sono diverse.
nuove vie per i sensi,  le scienze, agosto 2013, 28.    

La risonanza magnetica funzionale ha dimostrato che esiste un incremento dell’attività del nucleo accumbens quando facciamo cose piacevoli (studio pubblicato sulla rivista Neuropsychopharmacology, da ricercatori italiani e olandesi, coordinato da Viviana Trezza del Dipartimento di Scienze dell’Università Roma Tre). La cosa è stata dimostrata lavorando su certi ratti propensi al gioco. È molto probabile che anche nei giochi dei bambini, per esempio nei giochi di finzione con i compagni , venga esaltata questa attività. I bambini autistici sono carenti proprio nei giochi di finzione perché mancanti di immaginazione. Può esserci una correlazione tra funzionalità del nucleus accumbens e l’autismo? Sarebbe da studiarla. Vedere in figura 1 DOVE SI TROVA; etc. Oggi, anche se non decisivi, passi avanti si sono avuti nella conoscenza dei fattori che determinano l’autismo nei bambini. Secondo una teoria, avverrebbe tutto nella fase prenatale a seguito di infezioni. Un’accertata causa dell’autismo è stata trovata di recente: il virus dell’Herpes simplex tipo 2 (HSV-2) danneggia il cervello del feto se la madre ne è affetta durante la gravidanza (rivista Nature, febbraio 2017); ma si tratta solo di una maggiore probabilità Un’altra acquisizione è che l’autismo è di natura fortemente genetica: Sembrava finora che vi fossero 4 – 5 geni interessati; ma secondo uno studio pubblicato sulla rivista Nature nel 2014 vi sono interessati 100 geni. I 100 geni coinvolti nell’autismo – Wired.htm.
Molta perplessità esiste su certe cure che vengono proposte da qualche parte per contrastare autismo, dislessia, ADHD (attention deficit hyperactivity disorder, deficit di attenzione/i8perattività), ed altro. Doctors skeptical of center’s claims Milwaukee Journal Sentinel.htm.
 Oggi si conosce bene anche il meccanismo biochimico della trasmissione sinaptica. Vedere SINAPSI CHIMICA nelle immagini tratte dal video  How do Nerves Carry Information? – Naked Science Scrapbook – YouTube.
Quando i neuroni di uno spettatore si accendono alla vista dell’attore Clint Eastwood sul cavallo nel film Gli spietati (Unforgiven) del 1992, è possibile che essi diventino contemporaneamente sensibili ai paesaggi ed agli oggetti che circondano il protagonista. Secondo uno studio effettuato su pazienti epilettici a cui erano stati impiantati elettrodi nel cervello nel lobo temporale medio (MTL), la velocità di accensione di certi neuroni che in precedenza si erano accesi in risposta alla sola immagine di Eastwood, dopo esposizione all’altra immagine frutto della sovrapposizione Eastwood + torre di Pisa, era molto maggiore, fino al 230% (studio pubblicato nel luglio 2015 su Neuron da Itzhak Fried, un neuroscienziato dell’Università di California, Los Angeles). How your brain links people and places _ Science_AAAS _ News.htm.
Lo stato di benessere  di una persona, condizione positiva della mente denominata sistema di ricompensa (reward system) a cui è associata la sensazione di uno stato fisico ottimale, favorisce il sistema immunitario. È quanto hanno potuto stabilire, lavorando sui topi, ricercatori del Technion-Israel Institute of Technology. Power Of Positive Thought – Science News _ The Naked Scientists.htm. 

Sarebbe bello se gli psicoanalisti potessero rivedere i sogni registrati dei loro pazienti. Non siamo ancora a quel punto, ma la strada è ormai tracciata. Scienziati dei Computational Neuroscience Laboratories ATR (Advanced Communication Resarch Institute) di Kyoto in Giappone, con a capo il professore Yukiyasu Kamitani, hanno rilevato (per ora in forma rudimentale ed in bianco e nero) immagini impresse nel cervello di volontari che si sono sottoposti agli esperimenti. Hanno usato il metodo della risonanza magnetica ed un particolare programma.  È noto che durante il sonno rem (rapid eyes movement) si possono formare nel cervello Immagini dovute all’attività cerebrale che noi definiamo “sogni”. Orbene, queste immagini localizzate nell’ippocampo vengono trasmesse alla corteccia cerebrale e da qui captate dalla macchina che registra non tutto quello che si è sognato, ma dei particolari, ad esempio una persona, un’auto, un’abitazione. La cosa è possibile perché un decoder in un database trasforma i segnali provenienti dal cervello del sognatore in un linguaggio  comprensibile dalla macchina.
Il database viene preparato da sognatori volontari dormienti in un apparecchio fMRI (imaging tramite risonanza magnetica funzionale) con gli elettrodi attaccati alla testa, svegliati dopo aver fatto il sogno perché lo possano raccontare in tutti i particolari e perché possano associarlo ad una foto che loro prescelgono  da tutta una serie. Questa foto corrisponde ad un elemento caratteristico del sogno stesso (ad esempio un’abitazione), con lo scopo di “addestrare” l’algoritmo. Si può osservare che la costruzione di una vera mappa dei sogni richiederà tempo e pazienza perché la macchina indovina ora solo il 60% dei casi. Altra limitazione importante è che il decoder è individuale, cioè non funziona quando deve interpretare il sogno di un’altra persona. Brain Scans Help Decode Sleepers’ Dreams.htm, Decoding Dreams – The Powerstates Blog.htm.
Il premio Nobel per la Medicina ela Fisiologia 2014 è andato a John O’Keefe dell’University College di Londra, ed ai coniugi ‘
May-Britt Moser ed Edvard I.Moser della Norwegian University of Science and Technology di Trondheim  per La scoperta del cosiddetto sistema GPS interno localizzato nell’ippocampo che ci permette di fissare il nostro orientamento nello spazio.
Perché i neuroni Gps hanno vinto il Nobel per la medicina  – Wired.htm.
Del cervello, macchinario meraviglioso, conosciamo sempre troppo poco rispetto a quanto desidereremmo conoscere. Tuttavia ogni anno si aggiungono dei tasselli. Una rimarchevole scoperta oggetto ora di ricerca in tutto il mondo che ha messo in evidenza aspetti del cervello aventi importanza nello stabilirsi delle relazioni sociali è quella dei neuroni specchio (mirror neurons). Sono quelli che ci permettono di capire le altre persone e di interpretare i loro sentimenti. Di fronte a situazioni emotive i neuroni di certe aree del nostro cervello appartenenti ai lobi frontale e parietale si attivano (sono LE ZONE IN CUI SI ATTIVANO, etc. di figura 1), creano sinapsi e liberano neurotrasmettitori. Il fenomeno fu inizialmente scoperto dal professore Giacomo Rizzolatti (figura 1) e dai suoi collaboratori (Università di Parma) quando si osservavano certi segnali provenienti dal cervello di una scimmia. L’attivazione aveva luogo nel momento in cui del cibo veniva caricato in un contenitore ed osservato a distanza dall’animale allo stesso modo di quando gli veniva offerto (sincronia tra azione ed osservazione). In altre parole quei neuroni si attivavano non soltanto allorché la scimmia compiva una certa azione, ma anche quando quest’azione veniva preparata a distanza da altre persone. Nel prosieguo degli studi si è capito che queste attivazioni dei neuroni sono importanti perché ci fanno entrare in empatia col prossimo, provare gioia quando un altro prova gioia, provare dolore quando un altro prova dolore.
Da diversi decenni si conoscono le fonti del linguaggio nel nostro cervello. Le zone finora individuate sono due, l’area di Broca e l’area di Wernicke le cui disfunzioni producono due tipi di afasia differenti. Nell’area di Broca si attiva il programma neuromotorio per la produzione del suono (bocca, lingua, laringe), mentre nell’area di Wernicke la forma visiva della parole a cui è deputata la corteccia occipitale viene trasformata in in forma sonora.
È sorprendente tuttavia che, in base a  recenti indagini, Josef Rauschecker, un neuroscienziato del Dipartimento di neurologia del Georgetown University Medical Center (GUMC) affermi, in base a ben 115 studi di imaging cerebrale, che la vera area di Wernicke è tre centimetri più frontalmente di quanto si pensava finora, nel giro temporale superiore. Dov’è (davvero) l’area del cervello che elabora il linguaggio – Le Scienze.htm. Vedere immagine BROCA E WERNICKE in figura 1.
Secondo alcuni ricercatori giapponesi lo dell’Università di Kyoto stare in piedi su una sola gamba per meno di 20 secondi potrebbe significare che si è a rischio di microangiopatia. Il 15-30% dei partecipanti allo studio aventi il disturbo dell’equilibrio ha mostrato anche irregolarità cerebrali alla risonanza magnetica. Tuttavia è da notare che detto studio non ha preso in considerazione altri parametri fisici che potrebbero influenzare l’equilibrio. Capaci di stare su una gamba sola  L’equilibrio svela il rischio di ictus e declino cognitivo _ Ok Salute e Benessere.htm.
Il comportamento antisociale dei psicopatici ed il loro istinto criminale è stato spiegato da alcuni scienziati con alterazioni delle funzioni di componenti del cervello, come le connessioni ridotte tra la corteccia ventromediale prefrontale e l’amigdala (vedere in figura 1 PARTI DEL CERVELLO DI UNA MENTE CRIMINALE, etc.), strutture che regolano emozioni e comportamento sociale se comunicano correttamente. i meccanismi della memoria  Benessere_com.htm.  Questi individui mancanti di empatia, senso di colpa o rimorso sono stati studiati lungamente dal neuroscienziato Kent Kehl dell’Università del Nuovo Messico che ha accertato negli istituti di pena su moltissimi  individui le correlazioni di cui sopra. Psychopaths’ brains show differences in structure and function.htm. Le alterazioni rispetto alla norma nel neuroimaging sono ben lontane da essere limitate alle connessioni tra amigdala e corteccia prefrontale. È infatti interessato tutto il sistema limbico, notoriamente sede delle emozioni e dei sentimenti. Il sistema limbico comprende essenzialmente l’ippocampo, il cingolo, il fornice ed il corpo calloso.  Vedere in figura 1 SISTEMA LIMBICO.

Questi risultati della neuroscienza sono entrati nei tribunali influenzando le sentenze non solo in USA, ma anche in Italia, come nèl caso di Stefania Albertani che costrinse al suicidio la sorella e ne bruciò il corpo, poi strangolò la madre e ne bruciò il corpo. Sulla base delle indagini neuroscientifiche fu considerata parzialmente insana di mente e condannata nel 2011 a soli venti anni di carcere.

Passi avanti sono stati fatti nella conoscenza di come funziona la memoria. Quando acquisiamo una nuova conoscenza il primo componente del cervello a recepire è l’ippocampo che trasmette al talamo ed ai circuiti encefalici della alla corteccia cerebrale. È in essi che avviene l’archiviazione, suddivisa in categorie (vedere in figura 1 UN’ESPERIENZA NUOVA, etc. L’archiviazione avverrebbe tramite proteine preesistenti nel caso della memoria a breve termine (per esempio quella momentanea che ci permette di fare mentalmente una moltiplicazione od una divisione, ma di cui non ricordiamo i particolari dopo un po’ di tempo una volta completato il calcolo, e di proteine nuove nel caso della memoria a lungo termine (è quella che comunemente chiamiamo memoria), come può essere il ricordo dei nomi dei nostri parenti od amici.
Nuove scoperte fanno pensare che l’RNA giuochi un ruolo fondamentale nell’apprendimento e nella memoria (pubblicazione su Journal Proceedings of the National Academy of Sciences da parte di scienziati del Florida campus of The Scripps Research Institute [TSRI], Columbia University e della University of Florida, Gainesville. Nelle loro ricerche essi hanno studiato i meccanismi della memoria di un verme, l’Aplysia, isolando o e caratterizzando  nelle sue sinapsi ben 6000 sequenze di RNA sia codificante che non (e, stranamente, anche antisenso!), proveniente dalle cellule nervose corporee. Le molecole di questo RNA vengono veicolate sulle sinapsi dalla chinesina, ma una volta a destinazione sono prese in consegna da da “altri meccanismi locali”. Efficace la similitudine data dall’articolista, che paragona la chinesina al taxi che porta in albergo le valige di un viaggiatore, che vengono poi consegnate al portiere. In conclusione, si spera che questo nuovo approccio possa servire a rispondere alle tante domande che ci poniamo sulla formazione della memoria. Ad esempio, premesso che la sintesi di nuove proteine è essenziale per la memoria a lungo termine e che per tale scopo sono indispensabili gli RNA suddetti, quanto a lungo essi vengono mantenuti? Quali proteine sintetizzano? Qual’è il meccanismo per il mantenimento deiia memoria? Novel approach to find RNAs involved in long-term memory storage.htm.
Di notevole interesse è la notizia che gli astrociti, cellule gliali del sistema nervoso centrale a forma di stella (vedere in figura 2 ASTROCITI, etc), non servono solo come sostegno e nutrimento dei neuroni, ma attivano la memoria e l’abilità di apprendimento. È quanto si è visto nei topi nel cui cervello cui cervello è stato effettuato trapianto di astrociti umani (studi di  Steven Goldman  e collab. dell’University of Rochester Medical Center di New York). Gli astrociti umani sono più grandi ed hanno diramazioni 10 volte maggiori di quelli del topo: ciò spiega l’incremento di intelligenza del roditore. Human Brain Cells Boost Mouse Memory – ScienceNOW.htm.
I
disturbi della memoria sono un fenomeno che interessa il 7% della popolazione di ultrasessantacinquenni ed il 30% degli ultraottantenni. Secondo gli scienziati si possono prevenire non interrompendo mai esercizio fisico ed intellettivo, e con una corretta alimentazione.
Per potenziare le attività cognitive del cervello (in inglese Brain achievment), in sostanza migliorare l’intelligenza, esiste già qualche farmaco che sembra prestarsi allo scopo, come la caffeina. Altre molecole sono ora disponibili e se ne nota la loro presenza sul Web. Studi sono in corso in questo campo da parte del professore Alessandro Rossi dell’Università di Siena, lo stesso che ne ha parlato a Radio 3 scienze il 20.10.2014.

Un’altra scoperta importante nel campo del funzionamento del cervello è quella sulle funzioni delle colonne di neuroni della corteccia cerebrale, cellule nervose allineate radialmente nella corteccia. Introducendo in una cellula neuronale madre una proteina fluorescente (visibile con un opportuno microscopio) si è visto che frequentemente due cellule figlie f crescono sulla stessa colonna e tra di loro avviene un accoppiamento elettrico per mezzo di minuscole strutture chiamate gap junction da cui si formano poi sinapsi.
Questa ricerca, comprendente due lavori, uno di Yu Y. C. e collab.(pubblicato su Nature, vol.486, 113-117) e l’altro pure di Li Y. e collab. (pubblicato su Nature, vol.486, 118-121), è importante perché rappresenta l’inizio di un cammino che potrebbe svelare il mistero dei meccanismi di formazione del pensiero. quelle colonne di neuroni, le scienze, settembre 2012, 23. 
Il premio Nobel per la Chimica 2012 è stato assegnato a  agli americani Robert J. Lefkowitz e Brian K. Kobilka per i loro studi sui recettori cellulari accoppiati alle proteine G (G-protein–coupled receptors). Le proteine G, appartenenti alla più ampia classe delle GTPasi, agiscono come interruttori molecolari essendo caratterizzate dal fatto che sono “on” quando legate al GTP (guanosina trifosfato), mentre quando legate al GDP (guanosina difosfato) sono “off”. Ciò facendo esse trasmettono all’interno della cellula segnali provenienti dall’esterno. La trasmissione è possibile perché la cellula è provvista di recettori sulla membrana. Sono quest’ultimi in notevole numero, codificati da circa mille geni, e sono sensibili, ad esempio, agli odori, ai sapori, all’adrenalina, alla dopammina, alla serotonina. In sostanza, le proteine G sono dei regolatori dell’espressione dei geni. In figura 2 è stata posta l’immagine che cerca di chiarire L’ACCOPPIAMENTO PTOTEINA G/RECETTORE. Si può immaginare l’importanza della conoscenza di tale accoppiamento per l’uso dei farmaci, tenuto conto del fatto che almeno metà di quest’ultimi realizzano il loro effetto per il via libera dei recettori accoppiati con le proteine G. Proprio a causa di tale importanza il premio Nobel fu dato ai tre di cui sopra.
A proposito di serotonina, il neurotrasmettitore detto anche “ormone della felicità” od “ormone del buonumore” (formula in figura 2), che combatte la depressione (lo stato d’animo che si manifesta spesso con tristezza irrefrenabile e prolungata), è stato trovato un pratico metodo di analisi che permette di collegare “la velocità di assorbimento (captazione) della serotonina nelle piastrine del sangue con la funzione di una rete del cervello che si attiva in caso di depressione”, come espresso da Depressione, la diagnosi con un prelievo del sangue – Rai News.htm. Il lavoro originario è del professor Lukas Pezawas dell’Università di Vienna.
Della funzione della serotonina avevo parlato nell’articolo il cervello, questo sconosciuto visibile in Archivi del settembre 2008. In aggiunta a quanto si disse allora ricordo che, oltre agli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina,  agli psicotici vengono dati anche medicinali che riducono la produzione di dopammina (formula in figura 2) perché fu osservato che un eccesso di trasmissione dopaminergica è controproducente.
Tornando alla serotonina, un nuovo studio ha dimostrato che in molti casi il gene generante l’enzima triptophan hydroxylase-2, produttore dell’ormone, può presentarsi mutato quasi annullando la disponibilità di serotonina per il cervello. Il gene mutato sarebbe addirittura 10 volte maggiore nei pazienti depressi rispetto ai pazienti normali del gruppo di controllo. Le persone affette da tale mutazione non trarrebbero vantaggi dalle cure basate sugli antidepressivi che lavorano tramite l’arricchimento in serotonina nelle cellule cerebrali. Lo studio è del dottore Marc Caron, et al. della Duke University ed è stato pubblicato nel gennaio 2005 dalla rivista Neuron. Mutant Gene Linked to Treatment-Resistant Depression, December 14, 2004 Press Release – National Institutes of Health (NIH).htm. Successivamente un altro gruppo di ricercatori dell’Università di Granada capeggiati da Jorge Cervilla Ballesteros (pubblicazione su Molecular Psychiatry) ha scoperto la mutazione di un altro gene, il gene transporter della serotonina chiamato PREDICT, che ha rapporti con l’esordio della depressione. Mutation In Serotonin Transporter Gene May Lead To Custom Antidepressants.htm
Per quanto riguarda  la depressione, si ricorda un famoso artista che ne fu affetto, van Gogh. Vedere nella figura 2 SULLE SOGLIE DELL’ETERNITÀ, un dipinto simbolo dello stato d’animo dell’artista.
Yra le curiosità del cervello dev’essere annoverata la scoperta pubblicata su Nature dal ricercatore Daniel Kennedy del MIT di Boston secondo la quale  il cortisolo, l’ormone dello stress (formula in figura 2), è più basso (e così pure la pressione arteriosa) per chi vive in campagna rispetto a chi vive in città.
Della funzionalità del cervello sappiamo che i due emisferi sono deputati in ad attività prevalentemente diverse e conosciamo le vie ottiche e le zone  dove percepiamo i segnali che provengono dai sensi (vedere in figura 2 FUNZIONALITA’ DEGLI EMISFERI CEREBRALI, etc. e FUNZIONI CEREBRALI).
 La visione è un fenomeno straordinario che costituisce oggetto di studi sempre più approfonditi. Cito, tra gli altri, il professore Terrence Sejnowski che dirige il Computational Neurobiology Laboratory al Salk Institute in La Jolla, California. Egli si propone di capire come funziona il sistema di temporizzazione dei cosiddetti spike, gli impulsi nervosi, o potenziali di azione, provenienti dalla retina che permettono al nostro cervello di definire i particolari degli oggetti che vediamo. Ciò permetterebbe di costruire congegni elettronici, somiglianti al nostro cervello, più efficienti dei dispositivi digitali tradizionali.
il linguaggio del cervello, le scienze, dicembre 2012, 52.
Per la prima volta i ricercatori hanno studiato i coni dell’occhio in azione e capito che essi non fanno solo quello che si pensava  facessero, e cioè rivelare i colori, perché  solo 1/3 di essi invia segnali a colori. Con la nuova tecnologia gli scienziati vedono perfettamente se i singoli coni lavorano bene o male. Most cones don’t really see color – YouTube. Htm. 

Per fare il punto sulle conoscenze che oggi abbiamo sulla visione ho riportato un paio di illustrazioni (in figura 3 DAL FRONTE DELL’OCCHIO, etc e IL SEGNALE ELETTRICO, etc.) tratte da un articolo dello Howard Hughes Medical Institute
(HHMI) Senses-HowardHughesMedCenter.pdf.  Per maggiori dettagli si veda ancora in figura 3 l’immagine LA FOTOTRASDUZIONE  tratta da Capelli 4.Visione_02.pdf.
La scienza si è dedicata poco a studiare i rapporti tra meditazione orientale ed effetti sulla psiche, anche se oggi studi sono in corso. Sembra tuttavia che una pratica regolare di tale disciplina influenzi il cosiddetto circuito della dopammia, il neurotrasmettitore del piacere e della gratificazione.

Qualcosa in più sulla sclerosi laterale amiotrofica (SLA) si sa con il lavoro di un Consorzio di ricerca internazionale spiccano molti centri di ricerca italiani, che ha individuato un gene difettoso, il Matrin3, localizzato sul cromosoma 5 (Nature Neuroscience, anno 2014). Matrin3, una nuova mutazione causa della SLA.htm. L’RNA messaggero del gene normale codifica una proteina tramite la quale l’informazione genetica dal nucleo viene trasportata ai ribosomi dove vengono sintetizzate altre proteine intracellulari del neurone motorio. Il guasto ne disturba l’equilibrio di produzione. Si pensa che un meccanismo analogo esista anche per la Sla non ereditaria che è la più frequente.
Torniamo a parlare di memoria. E’ la neurogenesi (cioè la nascita d nuovi neuroni) durante il periodo dello sviluppo che fa cancellare i ricordi della prima infanzia. La cosiddetta amnesia infantile si ha perché i nuovi neuroni cancellano i vecchi. È stato dimostrato sui topi (lo studio è sulla rivista Science a firma di Katherine Akers e colleghi dell’Hospital for Sick Children, di Toronto). Canada,.
Per molto tempo si è pensato che noi siamo nati con tutti i neuroni che abbiamo oggi. Ora sappiamo invece che certe regioni del cervello continuano a produrli. È sorprendente che oggi siamo anche in grado di vederli in azione negli animali, come in figura 3 con NEURONI NEONATI, etc (ricerche di Attila Losonczy e colleghi del Columbia Medical Center di New York).
Il tessuto che nella profondità del cervello produce nuovi neuroni fino alla tarda età è situato nel giro dentato (dentate gyrus) dell’l’ippocampo (hippocampus), visibile nell’immagine GIRO DENTATO ED IPPOCAMPO di .

Accanto si possono osservare i I NEURONI NEONATI ED I NEURONI ADULTI DEL GIRO DENTATO, in quest’ultima immagine rispettivamente in rosso ed in verde. È probabile che questi neuroni sopperiscano con il loro intervento alle deficienze che si verificano allorquando, nel caso degli uomini, per fare un esempio, non si ricorda l’area di parcheggio della propria macchina. Tale abilità risulta molto ridotta se la persona ha disordini mentali, come lo stato di ansietà. I ricercatori (pubblicazione su Neuron del 10.03.2016) hanno operato su topi con DNA modificato in modo tale che i neuroni giovani producessero una proteina dalla fluorescenza rossa ed i neuroni vecchi, mescolati a quelli giovani, producessero una proteina fluorescente verde. Un particolare microscopio miniaturizzato, provvisto di fibra ottica la cui punta è idonea a fare la scansione, era montato in testa al topo (vedere l’immagine FIBROSCOPIO A DUE FOTONI)). Per il montaggio, l’animale veniva previamente anestetizzato, ma una volta risvegliatosi era libero di muoversi pur avendo impiantato sulla testa il fibroscopio, e ciò permetteva ai ricercatori di osservare il comportamento neuronale di fronte a certe variazioni della situazione esterna. Usando la tecnica optogenetica con cui era possibile attivare o spegnere tramite la luce l’attività dei neuroni, essi silenziarono quelli giovani, lasciando inalterati i vecchi. Si osservò che i topi che avevano ricevuto un colpetto da parte del piede del ricercatore in una prima usuale cameretta non la trovavano diversa da un’altra cameretta lievemente differente in cui non avevano ricevuto il colpetto. A loro sembravano entrambe identiche: infatti  mostravano paura sia quando posti in una che nell’altra cameretta. Gli animali di controllo aventi attivi i neuroni giovani, al contrario, avevano paura solo nella cameretta dove avevano ricevuto il colpetto. Un altro esperimento fu fatto osservando le cellule nervose mentre i topi si muovevano su di una prima ruota  (vedere in figura 4 RUOTA DA ESPERIMENTO PER TOPI) e poi su di una seconda variata d’aspetto in modo tale da cambiare gli stimoli sensoriali nel cervello degli animali. Quando essi erano sulla seconda ruota potevano sentire anche suoni o percepire odori differenti. I topi a cui tramite la tecnica optogenetica era stata cancellata la possibilità di utilizzare i neuroni neonati non percepivano più le differenze tra le due situazioni. Non percepivano neanche le situazioni di pericolo: Per esempio, se sulla prima ruota avevano subito una piccola scarica elettrica e sulla seconda ruota no, avevano paura di entrambe le ruote. conclusione fu che le cellule giovani sono più eccitabili delle vecchi e codificano i nuovi stimoli in misura maggiore e. Scientists watch activity of newborn brain cells in mice; ScienceDaily.pdf     Newborn neurons observed in a live brain for first time _ New ScientistAbstract.
 Gli animali parlano tra di loro? Pare proprio di sì. Il bello è che si tratta di due specie differenti: orche e delfini (in figura 5). Tre orche tenute in cattività che avevano solo i delfini come amici fischiavano alacremente ed emettevano treni di clic  e ronzii simili a quelli dei delfini, a differenza di quanto succedeva con altri delfini tenuti isolati senza la presenza di orche. Si conclude che le orche sono una delle poche specie animali, tra cui l’uomo, in grado di realizzare l’apprendimento vocale. Lo riportano alcuni scienziati nel numero di ottobre del 2014 del Journal of Acoustical Society of America. Captive orcas speak dolphin   Science AAS
News.htm. Q
ual’è la differenza tra l’intelligenza di un’ape e quella di un uomo? E tra una gazza, animale intelligentissimo, ed un uomo? È vero che la nostra intelligenza è eccezionale? Enorme, ma un’ape ha un cervello contenente 100.000 volte meno neuroni, eppure sa dialogare con un’altra ape a modo suo, cioè facendo una danza a forma di otto (in LA FASE DI ONDEGGIAMENTO, etc).
C
iò che abbiamo detto sopra rappresenta senza dubbio un insieme di piccoli passi nella conoscenza dell’organo più nobile del nostro corpo; ma, se tutto andrà come si spera, il grande passo si avrà con gli studi sistematici intrapresi sia in Europa che in USA da centinaia di ricercatori con due megaprogetti da alcuni miliardi di euro e di dollari. L’obiettivo più ambizioso è capire come si forma la coscienza individuale.    SEGNALA UN ERRORE

 

 

 

 

l’insonnia

30 Gennaio 2017 3 commenti

(vedere anche il mio articolo il cervello, questo sconosciuto visibile in Archivi dello 02.09.2008).

DUMAS ED IL SONNO
accenniamo ad alcune caratteristiche del sonno. La regolazione sonno/veglia è affidata all’ipotalamo (per la sua collocazione nel cervello vedere figura 1), che secerne l’orexina (od oresssina, dal greco “òrexis” = appetito per la sua azione stomachica, cioè stimolante dell’appetito. Un altro nome è quello di  ipocretina (cioè prodotta dall’ipotalamo ed alquanto analoga alla secretina intestinale). Questo neurotrasmettitore peptidico, tramite le connessioni con tutto il cervello e con il midollo spinale, regola il ritmo sonno/veglia ed anche l’appetito. Per questa seconda attività vedere in Archivi il mio articolo le cause dell’obesità del 27 agosto 2011. In esso, nella figura LA CHIMICA DELL’OBESITÀ, è possibile osservare anche rappresentazioni
 delle strutture spaziali dei due tipi in cui l’orexina si presenta (la A e la B). La deficienza di orexina è la causa prima di una malattia, la narcolessia, caratterizzata dai colpi di sonno che nelle persone affette dal disturbo si verificano ogni 2-3 ore accompagnati da riduzione del tono muscolare. Nella narcolessia il sistema immunitario attacca le cellule nervose produttrici di orexina ed il sonno risulta scompaginato.
Una seconda sostanza, la melatonina, formula in figura 1, prodotta nel cervello dall’epifisi o ghandola pineale, determina il periodo della giornata in cui bisogna dormire: la sua concentrazione raggiunge il massimo vita le 2 e le 4 di notte. Essa non è un vero e proprio ormone perché, a differenza di quest’ultimo, non è prodotta solo dalla pineale, ma anche dalla ipofisi, dalla tiroide e dalle gonadi, e non esiste un fattore per il  suo rilascio.  Vedere la posizione dell’epifisi nel cervello in figura 1 nell’immagine EPIFISI PRODUTTRICE, etc. La melatonina viene sintetizzata dall’organismo a partire dall’amminoacido triptofano (struttura ancora n figura 1). Il sonno normale è costituito da due fasi: il sonno rem che si alterna con il sonno non rem. Nelle 8 ore in cui generalmente si dorme in gioventù esso dà luogo a 4-5 cicli, come illustrato in figura 1 nell’immagine ESEMPIO DI CICLI, etc. Il sonno rem , chiamato così a causa del movimento oculare rapido, in inglese rapid eye movement, o nistagmo, è caratterizzato dai sogni e dalla variazione della pressione arteriosa nonché da irregolarità della respirazione.

La funzione del sonno, oltre a ridare energia a tutte le cellule dell’organismo, fortifica la memoria. Si sa per esempio che durante il sonno i dati della memoria a breve termine sono trasferiti nella memoria a lungo termine. Inoltre tutti ricordiamo che, quando andavamo a scuola, alla sera non riuscivamo a ripetere la poesia da imparare a memoria, ma vi riuscivamo al mattino dopo “avervi dormito su”. Gli scienziati dicono che al mattino, dopo di aver dormito, abbaiamo meno sinapsi che la sera prima del sonno. Ciò vuol dire che abbiamo eliminato connessioni meno importanti. Inoltre è durante il sonno che si produce più leptina, l’ormone che dà il senso della sazietà. Un buon sonno combatte infine i dolori, ad esempio il mal di schiena, e favorisce le terapie.

Molti anziani si lamentano del fatto che le ore di sonno sono diminuite fortemente rispetto ad alcuni anni prima. Non sanno che è una cosa fisiologica. Mentre un ragazzo di 10-13 anni dorme in media 10 ore al giorno, un uomo a 50 anni ne dorme 7 ed a 90 anni 5,7. Almeno così si pensava finora. Ma un serio studio effettuato su oltre 700 anziani pubblicato sul Journal of Gerontology ha dimostrato che tutti dormivano nel corso della giornata più o meno 7 ore, come stabilito da un actigrafo (sensore da polso funzionante da registratore dei movimenti), ma il sonno era costellato da microrisvegli, perdendo di qualità, per cui le persone spesso avevano la sensazione di dormire un tempo minore di quello indicato dall’apparecchio. Insomnia Symptoms and Actigraph-Estimated Sleep Characteristics in a Nationally Representative Sample of Older Adults.htm

Ma non è da pensare che esista una quota di ore di sonno rigorosamente fissa per ogni età. Anche se in contrasto con il Journal of Gerontology che ha trovato le 7 ore per tutti gli anziani, ci sono casi rari di cosiddetti “brevi dormitori” che hanno bisogno di meno ore di sonno per star bene durante la veglia. Ma, attenzione, sono quelli che in condizioni soporifere si addormentano più facilmente. Tra di essi si ricorda Michelangelo Buonarroti (quattro ore di sonno per notte) e Thomas Edison (tre ore per notte). Ma la genialità non sembra legata alla lunghezza del sonno: Albert Einstein e Leonardo da Vinci dormivano dieci ore, Bil Gates dorme almeno sette ore.               

Un rimedio molto diffuso tra gli anziani che spesso funziona, quando le ore di sonno notturno percepite sono inferiori a 5-6 e c’è sonnolenza diurna, è l’uso della melatonina, la sostanza favorente il sonno già riportata (vedere in figura 1 ANDAMENTO, etc.). Ne è sconsigliato l’uso massiccio e prolungato perché si potrebbero avere effetti collaterali su fegato e reni. La melatonona fa diminuire anche il livello di testosterone e di conseguenza la libido. Se ne impiegano normalmente 5 mg giornalieri per bocca  da assumere 3-4 ore prima di coricarsi, per 4 settimane. Assunta per lunghi periodi può avere effetti depressivi.     Nelle farmacie si trovano anche compresse da 1 mg.                                                                     
Ma se la melatonina non ha effetto, cosa si fa? Si può ricorrere alla valeriana (vedere in figura 2 VALERIANA OFFICINALIS). In commercio si trovano compresse da 300 mg che non richiedono prescrizione medica. Si può usare anche la radice tritata della pianta, che però ha un odore sgradevole, per farne degli infusi. Possiede proprietà sedative e calmanti, favorendo il sonno. La sua azione è determinata dagli esteri degli acidi valerianici (figura 2) e dagli iridoidi in essa presenti (vederne un rappresentante pure in figura 2) che inibiscono una transammiasi preposta alla demolizione del neurotrasmettitore GABA  (gamma amminobutirrato) induttore del sonno. Anche alcuni terpeni e flavonoidi presenti nella valeriana sembra agiscano da agonisti dei recettori dell’adenosina (gli stessi che vengono inibiti dalla caffeina) che spieghrebbero l’azione spasmolitica della valeriana a livello intestinale e riducente della pressione arteriosa.
Se la valeriana non è sufficiente a farci prendere sonno, si può ricorrere alle benzodiazepine, da usare però con cautela per periodi non lunghi (2-4 settimane compreso il periodo di sospensione graduale), soprattutto perché danno dipendenza . Una delle diazepine oggi più usate è il lormetazepam o metil-lorazepam (Minias della Bayer). Un flacone di detto medicinale contiene 20 ml corrispondenti a 500 gocce. Un paziente anziano dovrebbe non superare le 5-10 gocce al giorno per 4 settimane, scalando per altre 4 settimane, per cui il flacone dev’essere sufficiente per tutta la durata della cura.            Sonniferi, occhio alla goccia, focus, gennaio 2013, 45. Vedere nella figura 3 allegata MINIAS.

                                        figura   3  
Come indicato nel mio articolo la malattia di Alzheimer visibile in Archivi del 3 dicembre 2016, gli ansiolitici con assunzione protratta favorirebbero l’Alzheimer. Se l’insonnia è lieve, non è utile l’uso di questi ansiolitici tra cui figurano appunto le benzodiazepine, classe di prodotti usati dai pazienti con problemi di sonno derivati dall’ansia. (Chimicamente, la terminazione “epine”deriva dal greco “epta” per indicare l’anello a 7 termini e da “ina”, suffisso  caratteristico degli eterociclici insaturi).      
Nei casi più gravi si è obbligati ad usarle, ma con cautela. Vale cioè quanto scritto in il cervello, questo sconosciuto: per  i malati con forme depressive gravi in cui è notevole la differenza tra un farmaco favorente la serotonina, come il Prozac, ed il placebo, non lo è quando la depressione è lieve. (È forse utile ricordare che ansia e depressione sono diverse tra di loro e piuttosto difficili da definire, ma si può dire che l’ansioso ha principalmente paura del futuro, mentre il depresso ha paura soprattutto dell’oggi.
Fermiamoci un po’ a  considerare il meccanismo di azione delle benzodiazepine. È il GABA che viene tenuto in vita più a lungo. Vedere in figura 3 LE BENZODIAZEPINE FACILITANO IL LEGAMME CON GABA, etc. Il GABA é una molecola  con una speciale caratteristica: far decrescere la comunicazione tra i neuroni e di conseguenza di calmare l’effetto di molte funzioni cerebrali.
Un altro gruppo di molecole ansiolitiche è quello delle nonbezodiazepine lavoranti sui medesimi recettori delle benzodiazepine, come lo  zolpidem (formula in figura 3). 
Ma, a mio modesto parere, è necessario prima di ogni altra cosa trovare la maniera per vivere una vita senza stress.
Un metodo semplicistico per prendere sonno proposto da un medico di Harward, Andrew Weil, consiste nell’inspirare per 4 secondi,  trattenere il respiro per 7 secondi ed espirare per 8 secondi. Provare per credere. Non penso però che l’esito dell’esperimento sia positivo per tutti.  , ecco il metodo per addormentarsi in 57 secondi.htm.
Altro espediente: se non riusciamo a dormire, alziamoci dal letto e facciamo qualcosa che ci fa allontanare dalle preoccupazioni, come guardare la televisione o sentire della musica. Ricordare inoltre che fare esercizi fisici prima di andare a letto è, a parere degli esperti, dannoso per il sonno.
La camomilla, il noto rimedio della nonna, è utile per chi soffre di disturbi digestivi.

Da qualche parte si sente dire pure che mangiare mandarini prima di andare a letto rende il sonno più facile. È anche in vendita un olio da essi estratto che sembra efficace.
C’è anche da vedere se per caso l’insonnia non derivi da un uso eccessivo del computer.      
Bisogna non indulgere alla mancanza di sonno: una mancanza di sonno prolungata per una settimana disattiva la funzionalità di centinaia di geni, ivi inclusi quelli interessati ad immunità, stress, infiammazioni, come espone l’articolo Lack of sleep can trigger obesity and heart disease – Health – DNA.htm.
 
Un consumo costante di pesce,preferibilmente quello cosiddetto azzurro, praticamente esente da mercurio e diossine, che dà all’organismo un apporto notevole di vitamina D e di acidi omega 3, favorisce il sonno, regolarizzando l’HRV (heart rate variability, intervallo di tempo tra un battito cardiaco e l’altro), ottimizzando i livelli di idrossivitamina D nel siero, di acido  eicosapentaenoic (EPA) e di acido docosahexaenoico (DHA,) nei globuli rossi.  (Per le formule di struttura di queste molecole vedere figura 4).
Il nostro cervello non si ferma mai. Anche durante il sonno percepisce parole.
È per questo che il silenzio assoluto è necessario per combattere l’insonnia.
Spesso il sonno interrotto con susseguente difficoltà a riaddormentarsi è dovuto ai cattivi sogni, a loro volta frutto di cene pesanti. In certi casi i brutti sogni, caratterizzati da violenze, si ripetono spesso costituendo il cosiddetto disturbo comportamentale del sonno REM. È opportuno in questi casi fare una video-polisonnografia e procedere con opportune terapie se il dfisturbo è accertato.  Il disturbo comportamentale che si verifica durante il sonno rem è una forma caratteristica di parasonnia. Quest’ultima è una più ampia patologia che abbraccia anche il sonno non rem (si ha soprattutto nei bambini con paure, sonnambulismo, etc.). Il disturbo comportamentale è tipico delle persone anziane e può sfociare nella malattia di Alzheimer od in quella di Parkinson. Durante i sogni, che vengono vissuti come una realtà, queste persone possono cadere e finanche aggredire un congiunto. In entrambe le parasonnie ovviamente il sonno rigeneratore è pregiudicato.
Talvolta l’insonnia è successiva al risveglio provocato da apnee notturne. Nelle apnee vi è generalmente una ben definita causa: quando si inspira l’aria i muscoli della faringe possono rilassarsi del tutto per cui il condotto si chiude. È stato ora inventato un dispositivo molto efficiente detto CPAP (Continuous Positive Airway Pressure) erogante aria alla pressione prescritta che evita il fenomeno determinando un respiro normale. soluzione è Soluzioni per dormire respirando bene.doc

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