Archivio

Post Taggati ‘espedienti per dormire’

l’insonnia

30 Gennaio 2017 2 commenti

(vedere anche il mio articolo il cervello, questo sconosciuto visibile in Archivi dello 02.09.2008).

DUMAS ED IL SONNO
accenniamo ad alcune caratteristiche del sonno. La regolazione sonno/veglia è affidata all’ipotalamo (per la sua collocazione nel cervello vedere figura 1), che secerne l’orexina (od oresssina, dal greco “òrexis” = appetito per la sua azione stomachica, cioè stimolante dell’appetito. Un altro nome è quello di  ipocretina (cioè prodotta dall’ipotalamo ed alquanto analoga alla secretina intestinale). Questo neurotrasmettitore peptidico, tramite le connessioni con tutto il cervello e con il midollo spinale, regola il ritmo sonno/veglia ed anche l’appetito. Per questa seconda attività vedere in Archivi il mio articolo le cause dell’obesità del 27 agosto 2011. In esso, nella figura LA CHIMICA DELL’OBESITÀ, è possibile osservare anche rappresentazioni
 delle strutture spaziali dei due tipi in cui l’orexina si presenta (la A e la B). La deficienza di orexina è la causa prima di una malattia, la narcolessia, caratterizzata dai colpi di sonno che nelle persone affette dal disturbo si verificano ogni 2-3 ore accompagnati da riduzione del tono muscolare. Nella narcolessia il sistema immunitario attacca le cellule nervose produttrici di orexina ed il sonno risulta scompaginato.
Una seconda sostanza, la melatonina, formula in figura 1, prodotta nel cervello dall’epifisi o ghandola pineale, determina il periodo della giornata in cui bisogna dormire: la sua concentrazione raggiunge il massimo vita le 2 e le 4 di notte. Essa non è un vero e proprio ormone perché, a differenza di quest’ultimo, non è prodotta solo dalla pineale, ma anche dalla ipofisi, dalla tiroide e dalle gonadi, e non esiste un fattore per il  suo rilascio.  Vedere la posizione dell’epifisi nel cervello in figura 1 nell’immagine EPIFISI PRODUTTRICE, etc. La melatonina viene sintetizzata dall’organismo a partire dall’amminoacido triptofano (struttura ancora n figura 1). Il sonno normale è costituito da due fasi: il sonno rem che si alterna con il sonno non rem. Nelle 8 ore in cui generalmente si dorme in gioventù esso dà luogo a 4-5 cicli, come illustrato in figura 1 nell’immagine ESEMPIO DI CICLI, etc. Il sonno rem , chiamato così a causa del movimento oculare rapido, in inglese rapid eye movement, o nistagmo, è caratterizzato dai sogni e dalla variazione della pressione arteriosa nonché da irregolarità della respirazione.

La funzione del sonno, oltre a ridare energia a tutte le cellule dell’organismo, fortifica la memoria. Si sa per esempio che durante il sonno i dati della memoria a breve termine sono trasferiti nella memoria a lungo termine. Inoltre tutti ricordiamo che, quando andavamo a scuola, alla sera non riuscivamo a ripetere la poesia da imparare a memoria, ma vi riuscivamo al mattino dopo “avervi dormito su”. Gli scienziati dicono che al mattino, dopo di aver dormito, abbaiamo meno sinapsi che la sera prima del sonno. Ciò vuol dire che abbiamo eliminato connessioni meno importanti. Inoltre è durante il sonno che si produce più leptina, l’ormone che dà il senso della sazietà. Un buon sonno combatte infine i dolori, ad esempio il mal di schiena, e favorisce le terapie.

Molti anziani si lamentano del fatto che le ore di sonno sono diminuite fortemente rispetto ad alcuni anni prima. Non sanno che è una cosa fisiologica. Mentre un ragazzo di 10-13 anni dorme in media 10 ore al giorno, un uomo a 50 anni ne dorme 7 ed a 90 anni 5,7. Almeno così si pensava finora. Ma un serio studio effettuato su oltre 700 anziani pubblicato sul Journal of Gerontology ha dimostrato che tutti dormivano nel corso della giornata più o meno 7 ore, come stabilito da un actigrafo (sensore da polso funzionante da registratore dei movimenti), ma il sonno era costellato da microrisvegli, perdendo di qualità, per cui le persone spesso avevano la sensazione di dormire un tempo minore di quello indicato dall’apparecchio. Insomnia Symptoms and Actigraph-Estimated Sleep Characteristics in a Nationally Representative Sample of Older Adults.htm

Ma non è da pensare che esista una quota di ore di sonno rigorosamente fissa per ogni età. Anche se in contrasto con il Journal of Gerontology che ha trovato le 7 ore per tutti gli anziani, ci sono casi rari di cosiddetti “brevi dormitori” che hanno bisogno di meno ore di sonno per star bene durante la veglia. Ma, attenzione, sono quelli che in condizioni soporifere si addormentano più facilmente. Tra di essi si ricorda Michelangelo Buonarroti (quattro ore di sonno per notte) e Thomas Edison (tre ore per notte). Ma la genialità non sembra legata alla lunghezza del sonno: Albert Einstein e Leonardo da Vinci dormivano dieci ore, Bil Gates dorme almeno sette ore.               

Un rimedio molto diffuso tra gli anziani che spesso funziona, quando le ore di sonno notturno percepite sono inferiori a 5-6 e c’è sonnolenza diurna, è l’uso della melatonina, la sostanza favorente il sonno già riportata (vedere in figura 1 ANDAMENTO, etc.). Ne è sconsigliato l’uso massiccio e prolungato perché si potrebbero avere effetti collaterali su fegato e reni. La melatonona fa diminuire anche il livello di testosterone e di conseguenza la libido. Se ne impiegano normalmente 5 mg giornalieri per bocca  da assumere 3-4 ore prima di coricarsi, per 4 settimane. Assunta per lunghi periodi può avere effetti depressivi.     Nelle farmacie si trovano anche compresse da 1 mg.                                                                     
Ma se la melatonina non ha effetto, cosa si fa? Si può ricorrere alla valeriana (vedere in figura 2 VALERIANA OFFICINALIS). In commercio si trovano compresse da 300 mg che non richiedono prescrizione medica. Si può usare anche la radice tritata della pianta, che però ha un odore sgradevole, per farne degli infusi. Possiede proprietà sedative e calmanti, favorendo il sonno. La sua azione è determinata dagli esteri degli acidi valerianici (figura 2) e dagli iridoidi in essa presenti (vederne un rappresentante pure in figura 2) che inibiscono una transammiasi preposta alla demolizione del neurotrasmettitore GABA  (gamma amminobutirrato) induttore del sonno. Anche alcuni terpeni e flavonoidi presenti nella valeriana sembra agiscano da agonisti dei recettori dell’adenosina (gli stessi che vengono inibiti dalla caffeina) che spieghrebbero l’azione spasmolitica della valeriana a livello intestinale e riducente della pressione arteriosa.
Se la valeriana non è sufficiente a farci prendere sonno, si può ricorrere alle benzodiazepine, da usare però con cautela per periodi non lunghi (2-4 settimane compreso il periodo di sospensione graduale), soprattutto perché danno dipendenza . Una delle diazepine oggi più usate è il lormetazepam o metil-lorazepam (Minias della Bayer). Un flacone di detto medicinale contiene 20 ml corrispondenti a 500 gocce. Un paziente anziano dovrebbe non superare le 5-10 gocce al giorno per 4 settimane, scalando per altre 4 settimane, per cui il flacone dev’essere sufficiente per tutta la durata della cura.            Sonniferi, occhio alla goccia, focus, gennaio 2013, 45. Vedere nella figura 3 allegata MINIAS.

                                        figura   3  
Come indicato nel mio articolo la malattia di Alzheimer visibile in Archivi del 3 dicembre 2016, gli ansiolitici con assunzione protratta favorirebbero l’Alzheimer. Se l’insonnia è lieve, non è utile l’uso di questi ansiolitici tra cui figurano appunto le benzodiazepine, classe di prodotti usati dai pazienti con problemi di sonno derivati dall’ansia. (Chimicamente, la terminazione “epine”deriva dal greco “epta” per indicare l’anello a 7 termini e da “ina”, suffisso  caratteristico degli eterociclici insaturi).      
Nei casi più gravi si è obbligati ad usarle, ma con cautela. Vale cioè quanto scritto in il cervello, questo sconosciuto: per  i malati con forme depressive gravi in cui è notevole la differenza tra un farmaco favorente la serotonina, come il Prozac, ed il placebo, non lo è quando la depressione è lieve. (È forse utile ricordare che ansia e depressione sono diverse tra di loro e piuttosto difficili da definire, ma si può dire che l’ansioso ha principalmente paura del futuro, mentre il depresso ha paura soprattutto dell’oggi.
Fermiamoci un po’ a  considerare il meccanismo di azione delle benzodiazepine. È il GABA che viene tenuto in vita più a lungo. Vedere in figura 3 LE BENZODIAZEPINE FACILITANO IL LEGAMME CON GABA, etc. Il GABA é una molecola  con una speciale caratteristica: far decrescere la comunicazione tra i neuroni e di conseguenza di calmare l’effetto di molte funzioni cerebrali.
Un altro gruppo di molecole ansiolitiche è quello delle nonbezodiazepine lavoranti sui medesimi recettori delle benzodiazepine, come lo  zolpidem (formula in figura 3). 
Ma, a mio modesto parere, è necessario prima di ogni altra cosa trovare la maniera per vivere una vita senza stress.
Un metodo semplicistico per prendere sonno proposto da un medico di Harward, Andrew Weil, consiste nell’inspirare per 4 secondi,  trattenere il respiro per 7 secondi ed espirare per 8 secondi. Provare per credere. Non penso però che l’esito dell’esperimento sia positivo per tutti.  , ecco il metodo per addormentarsi in 57 secondi.htm.
Altro espediente: se non riusciamo a dormire, alziamoci dal letto e facciamo qualcosa che ci fa allontanare dalle preoccupazioni, come guardare la televisione o sentire della musica. Ricordare inoltre che fare esercizi fisici prima di andare a letto è, a parere degli esperti, dannoso per il sonno.
La camomilla, il noto rimedio della nonna, è utile per chi soffre di disturbi digestivi.

Da qualche parte si sente dire pure che mangiare mandarini prima di andare a letto rende il sonno più facile. È anche in vendita un olio da essi estratto che sembra efficace.
C’è anche da vedere se per caso l’insonnia non derivi da un uso eccessivo del computer.      
Bisogna non indulgere alla mancanza di sonno: una mancanza di sonno prolungata per una settimana disattiva la funzionalità di centinaia di geni, ivi inclusi quelli interessati ad immunità, stress, infiammazioni, come espone l’articolo Lack of sleep can trigger obesity and heart disease – Health – DNA.htm.
 
Un consumo costante di pesce,preferibilmente quello cosiddetto azzurro, praticamente esente da mercurio e diossine, che dà all’organismo un apporto notevole di vitamina D e di acidi omega 3, favorisce il sonno, regolarizzando l’HRV (heart rate variability, intervallo di tempo tra un battito cardiaco e l’altro), ottimizzando i livelli di idrossivitamina D nel siero, di acido  eicosapentaenoic (EPA) e di acido docosahexaenoico (DHA,) nei globuli rossi.  (Per le formule di struttura di queste molecole vedere figura 4).
Il nostro cervello non si ferma mai. Anche durante il sonno percepisce parole.
È per questo che il silenzio assoluto è necessario per combattere l’insonnia.
Spesso il sonno interrotto con susseguente difficoltà a riaddormentarsi è dovuto ai cattivi sogni, a loro volta frutto di cene pesanti. In certi casi i brutti sogni, caratterizzati da violenze, si ripetono spesso costituendo il cosiddetto disturbo comportamentale del sonno REM. È opportuno in questi casi fare una video-polisonnografia e procedere con opportune terapie se il dfisturbo è accertato.  Il disturbo comportamentale che si verifica durante il sonno rem è una forma caratteristica di parasonnia. Quest’ultima è una più ampia patologia che abbraccia anche il sonno non rem (si ha soprattutto nei bambini con paure, sonnambulismo, etc.). Il disturbo comportamentale è tipico delle persone anziane e può sfociare nella malattia di Alzheimer od in quella di Parkinson. Durante i sogni, che vengono vissuti come una realtà, queste persone possono cadere e finanche aggredire un congiunto. In entrambe le parasonnie ovviamente il sonno rigeneratore è pregiudicato.
Talvolta l’insonnia è successiva al risveglio provocato da apnee notturne. Nelle apnee vi è generalmente una ben definita causa: quando si inspira l’aria i muscoli della faringe possono rilassarsi del tutto per cui il condotto si chiude. È stato ora inventato un dispositivo molto efficiente detto CPAP (Continuous Positive Airway Pressure) erogante aria alla pressione prescritta che evita il fenomeno determinando un respiro normale. soluzione è Soluzioni per dormire respirando bene.doc

SEGNALA UN ERRORE