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problemi di capelli e cute

27 Aprile 2017 1 commento

 

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la caduta dei capelli (alopecia, termine derivato dal greco “alòpex” = volpe, animale che perde il pelo a chiazze, coinvolge l’80% degli uomini, ed il 40% delle donne (il 70% dopo la menopausa). Negli uomini è provocata principalmente dal testosterone, attraverso il derivato diidrotestosterone (formula in figura 1), ma anche la predisposizione genetica ha la sua importanza. L’influenza della mascolinità sulla perdita dei capelli era già  stata riportata nel IV secolo a. C. da Aristotile che aveva osservato gli eunuchi non soggetti a quella perdita. Piuttosto frequenti sono l’alopecia cicatriziale che comporta la distruzione dei follicoli piliferi e che esiste in diverse forme corrispondenti a diverse cause. La cicatriziale  più frequente è quella detta di Broq che entra nel quadro clinico di una malattia che colpisce anche le unghie e le mucoseUn altro tipo è l’alopecia areata, dovuta ad un’aggressione del sistema immunitario, forse scatenata dalla presenza di un virus, ma con influenza ereditaria (errata combinazione di geni).

La cattiva nutrizione, il diabete, il lupus e l’anemia sono altre cause accertate determinanti la caduta dei capelli.
Per discutere sugli interventi che si fanno per ricostituire più o meno bene le chiome è utile vedere più da vicino dove e come i capelli nascono e spuntano. Il capello nasce sul fondo di un tubicino della pelle detto follicolo. Di follicoli ogni persona ne ha circa 100.000. La parte del capello che è sotto la pelle è la radice. Al disotto di essa vi è una formazione chiamata bulbo che viene alimentata dal circolo sanguigno. Vedere in figura 1 STRUTTURA DI CAPELLI E CUTE. È lì che si forma la cheratina (dal greco “kératos” = corno), una proteina basata sull’amminoacido CISTINA di figura 1,
di consistenza dura del tipo di quella delle unghie. Essa genera il capello che cresce alla velocità di circa 1 cm al mese. Il periodo di crescita detto anagen dura da 2 a 6 anni. Dopo un periodo catagen di 2-3 settimane in cui si ha crescita rallentata si arriva alla telogen che comporta la caduta del 15% dei capelli. Perdiamo normalmente 50-100 capelli al giorno, ma quasi non ce ne accorgiamo. Poi ricomincia la crescita. I periodi di crescita e di caduta sono diversi da persona a persona. Sono i geni che li regolano. Può accadere anche che improvvisamente in alcune aree la crescita cessi del tutto. Come già accennato, per l’alopecia areata può concorrere il sistema immunitario attivo contro le cellule preposte alla crescita.
 Un’interessante panoramica sulla struttura del capello si può trovare nel video YOUTUBE  The Structure of Hair _ CURLY HAIR SCIENCE SERIES Pt.1.mp4.
Studi approfonditi sulla caduta  ei capelli da parte di Angela Christiano, del Medical Center  della Columbia University, fanno prevedere che un bel giorno comparirà una cura radicale, ma per oggi ci sono cure non decisive.
L’areata si combatte oggi con il plasma ricco di piastrine, PRP), ottenuto per centrifugazione del sangue dello stesso soggetto avente caduta di capelli o diradamento. Si ha formazione delle due proteine indicate con le sigle PDGF e FGF, che aiutano alla rimessa in funzione del follicolo che cessa di essere atrofico.
Trattasi di una novità documentata scientificamente dalle riviste British Journal of Dermatology e Dermatologic Surgery. CMEIT – Centro Medico Eudermico Italiano – Tricologia Medica.htm                          Can PRP Cure hairloss  – Wembly Clinic..htm. Durante la cura PRP è  importante anche un’opportuna dieta. Uno degli specialisti più competenti nel campo è il dottor Fabio Rinaldi docente alla Sorbona di Parigi e presidente della IHRF (International Hair Research Foundation).. Ho posto in figura 1 l’immagine PRIMA E DOPO  RATTAMENTO PRP. Altro ben noto specialista del ramo è Pietro Gentile dell’Università di Tor Vergata che ha pubblicato su Stem Cell Translational Medicine Journal un articolo sui favorevoli risultati ottenuti con l’utilizzo del concentrato dei fattori di crescita ricavato dal sangue dello stesso individuo assoggettato al trattamento. Il plasma arricchito fa ricrescere i capelli – Salute – iltempo.pdf. Con la cura i capelli radi e soggetti a caduta diventano più corposi e non cadono più dopo 3 cicli effettuati a distanza di 30 giorni. Medicina 33 del 20’04.2016. Secondo studiosi giapponesi è l’età del soggetto che gioca un ruolo fondamentale nell’assottigliamento e nella caduta dei capelli perché, come afferma Emi Nishimura, un biologo della Tokyo Medical and Dental University, autore col suo team di un articolo su Science del 2016, le cellule staminali dei follicoli perdono la capacità di formare nuovi capelli, diventando cellule della pelle. Essi hanno stabilito che un danno al DNA causato dall’invecchiamento innesca la distruzione della proteina Collagen 17A1, cosa che a sua volta determina una diversa trasformazione delle cellule embrionali che diventano cheratinociti invece che capelli. Non pare che siano fornite anticipazioni su possibili interventi futuri per contrastare il fenomeno. ,One reason your hair is thinning_ Some of it turns into skin  Science _ AAAS. Poiché la caduta lascia indenne la nuca è possibile prelevare strisce posteriori (che però lasciano cicatrice) oppure, più frequentemente al giorno d’oggi, singoli bulbi piliferi (per cui però aumentano le sedute).

L’imbianchirsi dei capelli è un fenomeno dovuto al rallentamento della produzione di melammina. Recenti studi effettuati su 6.000 persone del Sud America di provenienza europea hanno individuato 18 geni che hanno a che fare non solo con l’imbianchimento, ma anche con  la robustezza delle sopracciglia  e della barba (Nature Communications dello 01.03.2016). Potranno questi studi aprire la porta a qualche scoperta contro i capelli bianchi? Per ora non se ne parla neanche.     Study finds first genetic links for gray hair, beard thickness, and unibrows _ Science _ AAAS.htm.
Quando si parla di capelli dei bambini, è inevitabile pensare ai parassiti che li possono infettare, soprattutto ai pidocchi. Non è vero che i pidocchi vanno sulle teste troppo pulite. La trasmissione avviene in primo luogo attraverso oggetti, come cappelli o pettini. La femmina dell’insetto si arrampica lungo il capello e va a depositare alla base di esso le minuscole uova lunghe meno di un millimetro (lendini). I pidocchi si combattono con creme contenenti gli insetticidi Piretrine o Malathion (in figura 1) ovvero con i siliconi, che determinano l’asfissia del parassiti. Utile anche un pettine a denti stretti per l’asportazione meccanica dei parassiti.
La sindrome deI capelli arruffati non pettinabli, quelli del piccolo Struwwelpeter, personaggio di un libro per bambini tedesco (figura 2), è provocata dai tre geni PADI3, TGM3, e TCHH. Basta che uno di essi funzioni male che i capelli diventino secchi, rigidi, impettinabili. Bad hair day  ‘Uncombable hair syndrome’ traced to gene mutations _ Science _ AAAS.htm.
Parliamo ora di cute. È noto che,particolarmente al mare, durante l’estate, si possono avere fenomeni di invecchiamento della pelle con la comparsa di rughe e macchie, e talvolta di tumori. Tali fenomeni sono dovuti ai radicali iberi provocati dalle radiazioni UV che agiscono sul DNA, in particolare gli UVB (lunghezza d’onda da 280 a 315 nm). I più pericolosi sono gli UVC  (da 100 a 280 nm), ma che fortunatamente sono assorbiti quasi del tutto dallo strato di ozono stratosferico. I raggi UV che passano sono più abbondanti tra le undici e le due del pomeriggio, per cui si consiglia di non esporsi al sole in quelle ore, ed usare nelle altre ore, se il sole è senza nuvole, dei ripari all’ombra o delle creme protettive.
Talvolta si pensa che le macchie della pelle siano un retaggio delle  persone anziane. Invece chi pensa questo si sbaglia inquantoché sempre più frequentemente esse si vedono sui volti delle persone giovani, specialmente donne in gravidanza o che usano la pillola, e la causa più frequente è dovuta all’esposizione incontrollata al sole ed all’azione conseguente sui melanociti produttori melammina.
Un problema molto diffuso è la sudorazione eccessiva della pelle. Essa avviene soprattutto laddove più abbondanti sono le ghiandole sudoripare, cioè  sotto le ascelle, sui palmi delle mani, e sulla fronte. Perché sudiamo? Per mantenere la temperatura nei giusti valori, per eliminare i peli superflui, per rendere più grassa la pelle, per combattere i microbi. Un caldo eccessivo  o fattori psichici fanno aumentare la quantità emessa che di norma è intorno ai 350 centimetri cubici. Ma talvolta l’iperidrosi è secondaria essendo causata da ipotiroidismo o da eccesiva obesità. In questi casi ovviamente bisogna intervenire sulla malattia fonte del malessere. Nel caso invece dell’iperidrosi primaria esistono creme contenenti molecole a base di alluminio o di alluminio e zirconio funzionanti da antitraspiranti per il fatto che vanno a depositarsi nei canalicoli da cui proviene il sudore e li tappano. Si usano di notte con risciacquo mattutino. Un altro metodo è quello della ionoforesi basata sull’utilizzo fi una debole corrente elettrica che fa migrare gli ioni riducendo la secrezione. Le parti del corpo interessate, ad es. le mani, vengono poggiate su di una grata collegata ad un generatore di corrente. Buoni risultati si hanno dopo almeno 10 sedute.
La pelle del collo e delle mani è la più sensibile eall’invecchiamento, la prima perché molto sottile, la seconda per l’usura. È un problema, particolarmente per le donne. Sono possibili trattamenti iniettivi di piastrine (PRP) per il collo ed anche per le mani. Del PRP abbiamo parlato anche a proposito dell’alopecia. La PRP prevede un semplice prelievo di una decina di centimetri cubici di sangue venoso della persona sottoposta al trattamento. Poi si centrifuga eliminando i globuli rossi. Il plasma così isolato, conosciuto anche come Platelet Gel, addizionato di uno specifico attivatore, agente sui fattori di crescita presenti, produce il ringiovanimento della pelle.
Vi sono svariati tipi di dermatite (parola del tutto equivalente ad eczema). In generale, è un’infiammazione cronica della pelle con arrossamento. Un tipo è la seborroica, con cause ignote.  Si manifesta con squame untuose sul cuoio capelluto, sui padiglioni auricolari, ed anche sul viso, sul torace, sulla schiena. Si tiene  a bada con creme contenenti corticosteroidi da usare per periodi limitati quando c’è peggioramento, occasionalmente.
La dermatite atopica è un’affezione caratterizzata da una maggiore permeabilità della pelle ad agenti esterni dannosi, come allergeni e microbi. La pelle malata può essere paragonata ad un muro i cui mattoni (cheratinociti) sono piuttosto sconnessi perché la malta (ceramidi ed altro) che li tiene assieme è rovinata. È presente soprattutto nei bambini. Fa prurito e non fa dormire durante la notte. È più localizzata sul viso e sugli arti. Si cura con pomate emollienti idratanti, con antinfiammatori, con cortisonici ed antistaminici.
La dermatite da contatto più frequente è quella causata dall’azione di metalli (per esempio, cinturino dell’orologio) o di sostanze prodotte da piante (come l’edera velenosa). È da notare che l’allergia a certi agenti (spesso i più impensati, come uova, latte, noci) è dovuta al contatto delle mani delle mamme sulla pelle dei bambini che non fa più da barriera agli agenti esterni. Nel 20% dei casi essa permane nell’età adulta. Vedere immagine di DERMATITE ATOPICA DELL’ADULTO in figura 2.
Ricapitolando, In linea generale le dermatiti, che normalmente provocano rossori, prurito, bollicine, si curano con corticosteroidi. Se vi è un peggioramento bisogna ricorrere agli antibiotici. Secondo Angeline Tay ed altri dell’A*STAR Institute of Medical Biology and the Genome Institute of Singapore, la dermatite atopica, la malattia che colpisce una persona su 5 nei Paesi sviluppati, con infiammazioni, pelle secca e pruriti, deriva dal microbioma della pelle  alterato. Si nota in primo luogo l’assenza di certi batteri capaci di ossidare l’ammoniaca. Sono quelli che vengono distrutti da certi saponi modernamente in uso. La malattia sconvolgerebbe quindi l’equilibrio dei batteri residenziali. Link discovered between skin disease and resident bacteria – A STAR Research.htm. 

Se sulla pelle si formano delle croste come farle sparire?  Si possono provare varie creme, soprattutto creme idratanti, da applicare per diverse volte, oppure fare applicazioni di soluzioni di bicarbonato, di sale di Epson, o di allume ferrico.
 L’esperienza dimostra che spesso è molto utile per le croste la crema Ecoval® contenente un cortcosteroide.
Il prurito cutaneo ha molte cause. Una tra le più impensate è  quella psicogena (generata  cioè da ansia, depressione o fobie). Esiste infatti una stretta correlazione tra cute e sistema nervoso. È frequente anche il rossore. Talvolta si hanno  manifestazioni di iperidrosi, alopecia, dermatite topica, acne tardiva   Per tale tipo di affezione cutanea oltre alle cure di uno psicoterapeuta  può essere impiegato un apposito farmaco che è la Capsaicina topica.  La formula di struttura della molecola è in figura 3.

Contro il prurito cutaneo che non rientra in malattie della pelle ben definite, ma caratterizzate da foruncoli e/o piaghe da grattamento si usa in primo luogo un antistaminico, per esempio il Robilas basato sulla Bilastina la cui formula di struttura è in figura 3. Essa contrasta l’istammina, uno dei principali responsabili delle allergie. L’istammina è una molecola prodotta nell’organismo dai basofili ed è coinvolta nelle manifestazioni allergiche, producendo prurito. Vedere formula in figura 3.
Oltre agli antistaminici l’approccio iniziale può essere l’uso di cortisonici topici e di antibiotici, come  la crema FUCIMIXBETA costituita essenzialmente da acido fusidico (antibiotico) e   betametasone (entrambe le formule sono in figura 3).. Per la ristrutturazione dei lipidi e per il mantenimento successivo si usa  il Ceramol 311, una crema  basata sui lipidi (ceramidi, colesterolo, acidi grassi).
Nei  giovani nel periodo della pubertà l’acne è un fenomeno abbastanza diffuso e direi quasi fisiologico. (Il nome deriva dal greco “akmé” = punta’, attraverso la forma “akné”, dovuta all’errore di un copista). Il problema è quando peggiora.
Può manifestare la comparsa dell’acne (pustole giallastre sul viso) non solo la pelle dei giovani nella fase di pubertà, ma anche quella degli adulti tra i 30 e i 60 anni , immagine ACNE in figura 3, (soprattutto se c’è familiarità), in particolare nelle signore attempate con incarichi importanti La seborrea, cioè l’’eccessiva produzione di sebo da parte delle ghiandole dei follicoli piliferi che di solito accompagna l’acne, è in quest’ultimo caso detta “della donna manager”, èd è provocata, come in ogni acne, dagli ormoni maschili (che pure le donne hanno), da stress, da predisposizione genetica.  L’acne si cura con applicazioni topiche di acido retinoico (un derivato della vitamina A) e di perossido di benzoile  (formule in figura 3). Il sole mitiga l’acne perché riduce la produzione di grassi coi suoi raggi UV e uccide i batteri che l’accompagnano. Comunque non bisogna esagerare ed usare sempre pomate. Se si prendono alcuni tipi di antibiotici  bisogna usarli di sera ed al sole mettere sempre creme efficienti.
Un tipo particolare di acne è la rosacea, detta così per un rossore improvviso o costante sul viso o da strisce rosse assieme a vari altri sintomi. Si cura con antibiotici o topici od assunti per via orale, ma anche, con laserterapia, perfezionata, più recente, non lascante tracce.
Sotto la pelle si può avere una neoformazione cistica,  un grumo molle che può essere dolorante e che può anche  infettarsi. Questo grumo si cura con farmaci steroidi associati ad antibiotico che riducono il gonfiore. Se si ingrossa va asportato chirurgicamente ed esaminato con una biopsia.
Un’affezione fastidiosa che compare sulle labbra quando meno la si aspetta prima come eritema con bruciore e prurito e poi con piccole lesioni a grappolo: è la febbre delle labbra o herpes labiale (herpes simplex, HSV). Vedere HERPES LABIALE in figura 4. Il virus rimane latente nelle cellule di alcune strutture nervose del volto e del midollo dopo una prima infezione durante l’infanzia, ma si riattiva in periodi di stress fisico e/o psicologico. Può però rimanere silente anche per tutta la vita. Sono le vescicole ad essere contagiose e l’infezione ha luogo per diretto contatto. Sebbene l’infezione si risolva quasi sempre spontaneamente, può essere utile accelerare la guarigione usando gel astringenti. Il virus ha successo nella sua persistenza nell’individuo affetto per tutta al durata della sua vita per il fatto che ha la forma di un piccolo DNA che si nasconde lungo il nostro DNA in posizioni che non vengono raggiunte dal sistema immunitario, similmente agli altri della famiglia Herpes (ad es. il Varicella zooster). Oggi, in base agli studi di Robert Jan Lebbinkr e colleghi del Medical Centre  dell’Università di Utrecht  sarebbe possibile intervenire sul DNA del virus attivo per sradicarlo, tramite il DNA editing denominato CRISPR/Cas, tecnica di modifica del DNA a cui avevo accennato nell’articolo il DNA del 2015 (visibile in Archivi del 28 ottobre 2015). L’intervento non riesce con il virus dormiente ,ma non si esclude che con il proseguo degli studi si riesca ad agire anche sul virus inattivo nascosto. DNA Editing Techniques Can Combat Herpes – Science News _ The Naked Scientists.pdf.                                                                            

Le piaghe da decubito si formano per pressione continuata delle ossa contro vasi sanguigni e muscoli che a loro volta inducono sfregamento della pelle contro una superficie non morbida  PIAGHE DA DECUBITO in figura 3). Si consiglia di far cambiare posizione ogni paio d’ore al paziente che ne soffre. In caso di lesioni si applichi un unguento cicatrizzante con garza di cotone traspirante.
Affezioni della pelle provocate da agenti esterni, come gli insetti, sono frequenti specialmente d’estate in vacanza (zanzare), ma anche in altre occasioni (zecche). Per lenire il dolore si usano: lavaggio con acqua, applicazione ghiaccio, un disinfettante, creme all’ossido di zinco. Se il ponfo è esteso usare crema cortisonica. In caso di shock anafilattico chiamare pronto soccorso.
Per quanto riguarda le scottature, se esse sono di primo grado, se cioè è interessata solo l’epidermide, per cui il rossore si schiarisce schiacciandolo, è sufficiente strofinare con una crema cortisonica e successivamente con una crema idratante. Se la scottatura è di secondo grado, se cioè è coinvolto il derma con formazione di vescicole piene di liquido, applicare una garza vasellinata e trattata con antibiotici ricoperta da una seconda garza sterile. Coprire infine il tutto con una benda e con una rete elastica. Le ustioni di terzo grado si riferiscono a tutto lo spessore della cute che è in molti casi annerita o imbrunita, dura al tatto, con il dolore quasi sempre assente perché sono andate distrutte le fibre nervose. In questo caso la cosa migliore è chiamare il pronto soccorso o farvisi accompagnare.
Ricordo ancora le seguenti malattie della pelle:
- l’impetigine, l’infezione cutanea più comune nei bambini, dovuta all’attacco dello Staphylococcus aureus che ha sede nel naso e dello Staphylococcus pyogenes che ha sede nella faringe. Si manifesta con bolle sierose sul viso e sul corpo evolventisi in abrasioni e croste giallognole che si allargano a macchia d’olio  e che possono essere anche pruriginose (in figura 4 IMPETIGINE). La cura, che porta generalmente alla guarigione, è fatta con applicazioni di una pomata antibiotica e di una soluzione di bicarbonato di sodio. Bisogna che il bambino si lavi spesso le mani e che non si gratti.
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la vitiligine che consiste nella mancanza di colore della pelle in alcune zone del corpo per assenza della molecola che lo fornisce, la melammina (in figura 4 assieme all’immagine VITILIGINE). Caratteristiche sono le chiazze biancastre come nell’immagine.  Tali chiazze sono forse provocate dall’azione degli anticorpi sui melanociti.  Sono possibili cure, ma esse non sono mai definitive. Parliamo di immunodulatori, fototerapia con raggi UVB stimolanti le staminali melanocitiche, impiego di laser ad eccimeri (cioè a dimeri di gas nobili), pure stimolanti, trapianto autologo di pelle avente colore normale.
- la pitiriasi versicolor prodotta da un fungo, il fungo di mare, che si manifesta con piccole chiazze chiare o scure principalmente sulle parti alte del corpo. La terapia va fatta alla prima comparsa si dette macchie e si fa con preparati antimicotici.
- il fuoco di Sant’Antonio (in inglese shingles). Con questo nome si indica una malattia della pelle che produce prurito e bruciori intensi. Il nome trae origine da Sant’Antonio Abate, l’egiziano vissuto nel III-IV secolo dopo Cristo che fu ritrovato morente dai discepoli ustionato da un terribile malanno: le piaghe sulla pelle. Il fuoco oggi più comune è quello da herpes zooster, una malattia di origine virale. Una volta si intendevano con fuoco di Sant’Antonio anche l’erisipela, un’infezione batterica della pelle, e l’ergotismo, un’intossicazione di origine alimentare dovuta ad un fungo presente nella segala. Oggi si intende con tale nome la malattia provocata dall’attacco alle terminazioni nervose della pelle da parte dell’herpes zooster, lo stesso virus che provoca la varicella, non eliminato del tutto durante la guarigione da essa durante l’infanzia e rimasto latente nell’età adulta. Si manifesta con bruciore, prurito e pizzicore nel lato del corpo innervato dai nervi detti dermatomeri. Dopo 1-3 giorni si hanno le bolle ed infine le croste. La parte mediana del corpo è quella interessata. In figura 4 vi è l’immagine FUOCO DI SANT’ANTONIO (HERPES ZOOSTER). Per lenire il dolore si usano il paracetamolo e la codeina. Per evitare complicazioni e per la guarigione definitiva si usano farmaci antivirali.
- le verruche, che sono causate da un’infezione provocata da un virus  della famiglia Hpv (Human papilloma virus). Si manifestano con escrescenze carnose che vanno dal bianco-grigio al rosa scuro e tendono a fare squame. È da queste squame trovantisi sotto le docce, nell’acqua delle piscine o delle saune che si prende l’infezione. È più facile l’attecchimento sulle persone con sistema immunitario depresso. La terapia più utilizzata è il trattamento con azoto liquido (in più di una seduta) che non lascia cicatrici o con il laser in caso di recidiva (intervento che può lasciare cicatrici o segni). Ho posto in figura 4 VERRUCA AD UN PIEDE.                       – la psoriasi, dal greco “ps?ríasis” = scabbia), un’affezione della pelle che, almeno nelle forme più comuni, preoccupa soprattutto per le implicazioni familiari e sociali (per quella collegata con l’artrite vedere in Archivi il mio articolo artrite ed artrosi del 13 febbraio 2013). Trattasi di una malattia a forte componente ereditaria che fa desquamare la pelle. Si forma soprattutto ai gomiti, alle orecchie, tra i capelli, sulla schiena e sulle ginocchia con squame di color bianco-argenteo. Osservare PSORIASI in figura 4.Trattasi di una disfunzione nella formazione dello strato finale (corneo) della pelle che ha luogo in tempi molto rapidi a partire dallo strato basale (8 giorni invece dei normali 28 giorni). Delle forme più comuni sono affette in Italia circa 2 milioni di persone. Fa la sua comparsa in un periodo della vita che va da 20 a 50 anni. A causa del prurito, le croste conseguenti al grattamento possono anche sanguinare. È per questo che la malattia desta un certo ribrezzo nel partner o nei figli e soprattutto nei colleghi di lavoro. La malattia si tiene a bada con vari medicinali, ma spesso è trascurata, anche perché non è contagiosa. Oltre ai formulati cortisonici usati all’inizio della malattia e per non lunghi periodi, trovano impiego quelli a base di derivati di vitamina D3 e di antralina ed un gel contenente il  retinoide tazarotene.  Degli ultimi due prodotti vedere le formule in figura 4. Qualche stabilimento termale con acque calcio-magnesiache propaganda anche la balneoterapia e la fotobalneoterapia rivendicando miglioramenti importanti per la psoriasi. Le pomate idratanti ed il bere molta acqua sono pure raccomandate. La malattia  non dovrebbe essere considerata di secondaria importanza  e va tenuta sotto controllo medico continuo perché può dar luogo ad altre affezioni, come artrite psoriasica, ipertensione, diabete, patologie cardiovascolari.

- Una grave affezione della pelle, purtroppo oggi in aumento, è il melanoma maligno. Bisogna osservare se un neo congenito cresce, fa prurito e sanguina. Ha un colore che va dal marrone chiaro al blu-nero, come il MELANOMA di figura 4. In tal caso bisogna andare dal medico specialista che fa fare un’analisi che, se positiva, richiede asportazione di un’ampia zona della pelle . Di solito, se le metastasi non sono avanzate (ciò avviene quando il tumore è asportato in tempo) si ha guarigione definitiva, altrimenti è impossibile salvarsi, essendo il melanoma il peggiore propagatore di cellule cancerose. È correlato con l’intensa esposizione al sole. Si presume che la riduzione dello strato di ozono (che riduce l’intensità dei raggi UV), sia una delle cause dell’aumento rispetto al passato. Circa l’insorgenza dei tumori della pelle, altro discorso è da fare con il basalioma più frequente nei marinai, agricoltori, operai edili, che può essere asportato chirurgicamente senza dare complicazioni. La genesi del melanoma, pericolosamente invasivo e molto più impegnativo, è pù complessa: compare anche in zone non esposte di recente al sole, ma probabilmente esposte durante l’infanzia quando si ebbero danneggiamenti ai geni del DNA produttori dei melanociti. Esisterebbe inoltre una tendenza genetica. ome riconoscere nei (o nevi) maligni e Melanomi   SPECCHIO E DINTORNI.htm.

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